FILM: Per la regia di Mathieu Kassovitz, uno scombinato fanta/action “d’annunciazione”, che sottintende, seppur goffamente, la possibile rinascita di un mondo schiacciato fra criminalità organizzata, sovrappopolamento e fanatismo religioso (anch’esso molto “organizzato”). Nella trama, il mercenario Toorop (Vin Diesel), deve scortare una misteriosa ragazza, e la sua tutrice, dalla Mongolia a New York, per consegnarla ad un oscuro committente. La ragazza, di nome Aurora, manifesta subito degli eccezionali poteri psichici, ma anche una vulnerabilità che discende dalla sua vita reclusa in monastero. Dopo pochi chilometri percorsi in una Russia dilaniata da radiazioni e guerra, i tre sono presi di mira da orde criminali intenzionate a rapire Aurora, e così iniziano una fuga a rotta di collo fra i ghiacci dell’Alaska, e quindi nella loro meta New York, dove si rifugiano in un appartamento ultratecnologico di Toorop. Proprio nella città americana, però, li attende una resa dei conti fra i gruppi in lotta per accaparrarsi Aurora, ed una verità, sulla natura della ragazza, capace di cambiare le sorti del mondo. Tratto dal romanzo “Babylon Babies”, il film di Kassovitz mescola atmosfere post-catastrofiche ad altre bladerunneriane, ed amalgama il tutto con un curioso "millenarismo mediatico” (dato che la nuova era è più “annunciata” che reale). La trama ricorda l'ottimo i Figli degli uomini ma il tema di fondo, che ruota attorno al messia “su commissione” e ad un potere sovrannaturale che può redimere o manipolare l’uomo, rimanda più all’Akira di Katsushiro Otomo (dal quale vengono anche certe ambientazioni ultraindustriali e “post atomiche” come la centrale russa con il cratere). Però Babylon A.D. non possiede né la lucida disperazione del film di Cuaròn (oltre al suo prodigioso “realismo” tecnico) né la visionarietà del noto Anime giapponese, perso com’è in atmosfere “cool” e in una confusione narrativa derivata, si dice, da un rimaneggiamento del film da parte dei produttori. Quanto questo rimaneggiamento abbia alterato la visione originaria di Kassovitz (che ha persino disconosciuto il film) non è dato a sapere ma quel che è certo è che, dopo un avvio appassionante incentrato sul viaggio “biblico” dei protagonisti, il film si sfilaccia fra scene d’azione ordinarie, non approfondisce personaggi chiave (dalla tutrice al padre di Aurora, fino alla “santona” interpretata da Charlotte Rampling) e, soprattutto, finisce in media res, risultando incomprensibile. Troppo votata all’azione (e fightetterie modaiole tipo il parkour), la pellicola arriva tardi alla sostanza “filosofica” della storia (che mescola genetica, misticismo ed uso del divino per i propri scopi) e quando lo fa manca di raccordi e giustificazioni, tanto che certi aspetti legati all’origine d’Aurora si scoprono per “sentito dire”. Come se non bastasse, la sceneggiatura è didascalica (e ciò è un paradosso, data la brevità del film), mentre il reiterato buonismo è da quattro soldi (e qui, i produttori rompiscatole c’entrano poco). La regia è discreta ma da videoclip (e, di nuovo, i produttori rompiscatole non c’entrano) mentre gli effetti speciali in CG non sempre sono ben amalgamati alla scena. Se non altro l’ambientazione sa appagare i fan del genere, ed è zeppa di gadget spassosi: dalla mappa elettronica ai visori, dal passaporto elettronico iniettabile (che però fa molto “Fuga da New York) ai vetri, o specchi elettronici. Questi ultimi, in particolare, evidenziano la preponderanza delle immagini “elaborate” su quelle riflesse, sottolineando, in modo quasi fortuito, il distacco ormai netto fra interiorità ed apparenza. Gli attori sono abbastanza credibili, a cominciare dalla coprotagonista Michelle Yeoh che, per una volta, non deve menar le mani come nei Wuxia. Vin Diesel, però, sembra uscito da un episodio di Riddick, anche se la sua spietatezza (che pareva scontata nell’incipit) è in realtà solo di facciata. Ma forse è meglio così, dato che, stando ai parallelismi fra film e Bibbia, il suo personaggio è una specie di San Giuseppe (al pubblico capire chi sia la Madonna fra La Yeoh e quell’altra). Peccato solo che l’attore si muova in quello che sembra più il contenitore di un film che un film vero e proprio e nell’ultima sequenza, dopo un inseguimento che tutto pareva tranne il climax conclusivo, appaia ridicolo. Alla fine l’odissea del suo personaggio sembra quella di un povero immigrato in fuga dalla guerra per metter su famiglia nel paese “ricco”. Viene da chiedersi come sarebbe stato il film senza le interferenze dei pluricitati “produttori”: ma il tanfo di pretenziosità che sale fin da questa “demo” annebbia un po’ il pensiero.
