FILM: Terzo capitolo de “La mummia”, saga fantasy avventurosa con cui Universal ha riproposto (e reinterpretato) uno dei suoi più celebri mostri cinematografici. Rob Cohen ha preso il posto di Steven Sommers dietro la macchina da presa, mentre la coprotagonista Rachel Weisz è stata sostituita da Maria Bello (moglie di Viggo Mortensen in A History of Violence). Anche l’ambientazione è cambiata, dal momento che la vicenda si svolge in Cina, mentre il resto è tutto tristemente identico ai precedenti due episodi: anche questo “La mummia: la tomba dell’imperatore dragone” è infatti un Indiana Jones dei poveri che nulla aggiunge a quanto visto nei film di Spielberg ed in più alterna stupidità a buchi di sceneggiatura innescati da una vena fantastica troppo debordante. Brendan Fraser, con la sua espressione ebete, è ancora un volta protagonista nei panni dell’avventuriero Rick O’Connel, mentre il noto “martial artist” Jet Li (digitale per ¾ di film, causa indisponibilità) è il cattivone di rito. Quest’ultimo, per la precisione, è uno spietato imperatore dell’antica Cina che, trasformato in creta assieme a tutto il suo esercito da una fattucchiera (Michelle Yeoh), si “riattiva” dopo la profanazione della sua tomba, e decide di sottomettere chiunque gli capiti a tiro, previo conseguimento d'una "funzionale" immortalità. Ad ostacolare i piani dell’imperatore, a cavallo fra Shangai e varie altre location montane o desertiche della Cina, Fraser/O’Connel, la moglie, il ridicolo cognato (John Hannan in versione Mr.Bean) e soprattutto il figlio Alex, trasformatosi dal bambino del precedente episodio a "coetaneo" del padre, proprio come avviene in Beautiful. Dalla sua, il film di Cohen vanta una confezione senza dubbio eccezionale ed alterna la sorprendente grandiosità delle location (spettacolari quelle di Shangai e quelle montane, dove però ci s'è dimenticati la condensa prodotta dal respiro degli attori) ad effetti speciali in CG sempre più realistici. Inoltre, diverte con scene d’azione molto ben coreografate (ma sempre a misura di tredicenne) ed affascina sviluppando una storia fantasy, spensierata e senza pretese, a partire da un vero reperto storico (questa volta è il ben noto “esercito di terracotta”). Tuttavia, la scrittura è così pessima e frammentata da andare contro ogni logica, tanto che il suddetto sviluppo assume i toni, superficiali e “sensazionalisti” d’una puntata di trasmissioni tv tipo Voyager. L'umorismo è sempre stucchevole, mentre le complicità familiari, possibile valore aggiunto della saga, si risolvono in un nulla di fatto. Esempio lampante, quelle fra padre figlio, che “acennate” all'inizio (O'Connel è contento della carriera d'archeologo intrapresa segretamente dal figlio ma lo nasconde alla moglie, che invece lo voleva dottore) vengono dimenticate nella seconda parte. Più numerosi del solito anche i plagi dal già citato Indy: si va dalle sequenze a Shangai all’incidente aereo, passando per l’amuleto che indica la via, l’ingaggio dei protagonisti da parte del governo e addirittura l’acqua curativa, tale e quale a quella del Grahal. Come se non bastasse, il “villain” di Jet Li è sottosfruttato “fisicamente” e caratterizzato, senza un briciolo di tragicità , motivazione o almeno romanticismo, come un ipocrita meschino, alla faccia della più basilare regola drammaturgica che suggerirebbe un cattivo anche più affascinante dell’eroe. La new entry femminile Maria Bello è elegante ed arrapantissima ma ciò non la salva da uno dei più plateali “miscasting” della storia del cinema: l’attrice, infatti, è troppo “torrida” per la parte (come dimenticarla in costume da majorette con mano sulla mutanda in A History of violence?) ed improponibile vicino alla faccia da iguana di Brendan Fraser. Inoltre, è impacciata e la sua recitazione troppo sopra le righe. Nonostante tutto, del film di Cohen si possono salvare, oltre al già citato compendio tecnico/cinetico, qualche deriva folle (le scene con gli yeti, o le altre creature) e gli esilaranti, quanto involontari, risvolti “sociali” dell'ultimo scontro fra gli eserciti, con gli “operai” della muraglia cinese che risorgono per suonarle ai “padroni”. Ma il resto è un bislacco superspot della Cina, comunque molto più godibile, innocuo e “cinematografico” dei due Tomb Raider (non che ci volesse molto, comunque).
