domenica 27 aprile 2008

La mosca (The fly)


FILM: Fantahorror di David Cronenberg sulla metamorfosi. Come nell'originale del 1958, la premessa vede uno scienzato fondere accidentalmente la sua struttura molecolare a quella d'una mosca, dopo il primo viaggio nel teletrasporto da lui concepito: ma laddove il film di Kurt Neumann era un monito sui pericoli della scienza e la spietatezza della natura, questo è un dramma sul decadimento dei rapporti umani, in particolare quelli d'amore. "confinato" e inesorabile, costruisce impeccabilmente la love story fra lo scienziato protagonista Seth Brundle e la reporter che ne documenta l'opera, per poi disfarla secondo un processo in cui la mutazione della carne è preceduta dal degenerare dei sentimenti. La trasformazione fisica di Brundle, sbattuta in faccia allo spettatore con una drammaticità immune al ridicolo, è resa splendidamente dagli effetti speciali di Shonagh Jabour, anche se il cambiamento interiore disturba molto più di quello fisico, per il suo legame, tragico e tutto umano, con la gelosia. Proprio la gelosia, infatti, spinge Brundle al fatale teletrasbordo, e una volta "somatizzata" come mosca, ne tramuta il genio in superomismo da riversare sul mondo, a partire dalla donna amata. Fra le pellicole più razionali di Cronenberg (se si escludono i noir recenti) è comunque una di quelle più teoriche: ad esempio, la storia d'amore fra i protagonisti è così intensa da trascendere l'elemento orrorifico, ma allo stesso tempo converge verso una poetica, dell' "assimilazione", magmatica ed estrema. E ancora, l'innesto horror contagia l'impianto drammatico, ma non ne snatura l'essenza, come dimostra la bellissima scena del teletrasporto che, restituendoci un Brundle all'apprenza intatto, sottolinea la centralità d'un mutamento anche e soprattutto "interiore". Per Jeff Goldblum, sexy e bizzarro, quello di Seth Brundle è il ruolo della vita, ma anche Gena Davis, nei panni dell'innamorata, fornisce un'interpretazione commovente, e in grado di nobilitare il film oltre ogni aspettativa. Assieme a Scanners e Videodrome, potrebbe costituire un ideale trittico sulla "nuova carne", declinato, all'insegna del disfacimento, in chiave politica, mediatica e scientifica.

QUALITA' VIDEO (6 e 1/2 su 10): Il video 1.85:1 compresso in AVC mpeg4 è sufficiente e, considerata l'orgine della pellicola, anche qualcosa in più. La definizione complessiva è sempre discreta, e cede più che altro in qualche inquadratura sfuocata. I colori solo abbastanza pastellosi (almeno all'inizio), ma non troppo carichi, tanto che in qualche scena appaiono slavati. Le frequenti tonalità turchesi o verdastre sono comunque abbastanza calde e rese senza particolari "sporcature". La nitidezza complessiva è buona, ed accentuata dal fatto che la pellicola è in condizioni tutto sommato eccellenti, priva com'è di sporcizia e di spuntinature. I moltissimi primi piani sulla coppia Goldblum / Davis sono abbastanza deludenti nella prima scena al convegno, ma poi acquistano una certa porosità che li rende abbastanza piacevoli, soprattutto nelle sequenze più tragiche della sconda parte. Anche certi esterni del laboratorio mettono in risalto una buona "sottigliezza" dei particolari, mentre il primo totale sul palazzo in cui lavora la Davis riesce addirittura a stupire. Purtroppo la resa del nero è abbastanza "sbiadita" e "rossiccia", e pur non compromettendo i dettagli scuri, leva ulteriore profondità al quadro nelle scene meno illuminate. Inoltre, sempre il nero produce qualche rumorosità che, sebbene non eccessiva, aumenta il senso di "ruvidezza" d'alcuni passaggi. Anche il contrasto non è purtroppo all'altezza, e contribuisce alla sensazione di trasferimento "vecchio" e un po' inconsistente. In ogni caso, la differenza rispetto al dvd è, almeno su schermi da 42 pollici in su, sempre ovvia, e addirittura lampante nei passaggi in cui Brundle è al culmine della trasformazione, con i dettagli del suo (formidabile) make up sempre evidenti e abbastanza ripugnanti. Se a questo s'aggiungono la totale assenza d'artefatti di compressione e d'edge enhancement, si può anche rimanere abbastanza soddisfatti della resa complessiva. Certo è che, nonostante i limiti "intrinseci" della pellicola originale e l'impatto non tagliente (ma comunque "sottile") delle immagini, "La mosca" non s'era mai visto così bene su uno schermo casalingo.

