FILM: Il primo Western di Sergio Leone (firmato con lo pseudonimo di Bob Robertson) è una parabola "esistenziale" che trascende i canoni del genere, all'insegna di cinismo e violenza. Leone accantona gli indiani, le guerre, la frontiera (qui solo riferimento geografico) per concentrare la sua vicenda in una cittadina colma di personaggi archetipizzati, ed in cui due famiglie di trafficanti hanno assorbito tutto e tutti. In mezzo ci mette la polvere, qualche oppresso ed un pistolero doppiogiochista a fin di bene. Il risultato dista anni luce dai prodotti americani e impone tempi dilatati, oltre ad un microcosmo astratto che rispecchia i mali del mondo "vero": fra questi ultimi, l'avidità (che ha contagiato famiglia ed istituzioni) o la violenza come unica via risolutoria. Ma ci sono anche la corruzione, il declino degli ideali e, soprattutto, della lealtà, ormai senza significato anche per i "buoni". La scenografia "scheletrizzata" amplifica il senso di disillusione, mentre location come il cimitero (luogo dell'inganno) delineano il carattere beffardo della morte. Dove però Leone incanta è nel tratteggio del suo leggendario "pistolero solitario": interpretato da Clint Eastwood, è una presenza quasi irreale ma dalla battuta cinica. In più, è infallibile come la giustizia divina (l'unica rimasta) ed immortale come la colpa. La regia stupisce con una personalissima epica del dolly, o di primi piani che "sparano" i sentimenti con la stessa balistica delle pistole. E sempre la regia, deflagra l'azione con sapienti panoramiche, e piani sequenza che sembrano micce infiammate dall'umorismo macabro. Nella seconda parte, il film ha varie forzature, mentre la resa di certe scene notturne (girate però di giorno) è un po' bizzarra: ma basta un accenno della musica di Ennio Morricone per trasformare anche le imperfezioni in leggenda. Primo capitolo della cosiddetta "trilogia del dollaro", ricalca la trama del celebre "Yojimbo" di Akira Kurosowa, tanto che i giapponesi hanno fatto causa. Parlare di plagio, però, è impossibile, perchè la poetica leoniana, in cui i legami sono d'opportunità, salvo quelli madre-figlio, va ben oltre gli snodi di sceneggiatura. E premeva per essere raccontata.
QUALITA' VIDEO (8 su 10): Il video è stato restaurato nel 2007, grazie alla collaborazione fra Ripley Home Video e la Cineteca nazionale di Bologna. Le immagini originali sono state scansionate, ripulite e rieqeualizzate, poi trasferite su un nuovo negativo dal quale è stato tratto anche il master per il Bluray. Il risultato del lavoro (documentato sul libretto incluso nella confezione) è davvero ottimo, e ripropone il film con una qualità difficilmente superabile. Fin dalle prime scene nel deserto, l'impatto delle immagini è "cinematografico": la resa, infatti, è naturale e sebbene pulita, mantiene una trama analogica d'ottima fattura. La definizione è molto buona e mette in evidenza i dettagli dei celebri primi piani di Leone. Sui campi medi, il quadro resta nitido, ed i contorni risultano sempre sottili, mentre sui campi lunghi s'avverte qualche flessione. In queste situazioni, infatti, la consistenza si fa un po' "nebbiosa": in più, le trame degli edifici e dei volti tendono ad impastarsi. A ben vedere, anche certi primi piani della parte centrale non sono perfetti, e presentano un lieve effetto "mosso", però bisogna considerare che il film è girato in techniscope 2P (2 perforazioni), cioè un formato che sfrutta solo metà del fotogramma 35mm. A parte questa limitazione e certi cali "fisiologici", comunque, il video presenta molti passaggi che stupiscono: ad esempio, quelli della prima sparatoria di Eastwood, o con Eastwood durante la prima sosta al bar. Ed ancora, tutti gli interni nel bar o casa della famiglia Baxter. Per non parlare di sequenze all'aperto e ben illuminate, tipo quella dell'imboscata ai soldati, dello scambio di prigionieri e della resa dei conti. In tutte queste scene, il dettaglio di edifici, vegetazione e volti tocca livelli buoni, e talvolta esaltanti, e lo stesso dicasi per i particolari dei vestiti o degli interni. Come esempio, si prendano il poncho di Clint Eastwood nelle scene al bar, o, ancora, i dettagli del legno e dei muri, sempre nel bar o in tutti gli altri interni. Anche certe transizioni fra le montagne restano nella memoria e, soprattutto su proiettore, garantiscono una visione che stupirà gli appassionati come davanti ad una vera pellicola. La colorimetria è calda ma non accesa e s'assesta su tonalità giallo marroni che investono, assieme a quache sfumatura verdastra, i bianchi degli edifici. Il blu del cielo è abbastanza profondo ma rende ancora meglio quello delle divise sudiste nella scena dell'imboscata. Nella stessa scena, fra l'altro, il verde dà ottima prova della sua compattezza, mentre il rosso eccelle nelle scene con il sangue e con il fuoco (molto "aranciato"). Gli incarnati sono piuttosto saturi, e virati sempre sul rossiccio: ma è chiaro che si tratta d'una scelta fotografica, peraltro ben resa dalla trdimensionalità delle sfumature. Il contrasto è ben bilanciato e garantisce un'ottima profondità sia nelle scene all'aperto che in quelle con media luce (es. in interni). Il nero, invece, è variabile: in molte situazioni è davvero basso,e "scuro" come ci s'aspetterebbe, mentre nelle scene più buie tende ad appiattirsi o a mangiare dettaglio. Il peggio (per