QUALITA' VIDEO (10 su 10) : Il film sarà anche scadente ma il video del Bluray è fra i migliori visti negli ultimi tempi e di sicuro fra i più spettacolari in assoluto. Le immagini, in formato 2.35:1, sono compresse in AVC mpeg4 su un BD a doppio strato e fin dal prologo in Cina vantano una definizione che toglie il fiato. Il senso di "sottigliezza" è spinto al limite (tanto che su display HD ready si hanno lievi tremolii dei contorni), mentre la porosità (dei volti e delle trame) è così prominente da creare il celebre "effetto finestra" che contraddistingue i migliori trasferimenti HD. La pellicola è in condizioni perfette e presenta solo qualche minuscola spuntinatura bianca: in più, vanta una trama molto fine e che restituisce un quadro ultra-cinematografico (a differenza di quanto accade in film totalmente digitali come Zodiac o Speed Racer, che sono assasi più artificiosi). Fin dal già citato prologo, gli effetti speciali digitali risaltano con una nitidezza che buca lo schermo, e lo stesso accade per le trame dei costumi (intricatissime e ricche di dettaglio) e di certi elementi architettonici stracarichi di particolari. Sempre nel prologo, le scene di massa sono perfettamente a fuoco e s'estendono a perdita d'occhio, mentre i fondali (strepitosi quelli con la muraglia cinese) sono così dettagliati e naturali da sembrare dipinti sul display (o sullo schermo di proiezione). Per inciso, già nella primissima parte questo trasferimento vanta una sfilza di paesaggi da far impallidire un "mostro sacro" come il celebre "Baraka" (visto ma non ancora recensito) ed in seguito ne presenta altri ancora più sbalorditivi. Vero è che i fondali de "La Mummia" sono spesso digitali (quindi finti) ma la loro resa video è migliore di quella vista in Baraka, se non altro per l'assenza di DNR ed Edge enhancement, presenti, invece, nel Bluray di Baraka. I primi piani sono quasi sempre perfetti, con solo pochissime inquadrature leggermente fuori fuoco (o con un'illuminazione meno riuscita), mentre la tridimensionalità risulta sempre spettacolare, con vette di pura esaltazione nelle prime scene in casa dei protagonisti. In tali passaggi, fra l'altro, il livello di dettaglio delle suppellettili (mobili, tappeti, trofei, etc.) è davvero incredibile. Contrasto e luminosità sono calibrati alla perfezione e lo dimostrano sia i neri, profondissimi ma iper-dettagliati, che i bianchi, molto luminosi ma non "sfrigolanti". Sequenze come quelle notturne ambientate a Shanghai non fanno altro che confermare tutte le doti appena citate del video e in più "atterriscono" con primi piani ipertaglienti (tutti quelli con luce diretta) ed una resa sublime di luci, botti e "scintille", come ad esempio quelle delle esplosioni e dei fuochi d'artificio. Fra l'altro, lo stesso tipo di dettaglio "particellare" appaga nelle molte sequenze ambientate fra i ghiacci, dove imperversa una neve finissima, ed in quelle più "sabbiose" dell'ultima parte. Da incorniciare, fra le tante, la sequenza del "risveglio" dell'imperatore, che non solo dimostra la perfetta tenuta del video in scene poco illuminate o "polverose", ma, di nuovo, vanta dettagli quasi ipnotici come quelli dei cavalli di terracotta (vedere lo screencap dedicato per credere). Altrettanto memorabili sono le scene ambientate a Shan gri la, che vantano sia un paio di totali da "congelare" e appendere al muro, sia primi piani (sui volti delle attrici) da pura contemplazione. La colorimetria è molto particolare e virata su tonalità un po' "vintage": tuttavia, le tinte primarie sono sempre calde (salvo il verde che, quando presente, è abbastanza scuro), mentre le scene più "metropolitane" vantano un spettacolare caleidoscopio