QUALITA' VIDEO (8 e 1/2 su 10): Video 2.35:1 di buonissimo livello, inficiato solo (e poco) da qualche pastosità di compressione dovuta all’utilizzo d’un Bluray a strato singolo. Innanzitutto il master di partenza è in condizioni quasi perfette (giusto qualche insignificante spuntinatura), mentre la definizione s’attesta su livelli molto alti. La fotografia del film ha tre impostazioni: una più pulita, “metallica” e desaturata durante le scene iniziali in Russia, una seconda più luminosa e “tagliente” nella parte centrale fra i ghiacci ed infine una più calda, contrastata e granulosa (ma non molto) nel finale a New York. In ciascuna situazione, comunque il dettaglio è analogo (oltre che elevato) ed analoghi sono anche certi lievi cali in scene non perfettamente a fuoco, oppure in interni. Fra queste ultime, la prima ambientata in casa di Toorop (dove, oltre alla lieve “nebbiosità”, compare della grana un po’ più “sporca”) e quella nel blindato di Gerard Depardieu, dove certe inquadrature dei volti si “squagliano” leggermente. Ottimi, comunque, la precisione dei contorni e, nella prima parte in Russia, il livello del nero, che è profondissimo anche se tende a nascondere i dettagli (per impostazione fotografica) e presenta occasionali ma lievi squadrettature. Sempre nella prima parte, il contrasto è più che buono, mentre la luminosità non è da primato e ciò rende meno incisivi e tridimensionali certi sfondi (ad esempio quello del monastero e della zona industriale Russa). In compenso, altri totali come quelli cittadini o della stazione appagano decisamente la vista (in quanto sottili e ricchissimi di particolari), mentre ceti primi piani su Vin Diesel, Michelle Yeoh e la protagonista Mélanie Thierry risaltano in modo spettacolare (scene al monastero, in auto, alla stazione ed infine sul treno). Come anticipato, la sezione ambientata fra i ghiacci ha una marcia “luminosa” in più e presenta bianchi potenti e pulitissimi. I dettagli (motoslitte, montagne, armi e vestiti) sembrano ancora più taglienti, e molto particolareggiate, oltre che caldissime, appaiono anche le fiamme delle varie esplosioni. Nella sequenza dell’aurora boreale, il trasferimento dimostra l’ottima resa delle scene (quasi) buie, ma presenta alcune discretizzazioni nelle fasce di cielo più illuminate. Quando l’azione si sposta in Canada e quindi a New York, l’immagine raggiunge il suo livello massimo di contrasto e forse anche quello di rumorosità (comunque non allarmante). In queste fasi, compaiono anche delle lievi dominanti giallastre, turchesi o verde bottiglia, e le tinte primarie si scaldano, mentre la porosità dei volti, quando ben a fuoco, tocca livelli record, con una resa particolarmente felice di occhi, pelle e capelli. Basti osservare, per rendersene conto, i campo-controcampo nel motel e soprattutto quelli con i vari personaggi nell’appartamento di Vin Diesel. Proprio questi ultimi bucano letteralmente lo schermo, con una resa davvero tridimensionale e (su proiettore) cinematografica. Anche gli esterni di questa parte, comunque, non sono da meno e stupiscono con i dettagli degli edifici e delle automobili durante lo “schieramento” dei vari “cattivi” e poi con la nitidezza delle figure (umane e non) nella successiva sparatoria. Le panoramiche su New York, invece, sono un po’ meno esaltanti, sia per la loro natura artificiale che per una foschia leggermente “ruvida” fatta di rumore video. Tali panoramiche meno esaltanti sono però compensate da alcuni fondali diurni quasi perfetti (ad esempio durante l’arrivo delle jeep alla casa in campagna di Toorop). In definitiva, il video di questo Bluray è spettacolare ed incisivo a sufficienza e risolve in maniera egregia anche le situazioni difficili: tuttavia ha qualche lieve “pecca” di compressione e una lieve mancanza di nitidezza (in alcuni campi lunghi) che gl’impedisce di conseguire una valutazione da riferimento assoluto.
















Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (8 su 10): L’audio italiano DTS HD Master audio italiano (ascoltato in DTS “semplice”) è potente, definito, alto di volume e spettacolare ma ha un problema “di corde vocali” che ne compromette un po’ l’impatto. Le voci sul canale centrale, infatti, sono parecchio “megafonate” ed hanno quindi una timbrica che nulla centra con quella, piena e vellutata, degli effetti sugli altri diffusori. La resa, pur priva di distorsioni evidenti, è nasale e nel caso della voce di Vin Diesel tocca punte negative imbarazzanti, modello conversazione al telefono cellulare (d’ottima qualità, s’intende…). Per rendersene conto, basta ascoltare l’inizio, in cui le ottime musiche vengono spezzate, all’improvviso, dalla voce roca di Vin Diesel (o meglio, del suo doppiatore Massimo Corvo). Se non altro, va un po’ meglio con le voci femminili, molto più dolci, ma nel caso delle altre voci maschili la situazione non cambia, seppur con qualche alto e basso. Impossibile stabilire con certezza il motivo di tale stacco fra voci ed effetti ma è ipotizzabile una certa imperizia durante la registrazione in sala di doppiaggio. A parte questo problema, e come anticipato, la traccia è comunque di ottima fattura: lo dimostra, ad esempio, l’ampiezza strepitosa del fronte anteriore, che, fin dalle prime scene in Russia, satura l’ambiente con i rumori di spari, veicoli, porte cigolanti (spettacolare quella dell’appartamento di Toorop) e soprattutto una musica martellante e caldissima. Sempre la musica, fra l’altro, presenta alcune eco molto attive sui diffusori posteriori e mette in evidenza la pienezza dei bassi sia sui canali centrali che sul Subwoofer . I medi sono perfetti e non creano mai “sbuffi”, mentre gli alti sono nitidi e taglienti senza stridii (salvo forse sul canale centrale). Il risultato è un fronte sonoro che valorizza al massimo tutte le scene più movimentate e ricche d'effetti: fra queste, la parte nella "discoteca" o le varie sparatorie fra i ghiacci, ed ancora certe “transizioni” fronte retro con gli elicotteri. Alcune esplosioni (tipo quella iniziale o alla stazione) non hanno forse l’impatto sonoro che ci si sarebbe aspettati ma in compenso gli spari (in particolare della pistola di Toorop) sono più aggressivi del solito ed in qualche caso tirano vere proprie bordate. Il lavoro dei canali posteriori è incessante e quando non si concentra sull’ambienza (attiva e definita) o sulle già citate musiche, stupisce con effetti e panning che si possono apprezzare nelle scene dal maggior impatto spettacolare in assoluto. Fra queste, l’inseguimento in motoslitta e quindi la sparatoria in città, per concludere con la resa dei conti in auto, dove anche il subwoofer tocca i picchi di maggiore esuberanza. Sempre il subwoofer, comunque, si fa notare parecchio nelle scene iniziali in Russia (dove sonorizza con prepotenza i motori dei carriarmati) e in quelle fra i ghiacci (scena del sommergibile), per non parlare della sequenza del “viaggio nella memoria”, dove la pressione sonora è al massimo. Senza il problema delle voci, questa traccia sarebbe stata memorabile: così resta comunque molto godibile e varia, seppure leggermente “difettata”.














