FILM: Remake di Death Race 2000, action "fanta-automoblistico" a sfondo satirico, e diretto nel 1975 da Roger Corman. Nell'originale, David Carradine partecipava a folli corse in auto dove si sbeffeggiavano le istituzioni governative americane (le quali, però, reagivano "assorbendo" i campioni come lo stesso Carradine): nella nuova versione, diretta da Paul W. S. Aderson, l'ex pilota Jason Statham corre in un reality automobilistico in cui i partecipanti sono dei carcerati e le piste delle arene in cui sfidarsi su auto zeppe d'armi. Obiettivo di Statham, uscire dal carcere (è il premio per chi vince il reality) e, soprattutto, vendicare la moglie, che gli è stata assassinata per incastrarlo nelle corse "dietro le sbarre". Nonostante il sapore più "Hollywoodiano" rispetto al gioiellino bizzarro di Corman, Death race di Anderson evita plasticosità alla fast and Furious ed anzi unisce con equilibrio l'ambientazione carceraria e scenari che rimandano al post apocalittico. In più, imbastisce corse automobilistiche adrenaliniche, e di violenza sorprendente. Sul piano della messinscena l'originalità scarseggia: tuttavia, le suddette gare stupiscono sia per qualità degli stunt (finalmente senza CG) sia per la commistione d'elementi filmici o videogiochistici: ad esempio da Mad Max 2 (l'assalto al truck), passando per Carmageddon (la violenza contro gli "appiedati") e addirittura Wipeout, racing futuristico per Playstation dal quale vengono le regole sulle armi, ben sfruttate ai fini della suspance. Il personaggio di Statham, operaio in lotta contro il sistema, è sanguigno e "vecchio stile": non indistruttibile, ma con quel lato "tragico" che gli consente d'affrontare i momenti impossibili con nonchalance "budspanceriana" (es. nella scena dell'arrivo in cella). Inoltre, è circondato di comprimari magari non memorabili, ma nemmeno antipatici e che, nelle ultime battute, risolvono i "sospesi" in modo divertente. Come prevedibile, i debiti con i superclassici del passato sono diversi: da Rollerball, infatti, viene il gioco di morte con cui lo stato anestetizza le coscienze, mentre da L'implacabile l'idea dei carcerati che partecipano al reality, con la falsa promessa di riconquistare la libertà. Tuttavia, e a differenza dei sopracitati modelli, il focus del film di Anderson non è certo "politico" o "mediatico", anche se il contrasto fra i legami dei i vari compagni di squadra e la falsità della TV (che, guarda caso, è ormai tutt'uno con le istituzioni) non passa inosservata. A livello di pathos, s'apprezza il crescendo adrenalinico che porta il protagonista a compiere la sua vendetta, mentre delude un po' il lieve anticipo con cui questa di compie, a scapito di un'ultima gara meno emozionante. Il finale, però, resta veloce e spettacolare e chiude in modo liberatorio, ma non troppo, una storia dove persino il lato moralista riesce ad essere sensato. Ed in cui si respira una costante atmosfera da "anni '70 nel futuro".