QUALITA' AUDIO (4 e 1/2 su 10): L'audio italiano DTS a 768 kbit è davvero "vecchio" e mediocre, e in nessun passaggio fornisce un coinvolgimento adeguato alla drammaticità delle immagini. I limiti principali risiedono soprattutto nella mancanza di dinamica, saldamente ancorata sulle frequenze medie, e all'estensione scarsissima del fronte anteriore. Quest'ultimo "collassa" sul canale centrale anche nelle situazioni più "movimentate" ed offre panning davvero limitati, e a volte appena percettibili. Come il resto dell'audio, le voci sono davvero poco nitide e non convincono sia per la poca pienezza che per la scarza brillantezza, dovuta alla mancanza degli alti. Inoltre, sempre le voci subiscono "appannamenti" che ne offuscano ancora di più la dinamica, come se, durante l'ascolto, qualcuno giocherellasse con il comando "treble" dell'amplificatore. Se non altro, la piattezza degli alti limita parecchio anche il fruscio di fondo, anche se, nel contesto, si tratta d'una consolazione davvero magra. Come immaginabile, l'apporto del subwoofer è inesistente (salvo forse durante i viaggi nelle telecapsule), mentre i posteriori sottolineano i momenti più rumorosi con un' "ambienza" resa più stereofonica da un particolare gioco di ritardi. Ma anche questa caratteristica è poca cosa. Come al solito, in questi casi, la resa della traccia in lingua originale sta su ben altro livello e, seppure non memorabile, vanta una buona ampiezza sul fronte anteriore, alti molto più definiti ed un centrale ben integrato nella scena sonora.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (9 su 10): Il comparto extra offre gli stessi contributi della favolosa edizione a doppio DVD, ed è pertanto straordinario. In più, include alcuni inserti esclusivi della versione Bluray, anche se di poco conto. In dettaglio, trovano posto:

Traccia di commento di David Cronenberg.

Traccia testuale in italiano sulle curiosità.

Ricerca della scene tramite indice dei termini.

Selezione personale delle scene.

Gioco "Ammazza la mosca".

Sezione "Documentario", comprendente:

- Documentario Fear of the flesh (diviso nei segmenti "Larva", "Pupa" e "Metamorfosi", per una durata complessiva di 2 ore e 16 minuti)

- Featurette Il museo di storia naturale di Seth Brundle (12 min.)

Sezione "Scene tagliate", comprendente:

- Seconda intervista (2 min.)

- Monkey cat (7 min.)

- Butterfly baby (2 min. 30 sec.)

- 2 scene estese (6 min.)

- Storyboard e sceneggiatura della scena "Brundlemosca vs barbona"

Sezione "Provini cinematografici", comprendente:

- Trattamento titoli (2 min.)

- Effetti luce capsula (2 min.)

- Trucco di Brundlemosca (2 min.)

- Esplosione insetto (2 min.)

- "Cronenmosca" (2 min.)

Sezione "Gli scritti", comprendente:

- Novella originale di George Langellan

- Sceneggiatura

- Rielaborazioni di David Cronenberg

- Articoli di riviste

Sezione "Trailer e spot TV", comprendente:

- Anteprima de "La mosca"

- 3 spot TV

- trailer "La mosca"

- Trailer "La mosca 2"

- Trailer "L'esperimento del Dottor K"

- Trailer "La vendetta del Dottor K"

Sezione "Galleria foto", comprendente:

- Pubblicità

- Dietro le quinte

- Arte concettuale

Piatto forte del comparto è, come ovvio, il monumentale documentario "Fear of the flesh": zeepo di aneddoti e filmati sia attuali che d'epoca sul dietro le quinte, costituisce una visione imprescendibile per qualunque fan del film, e anche di Cronenberg in generale. In esso, vengono sviscerati tutte le fasi della produzione, con una dovizia di dettagli quasi esagerata ma mai noiosa o ripetitiva. Naturalmente non mancano interviste al cast tecnico e artistico, oltre ad un marea di notizie anche sull'originale "L'esperimento del Dr. k", dal quale vengono accuratamente sottolineate le differenze. Per inciso, un documentario di tale portata (paragonabile solo a quelli realizzati per la saga di Alien, Blade Runner e il Gladiatore) costituisce da solo un reparto extra da valutazione massima, e dimostra una voltà di più come questo tipo di contributo sia il più interessante e "di sostanza", alla faccia delle stupidaggini interattive che la tecnologia "Next gen" tanto si sforza di promuovere. Non male anche le scene tagliate, fra le quali si distingue quella, incredibile e raccappricciante, della scimmia-gatto. La featurette fornisce una bella panoramica su maschere e miniature usate come effetti speciali, mentre i "provini" includono svariati test del makeup, delle luci e dei trucchi ottici e per quanto brevi sono anch'essi molto piacevoli. esaustivi anche gallerie e materiali scritti, mentre le tracce di commento e testuale forniscono un'ulteriore miniera di notizie, sebbene alcune si sovrappongano a quanto già appreso nel documentario. Il gioco (che si svolge lungo il film) è una stupidaggine, mentre una qualche utilità possono averla la selezione personale dei contributi (che consente di "spuntare" gli extra da vedere uno di seguito all'altro) e l'indicizzazione dei termini. Gli extra filmati sono in bassa definizione, ma di buonissima qualità video, mentre tutti gli inserti includono anche sottotitoli in italiano. Tremendo l'authoring del disco, che su PS3 non permette di tornare al menù (solo a scomparsa) una volta avviato un qualunque extra: sarà necessario utilizzare il salto della traccia e addirittura, nel caso del gioco interattivo, riavviare il disco. Nonostante tali difetti, comunque, il comparto extra di questo disco resta fra i più esaurienti e sostanziosi mai visti.

link a recensioni esterne:
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Highdefdigest (Bluray americano)
DVD Authorithy (Bluray americano)
DVD Talk (Bluray americano)

Scheda del film
Imdb

domenica 20 aprile 2008

Il tesoro dell'Amazzonia (The rundown - Welcome to the jungle)

FILM: Quanto di più vicino a una versione americana dei film con Bud Spencer e Terence Hill: Il tesoro dell'Amazzonia è un action/comedy "spavalda" e divertentissima, ricca di personaggi sopra le righe e scene d'azione mirabolanti, oltre a "risse" fra le più spettacolari dell'ultimo decennio. L'ex wrestler The Rock è protagonista nei panni d'un bounty hunter con passione culinaria (sogna d'aprire un ristorante), mentre Sean William Scott è il fugiasco a cui da la caccia fin nell'Amazzonia, fra guerriglieri pazzi, scimmie eccitate, miraggi d'un tesoro leggendario (da cui il titolo) e un losco cercatore d'oro che ha schiavizzato i locali. Il ritmo è forsennato, e il montaggio così energico da rendere travolgenti tutti i passaggi concitati (fra cui spiccano la scazzottata nel bar, quella con i ribelli e il finale). The rock è indistruttibile come da copione ma rispetto ad altri "golem" cinematografici (compresi Vin Diesel e lo stesso Schwarzenegger, con cui c'è un ideale passaggio di consegne durante l'incipit) vanta tratti umani ed autoironici insospettabili. Inoltre, è fisicamente più atletico, e la "disillusione" del suo personaggio, che ha il cuore tenero ma non intende cambiare il mondo, rende più sopportabile le consuete idiozie della "relief comica" William Scott. Il tono è eccessivo e "cartoonesco" (come dimostra la scena dei frutti allucinogeni) ma l'atmosfera risulta meno stupida del previsto, pervasa com'è dall'idea che i rapporti umani si basino prima di tutto sullo sfruttamento altrui, ed il perseguimento dei propri fini. Anche la digressione "archeologica", con più suspance dei due Tomb Raider, colpisce nel segno, mentre certi rimandi western rasentano la finezza. Il falso moralismo sull'uso delle armi, poi, sa di frecciata all'action politically correct e, con spudoratezza testosteronica, carica la mega-sparatoria finale di connotati quasi "orgasmici". Christopher Walken, nei panni dello sfruttatore "imperialista", è infine la ciliegina sulla torta: giogioneggia fino all'ultimo, e conferma la capacità del film di giocare con il genere, e rinverdirne i fasti... anche letteralmente, vista l'ambientazione.