Altri screencapture dopo il commento agli extra.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (6 su 10): Gli extra, racchiusi in un menù molto semplice ma d’impatto, non sono purtroppo gli stessi della ricchissima edizione Bluray americana. Inoltre, sono poco numerosi e un po’ monotoni, anche se la loro durata è notevole. In dettaglio, tali extra consistono in:
Sezione “Il film raccontato dai protagonisti”, contenente le interviste/featurette:
- La regia (Mathieu Kassowitz) (SD, 10 min. 41 sec.) - La spiritualità di Toorop (Vin Diesel) (SD 10 min. 50 sec.) - Gli aspetti rilevanti del film (Vin Diesel) (SD 6 min. 25 sec.) - Il viaggio di Aurora (Mélanie Thierry) (SD 9 min. 29 sec.) - Il rapporto con il cast e il regista (Mélanie Thierry) (SD 5 min. 29 sec.) - La sceneggiatura e il personaggio (Mélanie Thierry) (SD 13 min. 51 sec.) - Darquandier (Lambert Wilson) (16 min. 53 sec.) Dietro le quinte (SD, 10 min. 32 sec.) Trailer originale (SD) Trailer cinematografico (SD) Inserto “Disponibile in Bluray”, comprendente spezzoni di: - Sfida senza regole - Shrooms - John Rambo - Step Up 2 - Alla ricerca dell'isola di Nim Credits |
Il contenuto delle interviste è, in buona parte, "esilarante". Vin Diesel e Mélanie Thierry, infatti, sembrano quasi non sapere di cosa stiano parlando e, soprattutto, ripetono sempre le stesse cose. In particolare, Diesel (che pure si rivela persona molto intelligente e sensibile) si prodiga in discorsi un po' astrusi sui confini politici della Russia, sulla presunta attualità del film e su certe difficoltà, sia fisiche che emozionali, del suo ruolo. La Thierry, invece, sciorina le medesime frasi fatte sul genere "ibrido" del film, sul suo ottimo rapporto con Diesel, sul tono della sceenggiatura, sulla trama e sulla presunta bravura di Mathieu Kassovitz, però come attore (!). Il tutto in un inglese un po' stentato e che la mette in evidente imbarazzo di fronte ai vari intervistatori (costretti, fra l'altro a ripetere o a riformulare spesso le domande a causa della scarsa comprensione dell'idioma da parte della ragazza). Fortunatamente, a mettere una pezza sull'aridità delle interviste dei due protagonisti ci pensa Lambert Wilson, il quale parla con grande consapevolezza sia del suo ruolo che degli aspetti più "messianici" del film. Peccato solo che il suo intervento sia troppo breve, e non approfondisca a sufficienza le differenze fra libro e sceneggiatura. Come intuibile, le interviste non fanno alcune menzione dei dissapori fra Kassovitz e la produzione, anche se, ad un certo punto alla Thierry sfugge una frase del tipo "il regista ha dovuto tagliare molto materiale", mentre si riferisce ad alcune sue scene eliminate in cui deve parlare in varie lingue straniere. Il "dietro le quinte" è davvero poca cosa, dal momento che consiste in outtakes privi di commento. Però le immagini sono molto spettacolari, concentrate come sono sulle scene d'azione: peccato solo che s'interrompano proprio sul più bello e cioè durante le parti con le acrobazie in motoslitta. La qualità video di interviste ed outtakes è discreta, mentre quella dei trailer è orrida. Eccellente, invece, il video HD degli spezzoni di altri film del catalogo MHE.
-
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Highdefdigest (Bluray americano)
Bluray.com (Bluray americano)
DVD Beaver (Bluray americano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Decoder + cuffie 5.1 Sharkoon X-Tatic Digital
3 commenti:
Domenica ho noleggiato il film la trama non entusiasma per nulla anzi sa di scontato e le poche scene d'azione sono veramente "telefoniche" l'immagine è molto soffice e poco incisiva ma comunque ottima
Yasai. ^^
Beh, il film è quello che è... confuso e davvero incompleto. Ed è un peccato, dal momento che s'intravedevano ottime potenzialità.
Quanto all'immagine, secondo me i medi e i primi piani sono molto belli. La grana della pellicola (che, ci tengo a dirlo, per me non è MAI un difetto) s'inspessisce, a volte, ma rimane sempre molto cinematografica. Però confermo anche la tua impressione, anche se, più che "morbida", direi che la resa sia "soffusa".
il film mi ha deluso me lo aspettavo molto piu truzzo
Posta un commento