QUALITA' VIDEO (9 su 10): Video 2:35.1 (compresso in AVC Mpeg4) molto definito, come da tradizione Universal con i titoli rcenti. L'impostazione fotografica del film è un po' scura e, soprattutto, ruvida: tuttavia, il dettaglio è spettacolare, e i contorni taglientissimi. Sempre il dettaglio, inoltre, viene esaltato dalle ambientazioni e dai mezzi "post industriali" del film. Sugli sfondi, ad esempio, risaltano i particolari delle strutture metalliche (anche molto intricate). Sui medi e primi piani, invece, a stupire sono i dettagli delle auto, assieme a quelli dei muri scrostati, delle lamiere (più o meno contorte) o delle molte armi. I volti degli attori non sono da meno, e vantano una porosità estrema e solo a volte compromessa dalla non perfetta messa a fuoco, o dalle moltissime riprese "instabili". Come anticipato, la grana è un po' ruvida ma anche finissima e conferisce un impatto cinematografico eccezionale... Oltre a illudere lo spettatore di stare vedendo un film in pellicola (soprattutto se si utilizza un proiettore). Peccato giusto per qualche calo nelle scene al chiuso della prima parte (con più rumorosità e meno nitidezza): ma non è nulla d'allarmante. La luminosità è buona, mentre il contrasto è, sempre per scelta fotografica, abbastanza spinto. Tale impostazione rende i bianchi accesi, anche se mai bruciati, ed abbassa di parecchio il livello del nero. Quest'ultimo, in particolare, è molto profondo e conferisce una trdiminesionalità quasi sempre formidabile. Tuttavia, sempre il nero tende ad affogare le parti più scure dell'immagine. Ciò è evidente fin dal prologo, e poi ancora nelle scene buie in prigione, e nella fuga finale. Anche certe inquadrature nelle auto soffrono di quest'"affogamento": in particolare, quelle che riguardano la splendida coprotagonista Natalie Martinez, i cui capelli sono spesso mischiati con lo sfondo nero. Ma, di nuovo, tale limite infastidisce poco e discende da una precisa caratteristica della fotografia. I colori, compatti e senza sbavature, sono molto desaturati e nelle scene di corsa assumono tonalità grigio metalliche. Inoltre, sono molto scuri, così come lo è il rosso del sangue. Nelle scene in prigione le tonalità sono più sul verdastro e sul ciano, anche se la desaturazione resta evidente, e colpisce, come ovvio, gli incarnati (comunque mai innaturali, salvo in due inquadrature violacee). Meno desaturate sono invece le scene iniziali in fonderia e soprattutto il finale, che addiritura è inondato da una forte dominante giallo/arancione. Il master usato per il trasferimento è ottimo: infatti non ci sono instabilità e le spuntinature (che a volte si notano) compaiono solo in poche scene statiche di dialogo. I fuori fuoco sono invece un po' più presenti, anche se non macroscopici. Su tutti, risaltano quelli sui primi piani dei volti (alternati però ad inquadrature dal dettaglio radiografico) e su qualche panoramica della prigione. Nessun problema d'encoding: il bitrate (25 mbit) è alto e la trama dell'immagine non viene impastata da compressione o filtrature DNR. In più, non si riscontra l'uso d'edge enhancement. Forse c'è qualche discretizzazione sugli sfondi scuri, anche se, su VPR, è più un'impressione che un dato di fatto.






























Confronto DVD - Bluray dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (8 e 1/2 su 10): L'audio italiano Italiano DTS (768 kbps 24 bit) accompagna le immagini con tutta la presenza e la spettacolarità che ci potrebbe aspettare, anche se non raggiunge livelli record. Il volume di registrazione è piuttosto alto, mentre il fruscio è quasi assente (salvo nelle poche scene silenziose, dove si sente appena). Il fronte anteriore è molto ampio ma compatto e vanta una nitidezza buona, anche se non al top (e non a livello d'una traccia HD). Gli effetti sono separatissimi, oppure producono panning molto "spinti", come ad esempio durante la sequenza titoli. Urti e botti (innumerevoli durante le corse, ma presenti anche in scene "appiedate") vantano mediobassi potenti e non presentano sbavature. Gli spari, soprattutto dei mitra sulle auto, sono persino esaltanti e colpiscono allo stomaco grazie alla dinamica sui canali principali. Lo stesso vale per certi rombi delle auto (così definiti da sembrare fuori dai diffusori) e per gli innumerevoli effetti di congegni o trappole in genere. Le voci doppiate sono ben riprodotte sul centrale: la definizione, infatti, è buona, la profondità anche. In più non c'è la minima distorsione e le parole sono sempre nitide anche nelle (molte) scene