QUALITA' VIDEO (8 e 1/2 su 10): L'immagine 2.35:1 è compressa in AVC Mpeg4 su un Bluray a doppio strato, e vanta una qualità più che buona. L'inizio nella discoteca è spettacolare e mostra fin da subito un'ottima definizione ed una nitidezza elevata anche se non da record. Contrasto e livello del nero sono abbastanza "spinti" ma non eccessivi, così da conferire un senso di grande tridimensionalità senza però "falsare" i colori. Questi ultimi, fra l'altro, sono abbastanza caldi e, sempre nella prima parte del film, riempiono lo schermo con intense tonalità viola, fucsia o blu. Non appena l'azione si sposta in Amazzonia, la fotografia del film diventa ancora più "torrida" e, soprattutto, "polverosa" (ma non sgranata), tanto da far sembrare la nitidezza un po' più bassa che all'inizio. Ciò accade soprattutto nelle sequenze ambientate al bar e alla roccaforte del cattivone, nelle quali anche i colori sono più desaturati, e il bianco tende a mangiarsi qualche particolare dei fondali. Tuttavia, anche in questi frangenti la definizione rimane alta e "sottile", come dimostrano i molti primi piani sui vari attori, in particolare quelli ravvicinatissimi di Christopher Walken. Molto buona la resa delle panoramiche sulla foresta e spettacolari quelle sulla cava, dov'è possibile distinguere ogni singola persona impegnata nell'estrazione dell'oro. Validissimi anche gli innumerevoli totali e campi medi dei protagonisti nella jungla, afflitti soltanto da una quantità di "fuori fuoco" abbastanza elevata nella parte centrale. La tenuta delle scene più scure (durante il recupero del "tesoro" e subito dopo) è granitica, con solo qualche dettaglio dei fondali perso in un nero profondo, mentre la parte finale stupisce per brillantezza e occasionale pulizia (da record nei ralenty durante la scena dell'esplosione). Nonostante l'alto livello di saturazione del colore, non si registra la presenza di rumorosità, e in generale la compressione non affligge l'immagine, salvo in due inquadrature nella scena della grotta, dove il fondale si riempie di blocchi e solarizzazioni. Quasi del tutto assente l'edge enhancement, a confermare la non elevatissima nitidezza d'un video comunque piacevolissimo, e che segna uno stacco netto dalla controparte in DVD.

QUALITA' AUDIO (9 e 1/2 su 10): L'audio Dolby True HD italiano è superlativo. All'inizio il volume sembra basso, ma la scena in discoteca smentisce subito quest'impressione e in più rivela le doti d'ampiezza e dinamica della traccia. Il fronte anteriore è sia compatto che definito, e satura l'ambiente con una potenza esemplare. Gli alti sono brillanti ma non fastidiosi e, soprattutto, mai sovrastati da fruscii, mentre la resa delle musiche è potente e molto in primo piano, in particolare quando l'azione si sposta nella giungla. Ottimo il canale centrale, in cui le voci doppiate suonano piene, pulite e indistorte senza mai sembrare più basse degli altri effetti. Inoltre, sempre il centrale si comporta egregiamente anche con spari, pugni, scoppi o frustate, riprodotti sempre con un'aggressività congeniale al tono del film. Come accennato, la dinamica generale è potentissima: in particolare si distinguono, per secchezza, le frequenze medio basse, capaci di rendere oltre modo appaganti tutte le scene d'azione, a partire da quella in discoteca, passando per il primo volo in aereo, la caduta nel burrone, o la scazzottata al bar. In passaggi come la lotta con i ribelli, poi, la "violenza" di certi effetti tocca l'apoteosi, con "frustate" capaci di spostare il divano persino dai canali posteriori. Fuori parametro, poi, la resa della sequenza con il crollo della grotta, graziata dagli effetti "tellurici" più prolungati, secchi, e potenti (ma senza un filo di saturazione) mai sentiti nella storia dell'audio multicanale. Attivissima anche tutta la sparatoria finale, che riassume e conferma non solo la potenza, ma la vivacità d'un mix che sfrutta con eccezionale senso di tridimensioalità i canali posteriori. Questi ultimi, infatti, sono ricchi di panning fronte retro / sinistra destra, ed effetti attivi dalla dinamica analoga a quella dei canali frontali. Quasi inutile citare l'esuberanza del subwoofer, sebbene la traccia sia così potente da "colpire basso" anche senza il suo apporto. In definitiva, ci starebbe la valutazione piena, non fosse per qualche incertezza del volume nella parte centrale del film.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (7 su 10): Gli extra, racchiusi in un bel menù animato, includono tutti i materiali già presenti nella passata edizione DVD, assieme ad altri contenuti inediti. In dettaglio, trovano posto:

Traccia di commento del regista Peter Berg e di alcuni membri del cast

Traccia di commento dei produttori

Sezione "filmati vari" comprendente le featurette:

- Rombo nella giungla (11 min.)

- Amazzonia stile hawaiano (5 min.)

- Fame di distruzione (8 min.)

- Il tesoro dell'Amazzonia incensurato: un "rockumentario" (6 min.)

- Distruggendo la città (4 min.)

- Il mondo di Walken (6 min.)

Scene eliminate (14 minuti)

Inserto "Jungle vision", che consiste in 17 micro featurette sulla lavorazione del film (durata totale 17 minuti circa)

- Trailer "Prossimamente in Bluray"

Le featurette "regolari" sono abbastanza interessanti ed approfondiscono svariati aspetti della produzione. In particolare, colpiscono i retroscena dei molti combattimenti realizzati con i cavi e la ricostruzione certosina del villaggio amazzonico a Los Angeles. L'inserto sulle scimmie, invece, è inutile, e fin troppo lungo, anche se piuttosto divertente. Le scene eliminate sono discrete, ma la loro esclusione appare sensata, poichè avrebbero appesantito il ritmo e sbilanciato i toni verso una serietà eccessiva. Buone, infine, le microfeaturette, che sebbene troppo brevi forniscono qualche dettaglio in più su effetti speciali e tecniche di regia. Da notare come tre di queste featurette fossero già presenti fra gli extra del DVD sotto forma di extra nascosti (o "easter egg"). Tutti i filmati sono in bassa definizione: la qualità video, comunque, è buona, salvo quella delle scene eliminate. Presenti sottotitoli anche in italiano, sia per gli inserti filmati che per le tracce di commento.

link a recensioni esterne:
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Forum Bluray.com (Bluray inglese)
AVS Forum (Bluray tedesco)

Scheda del film
Imdb

mercoledì 16 aprile 2008

The host (Gwoemul - Import UK)

FILM: Monster movie coreano di matrice "ecologista", con ampie ramificazioni drammatiche e sprazzi di comicità surreale. La premessa (un mostro acquatico generato dai rifiuti tossici rapisce la figlia d'un ambulante scansafatiche) è inverosimile, ma lo svolgimento è realistico, e così "antispettacolare" da sovvertire (in modo consapevole) ogni luogo comune del genere, in particolare nella sua accezione più blockbusteriana. La regia, rigorosa e monumentale, gioca sul "controtempo" per bruciare i ritmi della suspance, e non ricorre ad artifici per nascondere la creatura, che anzi viene offerta allo spettatore con delicata insistenza. Tale procedimento, "grandangolare" e impostato sull'interazione intima fra mostro e personaggi umani, è inverso a quello "occultante" de Lo squalo, e agevola una tensione drammatica in magico equilibrio fra satira e tragedia. La prima, sottolinea un'indifferenza sociale che non è solo dell'autorità (politica, sanitaria o militare), ma anche del popolo, insofferente tanto alle cause quanto agli effetti dei disastri biologici. La seconda, invece, coinvolge i membri della famiglia protagonista (tre fratelli, il loro padre a la nipote rapita), e ne scuote i legami attraverso perdita e riscoperta non solo degli affetti, ma anche dei rapporti figlio-genitore, e delle responsabilità ad essi collegate. I temi del viaggio e dell'evasione all'autorità sono preponderanti, e sfruttati sia per dividere i personaggi (lungo un percorso anche e necessariamente personale) sia per stemperarne le sventure con allentamenti ironici inneggianti Kitano. Il finale esalta e commuove, anche se (nonostante la catarsi della sorella tiratrice con l'arco) non libera i protagonisti dai loro fantasmi, divenuti ossessioni per l'avvenire. Impagabili certe perle di nonsense (la folla che alimenta la creatura, la scena del funerale e quella dello sputo, alcuni siparietti ospedalieri), a rimarcare la "sconnessione" d'una società nel caos, e chiusa in se stessa, e impeccabili certi "screzi" fra vittime e creatura, carichi d'humor nero e macabra sottigliezza. Meno riusciti, invece, gli snodi delle sottotrame "fognarie", troppo dilatati, o diluiti da eccessive pause. Anche gli effetti speciali non sempre convincono, e in generale manca il senso di meraviglia dei concorrenti più spettacolari: ma se si tiene conto che, in The host, la creatura non è il sogno di qualche scienziato pazzo, bensì uno scomodo rigurgito "sociale", oltre che biologico, si capisce come tale carenza sia in realtà un prezioso valore aggiunto.