modo di dire), si ha nelle scene al cimitero ed in quella in cui i cowboy ritornano dal casale. Questi passaggi sono un po' troppo "affogati", e coperti da una dominante blu che, tuttavia, dipende dai filtri usati per creare un effetto notte. La qualità della ripresa è buona, anche se si notano molti fuori fuoco. I graffi, invece, sono assenti, mentre le spuntinature sono contenute, a testimoniare la bontà d'un restauro che ha eliminato i difetti senza intaccare l'informazione. A fare i pignoli, si notano giusto delle occasionali "striature" bianche, fisse nella parte sinistra dell'immagine e brevi "ondeggiamenti". Inoltre, il limite sinistro del quadro (e a volte anche il destro) presenta un'alone verticale, comunque transitorio. Sulla compressione c'è poco da dire: l'algoritmo AVC Mpeg4, assieme ad un bitrate video di ben 27 Mbit (su 33,68 totale) hanno garantito una digitalizzione "trasparente". Ciò significa che è impossibile scorgere artefatti di compressione (sia su tv al plasma che su proiettore). Inoltre, non si registrano effetti di banding, o altre discretizzazioni e dell'edge enhancement neppure l'ombra. Come ciliegina sulla torta, il DNR pare assente, e ciò garantisce la presenza di tutta la naturale grana della pellicola originaria. Quest'ultima, fra l'altro, è sempre abbastanza fine, con solo una maggiore polverosità in certi totali ed alcuni picchi di "ruvidezza" in qualche primissimo piano.

Screencapture Bluray: full HD PNG (occhio agli spoiler!!)
QUALITA' AUDIO (7 su 10): Come il video, anche l'audio è stato restaurato e rimasterizzato. Il lavoro di recpuero ha riguardato soprattutto la colonna sonora di Ennio Morricone, che è stata "rimontata" a partire dalle bobine stereofoniche originali e da frammenti delle pellicola estere. La nuova colonna è stata quindi remixata in 5.1 e trasferita sul Bluray sfruttando il formato PCM 48Khz 16 bit. Anche in questo caso, il risultato ottenuto è pregevole ma non paragonabile a quello del video, sorpattutto per la bassa qualità originaria. La nuova traccia italiana, ascoltata per intero, colpisce soprattutto per la dinamica delle musiche: quest'ultima è notevole sia sugli alti (aspettate di sentire il celebre "fischio" del maestro Alessandroni) che sui medi, con anche qualche "capatina" sui bassi. Inoltre, l'ampiezza stereofonica, sempre delle musiche, è davvero spinta e grazie ai molti effetti (schiocchi delle dita, tamburi, voci e ferraglia) coinvolge in modo incredibile. La separazione dei vari strumenti è sempre molto realistica, mentre la codifica PCM garantisce una timbrica ancora più morbda e compatta. Sempre le musiche, inoltre, producono varie code sui canali posteriori, e richiamano il subwoofer nei passaggi più "turbolenti". Con gli effetti e le voci, purtroppo, la situazione cambia drasticamente: la dinamica, infatti, si riduce, la nitidezza anche. Il suono è molto più ovattato e gli effetti sono confinati sul canale centrale. Le voci, comunque, sono sempre chiare, e profonde a sufficienza. In più, non presentano gravi distorsioni, salvo qualche stridolìo di poco conto. Il fruscio, nelle parti senza musica, è molto elevato (anche se non insopportabile), mentre effetti come spari sono "chiusi" ma non troppo deboli. Ad esempio, quelli della mitragliatrice (nella scena dell'imboscata) sono quasi soddisfacenti, purchè non ci s'aspetti la resa d'un titolo odierno. Al contrario di quanto si penserebbe, il Subwoofer sferra qualche colpo: per esempio, nella scena della "botte", ed in quelle con gli scoppi della dinamite. Ma a parte questo, i sussulti della colonna effetti sono pochi. In generale non si segnala alcun difetto audio, sebbene la disuniformità fra musiche definitissime ed effetti "opachi" sia un po' fastidiosa. Allo stesso modo, disturbano un po' certe transizioni in cui, sempre le musiche, passano da quelle "d'epoca" a quelle restaurate, con un ennesimo, percebibile "svarione" della qualità. Nel complesso, però, non ci si può lamentare più di tanto, considerati il budget e l'età del film. Il Bluray include anche le tracce monofoniche originali in italiano e in inglese, quindi non restaurate. Compresse in Dolby Digital a 192kbit, entrambe confinano il suono sul diffusore centrale e presentano una dinamica limitata. Inoltre, hanno più furscìo di fondo, anche se il volume di registrazione è inferiore. La resa complessiva è un po' stridente (a causa del mancato restauro) e la codifica Dolby Digital conferisce una timbrica più metallica: ma alla fine, il valore "filologico" delle tracce resta altissimo. Senza contare che, ascoltando l'audio d'epoca, non s'avverte la disuniformità dinamica fra musica ed effetti.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (9 su 10): a confezione del Bluray (slipcase con cartonato a scatola), include dei bellissimi extra cartacei: fra questi, 8 fotobuste e 2 poster d'epoca (formato cartolina), una riproduzione della brochure pubblicitaria, un soggetto autografato da Sergio Leone ed il volumetto di 48 pagine sul making of del film e sul restauro. Tali bonus sono molto ben fatti ma per una descrizione più accurata, ed un'ampia galleria fotografia, si rimanda a QUESTO articolo. Il Bluray, invece, contiene una schiera di splendidi extra filmati. Questi ultimo sono organizzati in un menù molto raffinato e consistono in:
Documentario "Sergio Leone: cinema, cinema" (SD, 108 min.)