chiassose, oltre a non avere fastidiose discrepanze di volume. Le musiche hanno una resa variabile: qualche brano di commento, infatti, suona un po' aspro (oppure troppo in secondo piano), mentre certi passaggi rap sono eccellenti, e rinforzati sia dal subwoofer che dai canali posteriori. Sempre i posteriori, fra l'altro, forniscono un'ambienza molto precisa nelle scene tranquille (ad esempio nei box, o negli ambienti della prigione) per poi scatenarsi durante le scene di corsa. In questi frangenti, effetti come spari o scoppi non si contano, ed assieme ai panning saturano l'ambiente d'ascolto. La pressione sonora, considerato che si tratta d'effetti posteriori, è davvero notevole, e lo stesso vale per la tridimensionalità: quello che manca è forse un po' più di nitidezza, anche se non ci si può lamentare troppo. In generale, il subwoofer è piuttosto "secco" e ben bilanciato, però qualche intervento non ha la resa che ci s'aspetterebbe: ad esempio, durante tutte le esplosioni della seconda parte, davvero poco "rinforzate". Al contrario, gli interventi su certe musiche o effetti "secondari" sono esuberanti, e talvolta colpiscono allo stomaco. Il deficit sopracitato, comunque, non è drammatico, e viene compensato da bassi robusti su tutti gli altri canali (a patto d'avere diffusori adeguati). Per rendersene conto, basta ascoltare la battaglia con il "juggernaut", piena di fiammate, esplosioni ed alti frastuoni coinvolgenti. Oppure la corsa finale, dove s'apprezzano i colpi di bazooka e, subito dopo, le scie potenti degli elicotteri.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (6 e 1/2 su 10): Gli extra sono piacevoli, anche se non abbondanti, e racchiusi nel solito menù "laterale" dei dischi Universal. In dettaglio, comprendono:
Indice interattivo delle scene
Inserto interattivo "Crea la tua corsa" Documentario "Avviate i motori: realizzazione di una Deathrace" (HD, 19 min. 44 sec) Featurette "Al volante: esame delle acrobazie" (HD, 7 min. 51 sec.) Traccia di commento del regista Paul W.S. Anderson e del produttore Jeremy Bolt (sottotitolata in italiano) Modalità U-control comprendente: - Schede tecniche - Inserti picture in picture (sottotitolati in italiano) |
L'inserto "Crea la tua corsa" sarebbe anche interessante: in pratica, consente di montare una scena a proprio piacimento, scegliendo fra i filmati di sette cineprese. Purtroppo, però, la lentezza dell'interfaccia e la bassa qualità del "montaggio" (che è inframezzato da pause fastidiose) smorzano il divertimento. Il documentario "Avviate i motori..." è zeppo d'interviste a cast e troupe, e mostra spezzoni di dietro le quinte. Come prevedibile, molta attenzione è dedicata agli stunts ed al look delle auto: ma non mancano racconti piacevoli sulla scelta degli attori, sul tono (qui il regista Anderson si sbizarrisce) e... sulla dieta di Jason Statham (che per questo film ha conseguito una forma fisica incredibile). Peccato giusto per la brevità, anche se il filmato riesce ad evitare un carattere solo promozionale, ed alla fine soddisfa con la densità d'aneddoti. La featurette tratta solo l'aspetto "automobilistico", concentrandosi su costi, difficoltà di mautenzione e caratteristiche di ogni auto usata nelle gare. Inoltre, mostra qualche dettaglio su certi stunt davvero spettacolari, sebbene la scarsa durata (sette minuti sono davvero pochi) non consenta alcun approfondimento. La traccia di commento non è stata ascoltata, mentre gli inserti U-control propongono le solite interfacce da attivare nel menù principale. Nel caso di Death Race sono due: la prima consente di vedere, durante il film, le schede dei nove piloti protagonisti: queste ultime includono un background sul personaggio, sulla sua auto, il suo posto in classifica etc etc. La seconda interfaccia, invece, fa accedere a degli inserti picture in picture che compaiono in ogni capitolo del film (tranne il penultimo), per un totale di diciannove spezzoni. Tali inserti (durata non verificata) coprono vari aspetti della lavorazione e sono "screen specific", cioè riferiti a quanto sta accadendo nel film in quel momento. La qualità video dei vari extra (tutti HD) è ottima e sono sempre presenti i sottotitoli italiani.
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AFDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Movieplayer.it (Bluray italiano)
Radiocinema (Bluray italiano)
DVD Talk (Bluray americano)
DVD Active (Bluray americano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
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