QUALITA' VIDEO (9 su 10): Il video 1.78:1, compresso in VC1 su disco a doppio strato, è di qualità davvero superba. Fin dalla prima inquadratura (nell'obitorio) definizione e nitidezza sono impressionanti, mentre l'impatto è taglientissimo. I colori (soprattutto il blu, in questa prima scena) si rivelano subito caldi, così come gli incarnati, mentre il nero è profondissimo. I successivi primi piani rivelano una grana molto fine che accompagnerà tutta la visione. Questa non è assolutamente fastidiosa (salvo qualche passaggio in cui aumenta un po') ed anzi rende l'immagine ancora più "cinematografica". Le sequenze luminose della prima parte s'aprono con primi piani assolutamente spettacolari, e così nitidi da rasentare i vertici del formato. La porosità della pelle, e i dettagli dei capelli sono stupefacenti, e colpiscono anche per la saturazione dei colori (il rosso e il giallo) e il senso di tridimensionalità. Anche gli scenari sullo sfondo sono iper-definiti, mentre i totali rivelano anche i particolari più minuscoli di ponti, acqua, auto e pavimentazioni delle varie location. Allo stesso modo, i dettagli del mostro sono rivelati in modo "radiografico" al punto da evidenziarne impietosamente la natura digitale e un po' "plasticosa", soprattutto quando è sovrapposto su fondali molto luminosi e ultra-definiti. Il bianco nelle scene diurne è parecchio "sparato" e a tratti si mangia qualche porzione di fondale cittadino: ciò si deve a un livello di contrasto molto spinto che comunque non guasta l'impatto, ed anzi dona un'aspetto più surreale alla vicenda. Sempre al constrasto, si deve un livello del nero fra i più profondi di sempre, e che "trionfa" nella parte centrale del film, ambientata nelle fogne. In tali passaggi (soprattutto quelli con la bambina e la creatura) la fotografia somiglia a quella di Hostel 2, con volti luminosissimi affiancati da chiazze nere in cui è impossibile distinguere qualsivoglia particolare. Ovviamente non è un difetto del trasferimento ma una precisa scelta di fotografia che comunque metterà a dura prova le "tenuta" dei neri sul proprio display. L'ultima parte del film (in particolare la sequenza dell'ospedale) presenta la manciata di primi più spettacolari in assoluto, anche se ha un livello di contrasto leggermente inferiore a quello visto al'inizio. Il finale, invece, presenta molte inquadrature in cui la grana si trasforma in un rumore video più fitto, ma comunque non allarmante (vista anche la brevità di tali passaggi). In definitiva, il video di The host sfiora livelli "demo", nonostante qualche piccolo "cedimento" (oltre a quelli citati, s'aggiungono qualche inquadratura "soft" e una spruzzatina d'edge enhancement) ponendosi ai vertici dell'esperienza HD.