cromatico. Gli incarnati sono abbastanza giallastri, anche se ciò non stona con scelte di fotografia che privilegiano dominanti aranciate, azzurrine e verde bottiglia. Queste ultime, in particolare, sono evidenti nelle già citate scene fra i monti, dove peraltro risaltano anche una luminosità formidabile delle scene notturne, un dettaglio elevato degli ambienti e di nuovo una trama intricatissima di creature ed elementi architettonici (gli Yeti, il ponte di corde, i vari "templi"). Come già intuibile (anche perchè già accennato sopra), non si segnala la presenza di nefasti algoritmi antirumore DNR, col risultato che la porosità dell'immagine buca sempre lo schermo, senza mai (e si sottolinea il -mai-) creare scie, cerosità o un senso di pulizia artefatta. In qualche scena, però, la grana finissima diventa meno naturale, fino a trasformarsi in vero e proprio rumore video: ma i passaggi in cui questo avviene sono davvero sparuti e mai afflitti da cali di dettaglio, sempre al top. Come già detto, l'edge enhancement sta al minimo sindacale (e ciò è un miracolo, vista la nitidezza) e la compressione è trasparente, con solo un paio di discretizzezioni appena accennate sulle inquadrature del cielo all'inizio ed alla fine del film. In definitiva, un vero video demo, bello da vedere e da mostrare, naturalissimo e con nemmeno una sola scena che renda la visione faticosa. La valutazione , quindi, non può che essere piena: le imperfezioni ci sono (solo i CG-movie tipo Pixar possono esserne privi) ma scompaiono di fronte ai pregi e francamente viene da chiedersi quanto si possa fare meglio di così riversando su Bluray un film girato in pellicola 35 mm.
















Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (9 su 10): L'audio italiano DTS 768 kbit non è straordinario come il video ma poco ci manca, almeno per qualità di mix e nitidezza. Unici, piccoli difetti sono il livello delle voci, sensibilmente più basso di tutto il resto, ed un subwoofer che, pur potentissimo, non sonorizza la scena in modo costante: ma per il resto, si tratta d'uno spettacolo sonoro che coinvolge dal primo all'ultimo minuto. Fin dal prologo, s'apprezzano il volume di registrazione molto alto (salvo per le suddette voci) e l'ampiezza del fronte anteriore. Quest'ultimo, inoltre, stupisce per la nettezza degli effetti laterali e vanta una definizione delle medie frequenze strepitosa (nonostante la codifica non HD). Di conseguenza, gli effetti pirotecnici, che fin dai primi minuti accompagnano l'azione, sono fra i più secchi sentiti negli ultimi tempi. Anche i panning non sono da meno e comprendono transizioni d'ogni genere. La battaglia iniziale mette subito in evidenza il grande calore della traccia, mentre la scena che segue (ed in cui viene introdotto l'eroe) lascia intuire la qualità d'effetti come spari o altri scoppi violenti. Come il resto della traccia, le musiche suonano caldissime ed in più sono molto in primo piano, anche se queste non coprono mai gli effetti nonostante la loro esuberanza. Il rumore di fondo è inesistente, mentre la nitidezza è a livelli record per tutto il film: un buon esempio in proposito viene dalla scena il cui il figlio del protagonista ritrova la mummia, strapiena d'effetti (come frecce, spari, "frustate", crolli, fruscio della sabbia ed ogni tipo di sibilo) che escono letteralmente dai diffusori per pienezza e definizione. Lo stesso dicasi per la scena, di poco successiva, del risveglio della mummia e quindi per quella del lungo inseguimento a Shangai, che include deflagrazioni fra le più roboanti (e al contempo "dolci") udibili in questo tipo di colonne sonore. Come anticipato, il volume delle voci sul centrale è un po' basso: tuttavia, lo stacco non risulta mai troppo fastidioso e le voci stesse sono sempre molto pulite, con anche notevoli doti di pienezza nel caso di quella di Brendan Fraser. Peccato solo che queste ultime non vantino quel realismo assoluto tipico di tracce in alta definizione e non siano sempre ben amalgamete al resto della scena sonora. Sempre sul centrale, comunque, gli effetti sono esplosivi e all'altezza di quelli sui canali laterali, con bassi così tellurici da non far rimpiangere l'occasionale assenza del subwoofer (come avviene, ad esempio, nella scena con l'aereo). A questo proposito, vale la pena godersi la sequenza dell'assedio sui monti, che sfoggia (sul centrale ma anche sugli altri diffusori) un campionario d'effetti "bellici" (spari, scoppi, razzi, colpi di rimbalzo etc.) da fare invidia a "Salvate il soldato Ryan". Come se non bastasse, la stessa scena colpisce allo stomaco con gli effetti degli yeti e della valanga. I canali posteriori svolgono un lavoro incessante per tutto il film: nelle scene d'azione si scatenano con effetti attivi, panning sinistra destra e fronte retro (memorabili certe "fiammate" lanciate dalla mummia alle spalle dello spettatore), mentre in quelle più tranquille propongono un'ambienza molto sterofonica e definita ma non fastidiosa. Addirittura, in alcune scene si possono udire effetti vocali posteriori nettissimi (e tradotti in italiano, ovviamente), mentre le scene più mistiche avvolgono con echi e scie a dir poco stupefacenti. E si potrebbe continuare con gli effetti delle varie creature in cui si trasforma la mummia, con i rombi degli aerei, e le "ventate" degli immancabili "muri di frecce" scagliati durante la battaglie: ma l'elenco sarebbe infinito. L'assenza di qualsiasi distorsione, anche nelle scene più fragorose, suggella la resa tutto sommato eccezionale d'una traccia potente, calda e "divertentissima".
















Altri screencapture dopo il commento agli extra.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (7 su 10): Gli extra sono abbastanza numerosi, anche se non monumentali, e sono ripartiti fra "classici" ed "interattivi". Questi ultimi sono fruibili, solo durante il film, attraverso la modalità di visione "U-control", caratterizzata da una console grafica (sovrapposta alle immagini) che Universal ha incluso in tutti i suoi titoli ad alta definizione (anche quelli passati in HDDVD). In dettaglio, i contenuti extra includono:
Traccia di commento del regista Rob Cohen (sottotitolata sia in inglese che in italiano)
Scene eliminate o estese (SD, 10 min. 45 sec.) Il making ok di The mummy: tomb of the dragon emperor (HD, 22 min. 50 sec.) Featurette "Dalla città al deserto" (HD, 15 min. 44 sec.) Featurette "L'eredità della terracotta" (HD, 13 min. 35 sec.) Modalità di viosne "U-control", comprendente gli inserti interattivi: - Esplora le scene (confronto multiangolo fra storyboard, scene "grezze" e scene ultimate) - Conosci la mummia (Nozioni e parallelismi che riguardano i film della saga, proposti in un'elegante interfaccia 3D) - La sfida dell'imperatore dragone (Quiz "realtà o finzione" su elementi delle scene in corso) - Commento visivo del regista Rob Cohen (Picture in picture con sottotitoli anche in italiano) - Immagine nell'immagine (frammenti di dietro le quinte con sottotitoli anche in italiano) Inserti BDlive accessibili tramite Internet. |