Intervista a Ennio Morricone (HD, 13 min. 47 sec.) Inserto "Due o tre cose che so di lui" (SD, 3 min. 18 sec.) Featurette "Il restaturo" (HD, 17 min. 28 sec.) Trailer cinematografico (HD, 3 min. 40 sec.) Inserto "Le location e i set di Per un pugno di dollari", suddiviso in: - Sezione Madrid, contenente le featurette: - - Golden City (HD, 4 min. 45 sec.) - - Casa de Campo(HD, 58 sec.) - - Aldea de Fresno (HD, 2 min. 6 sec.) - Sezione Almeria, contenente le featurette: - - Rambla del Cautivo (HD, 39 sec.) - - Rambla Indalecio (HD, 1min. 24 sec.) - - Los Albaricoques (HD, 2 min. 7 sec.) - - Cortiso el Sotillo (HD, 3 min. 14 sec.) |
Come prevedibile, il piatto forte è costituito dal documentario di 108 minuti. Realizzato nel 2001, ripercorre tutta la carriera di Leone, soffermandosi anche su Per un Pugno di dollari, la cui realizzazione è trattata in particolar modo. L'inserto include soprattutto interviste: ad esempio, al direttore della fotografia Tonino Delli Colli, ai musicisti Alessandro Alessandroni ed Ennio Morricone, e al regista Luca Verdone (fratello di Carlo). Ma ci sono anche interventi di Carla Leone (moglie di Sergio), dello sceneggiatore Sergio Donati, o di attrici come Marianne Koch, senza contare le note di critici e collaboratori celebri come Dario Argento. Tali interviste sono inframezzate da immagini d'epoca (ma nessun filmato) e svariate riprese sulle location utilizzate nei film. E ancora, dai numeri musicali d'Alessandroni e qualche testimonianza sorprendente. Volendo essere pignoli, si potrebbe dire che l'inserto è un po' lento, a volte: tuttavia, la quantità d'aneddoti sulla carriera e sui film di Leone ripaga alla grande. Proprio fra gli aneddoti, incantano quelli sullo stile del grande regista romano, così come quelli sui suoi esordi e sulla sua concezione di cinema. inoltre, abbondano le curiosità sulla genesi di tutti i film (compresi C'era una volta il west e C'era una volta in America) e sulla loro realizzazione, sugli attori e sul rapporto problematico di Leone con il successo (oltre che con i suoi sceneggiatori). Il tutto, completato dai rimandi alle opere non relizzate, come ad esempio Le Aquile di Roma e C'era una volta a Stalingrado. L'intervista ad Ennio Morricone (realizzata nel 2008 come il resto degli extra) è breve ma emblematica del carattere coriaceo dell'artista, mentre l'inserto "Due o tre cose che so di lui" è un colage intenso, ma troppo breve, di interviste a Leone. I filmati sulle location, invece, sono organizzati in un "mappa" con vari punti geografici selezionabili. Anch'essi sono brevi, seppur ben girati, e completi di tutte le informazioni che era possibile fornire (assieme a dei suggestivi confronti "ieri ed oggi"). L'inserto sul restauro, infine, testimonia l'incredibile lavoro svolto per riportare il film allo splendore originario: in particolare, vengono citati i processi utilizzati per pulire e ristabilizzare l'immagine, e poi mostrati vari spezzoni comparativi. Lo stesso avviene per il sonoro, anche se il paragone è meno spettacolare. La qualità video degli inserti proposti in HD è ottima, mentre quella degli inserti in definizione standard varia fra il buono ed il sufficiente. Alcune parti del documentario principale sono in spganolo ma accompagnate da sottotitoli in italiano.
-
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Grindhouse.it (Bluray italiano)
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
Tutto Digitale (Bluray italiano)
DVD Beaver (Bluray italiano)
AVS Forum (Bluray italiano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Nessun commento:
Posta un commento