QUALITA' AUDIO (8 su 10): L'audio coreano Dolby Digital 5.1 (448 kbit) è più che buono, anche se non eccezionale quanto il video. Il livello di registrazione è abbastanza alto, mentre il fronte anteriore è compatto, pulito e potente, con solo qualche incertezza sul canale centrale, soprattutto sulle voci. Nei frequenti passaggi in presa diretta, queste sono infatti un po' "contrite" e lievemente "nasali", sebbene mai particolarmente distorte. Per contro, gli effetti laterali riempiono la scena in modo convincente, e coinvolgono con panning abbastanza frequenti e situati, come immaginabile, durante tutte le apparizioni della creatura. La dinamica generale favorisce le frequenze medio alte (come spesso avviene nelle colonne sonore di titoli orientali) e spicca in modo brillante su spari, sgretolìì di vetri o simili (parecchi, all'inizio) e ovviamente sugli strani versi della creatura. In ogni caso non mancano bassi profondi e secchi (sia sul subwoofer che sui diffusori principali) con picchi evidenti soprattutto durante le varie "camminate" del mostro e nell'intenso finale. La resa delle musiche è molto "calda" e vivace: in più, vanta una rimarchevole ampiezza, come evidente nella sigla di chiusura. L'apporto dei canali posteriori è più che adeguato, e, sebbene non costante (anche perchè la parte centrale del film è abbastanza tranquilla), è ricco d'effetti attivi e di panning. Fra i momenti migliori, ci sono l'inizio al fiume, la fuga dall'ospedale e certi passaggi nelle fogne (riguardanti la bambina e la ragazza con l'arco), in cui la bestia anima piacevoli panning fronte retro. Anche l'ambienza di scene come quella nella palestra vengono comunque risolte egregiamente dai canali posteriori e testimoniano la buona precisione del mix. Rumore di fondo quasi assente e buona "presenza" complessiva, a confermare le doti d'una traccia limitata solo da una lieve, occasionale "ruvidezza" e da una non memprabile capacità di saturare l'ambiente. Presenti sul disco anche tracce audio DTS HD Master audio in inglese e coreano, oltre a quella inglese in Dolby Digital 5.1. Inclusi anche i sottotitoli opzionali in inglese.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (7 su 10): Il comparto extra, racchiuso in un menù fisso richiamabile, durante il film, anche in versione "a scomparsa", è abbastanza variegato, sebbene non molto approfondito. Fra i contenuti, spiccano innazitutto la traccia di commento del regista Bong Joon-HO, in lingua inglese senza alcunea sottotitolazione. A seguire, trova posto la sezione "Making of the Host", che include un documentario dal medesimo titolo (durata 10 min.), assieme alle featurette "Memories of the sewer" (10 min.), "Physical special effects" (5 min.) e "Storyboard" (3 min.). Nella successiva sezione "The creature", invece, sono ospitati i documentari "Designing the creature" (11 min.), "Puppet Animatronics" (7 min.), "Animating the creature" (10 min.) e "Bringing the creature to life" (21 min.). Terza ed ultima sezione presente fra gli extra, è quella dedicata al cast, ove sono incluse le featurette "The family, main cast interviews" (4 min.) e "Training the actors" (5 min.). A completare i contenuti, un filmato di scene eliminate e una gag reel (entrambi sugli 8 minuti di durata), più il trailer cinematografico originale. La qualità dei documentari è discreta, e conta sia su interviste al cast e alla troupe (soprattutto il regista) che su filmati della lavorazione. Fra questi ultimi, spiccano senza dubbio quelli dedicati alla creatura, più approfonditi e interessanti. Ma è più che discreto anche l'inserto sulle rirpese nelle fogne. Abbastanza insignificanti, invece, gag reel e scene tagliate: la prima non fa ridere (salvo forse alla fine), mentre le ultime non aggiungono nulla d'interessante all'economia del film. Gli inserti sono accompagnati da sottotitoli opzionali anche in inglese, salvo la traccia di commento, come già precisato all'inizio. I filmati sono tutti in definizione standard, ma la loro qualità video è pregevole.

link a recensioni esterne:
Highdef Digest (Bluray ameriano)
DVD Town (Bluray americano)
Upcoming discs (Bluray americano)
DVD Authority (Bluray americano)
DVD Talk (Bluray americano)

Scheda del film
Imdb