Le scene estese aggiungono poco nulla allo spessore già inesistente dei personaggi ma presentano qualche dettaglio violento in più che probabilmente è stato tagliato per questioni di "rating". Il making of principale è invece abbastanza interessante, se non altro per i vari approfondimenti sugli aspetti tecnici della lavorazione: ad esempio, la costruzione dei set più spettacolari, o la realizzazione d’alcuni effetti digitali. Non che il documentario sia particolarmente esaustivo (d'altronde la durata è esigua) ma l'ottimo ritmo e i molti interventi di Rob Cohen (che si professa un superfan della Cina) tengono sempre desta l'attenzione. Le ulteriori due featurette ampliano certi apsetti relativi alle location, ripartite fra Montreal e la Cina, ed includono svariate interviste a cast e troupe. In particolare, risaltano alcuni frammenti con Jet Li (adorato da tutti come una divinità) ed alla poco credibile attrice Maria Bello: ma a far da mattatore è senza dubbio il protagonista Brendan Fraser, che nei suoi interventi monosillabici dà l'impressione di trovarsi nel mezzo d'un trip acido. Follie del cast a parte, risultano abbastanza piacevoli gli aneddoti del "cinofilo" Cohen, che spiega come Jet Li sia stato sostituito, per 3/4 di film, da un suo doppio digitale in terra cotta non tanto per un vezzo di sceneggiatura ma per l'impossibilità d’avere l'attore in carne ed ossa, causa i suoi altri impegni. Altrettanto piacevoli (ma più per la loro ingenuità) sono i racconti sull’attenzione riposta nel trattare gli aspetti della cultura cinese, mentre vengono un po’ a noia le immancabili raffiche di complimenti reciproci, strapiene dei più abusati superlativi. Fra i contenuti U-control (provati in minima parte), risultano spettacolari, quanto inutili, gli inserti sulle “nozioni” dei vari film e quasi lo stesso vale per il quiz, che, presentato in un’interfaccia accattivante, alterna domande interessanti ad altre ridicole. Le scene in multinagolo, i picture in picture con Rob Cohen e i frammenti di dietro le quinte sembrano invece gustosi: peccato però non sia possibile vederli al di fuori del film (come da tradizione U-control) se non altro per godere delle immagini a pieno schermo. L’interfaccia di controllo (la “U-control”, per l’appunto) è molto ben congeniata e consiste in una “pulsantiera” che, posta sulla destra dell’immagine, s’allunga o accorcia verticalmente in base alla quantità d’inserti accessibili in una data scena. Per accedere agli inserti basta selezionare col telecomando uno dei pulsanti (variabili, nel numero, da 1 a 5, proprio quante sono le tipologie di contenuti). Per semplificare l’accesso, comunque, i medesimi inserti vengono riproposti anche nell’indice delle scene, così che si possano vedere senza “scorrere” tutto il film. Da notare, però, che la loro selezione rimanda al punto del film in cui essi sono collocati e non all’inserto stesso. La qualità delle immagini HD è eccelllente (con ovvi cali durante le riprese notturne o in condizioni difficili), mentre quella del documentario in definizione standard è discreta. Il video degli inserti U-control, “incasellato” nell’immagine Full HD del film, è ottimo ma ha dimensioni troppo esigue. Tutti gli inserti sono sottotitolati anche in italiano.
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AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Highdefdigest (Bluray americano)
DVD Talk (Bluray americano)
Bluray.com (Bluray americano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Decoder + cuffie 5.1 Sharkoon X-tatic Digital
3 commenti:
Povero il 'mio' Rob Cohen, in questi anni è diventato irriconoscibile, dirigendo una serie di film superficialotti e senza anima infarciti solo di effetti speciali.
Ed è un peccato, perchè Cohen gira le scene d'azione piuttosto bene. Poi Dragonheart era davvero carino.
Se gli affidassero qualcosa d'un po' più "scorretto" (e non "pg-13") farebbe un buon lavoro, imho ;)
quello che stavo cercando, grazie
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