FILM: Il primo film di George Lucas è un classico della fantascienza antiutopistica, e ancora oggi un efficace monito sul futuro che spersonalizza l'uomo. Descrive con freddezza la ribellione di THX 1138, abitante di una città/industria sotterranea in cui l'identità è ridotta ad una sigla, il contatto fisico è proibito, e tutti devono assumere un cocktail di droghe che addormenta la coscienza. L'approccio è quasi entomologico e sfrutta sia atmosfere orwelliane che soluzioni avanguardiste, con rimandi al teatro dell'assurdo. Il taglio è documentaristico, e assieme ai dialoghi essenziali conferisce obiettività da reperto, più un senso kubrickiano di distacco fra regista e situazioni sullo schermo. La trama esilissima è un pretesto per sequenze fra le più visionarie e angoscianti sulla deumanizzazione operata dal "sistema": sistema che, nel caso di THX 1138, è un "grande fratello" dalla consistenza imprecisata, però veicolato in inquietanti "sale di regia", "fluidificato" nella droga, e "solidificato" in una polizia metallica senza volto. Il suo diktat è "lavorare", "comprare", "essere felici": cioè azioni che Lucas svuota di significato per astrarre la sua critica senza tempo al consumismo, allo sfruttamento lavorativo e all'adorazione dei falsi idoli. Memorabili gli ambienti industriali o protoinformatici, e geniale l'insistenza su schermi, voci radio, interruttori, diagrammi, e il ricorso a un sound design con inversione di ruolo fra musica ed effetti sonori. Quest'ultimo accorgimento, in particolare, accentua l'atmosfera clinico/apatica, e intrappola i personaggi in un mondo kafkiano-elettromeccanico, con anche un'aura da ospedale psichiatrico. Per un film tanto sperimentale, ha comunque una struttra rigorosa, e basata su tre atti che rispecchiano l'odissea di THX (interpretato dall'ottimo Robert Duvall): il primo atto descrive la liberazione "chimica" del protagonista, ad opera della compagna LUH. Il secondo atto consiste nella presa di coscienza mentale, e il terzo in una fuga automobilistica in cui Lucas sfoga la sua passione per le auto da corsa, e dove un dinamismo rettilineo prende il posto della staticità "lobotomizzante" dell'inizio. In nuce include almeno due temi che torneranno nel celeberrimo Star Wars: l'impero tecnologico e "senza volto", qui bianco anziché nero, e soprattutto il viaggio del protagonista, a scopo iniziatico / migliorativo, ma costellato di incertezza per il futuro. Nel 2004 Lucas ha modificato il film con moltissime aggiunte e ritocchi digitali, soprattutto nei cosiddetti establishing shot: il nuovo film, denominato Director's Cut, è più patinato e spettacolare, ma non meno straniante. Il problema è che le nuove scene affascinano invece di terrorizzare come il resto del film, anche se in fondo quest'aspetto è interessante, perchè rispecchia una svolta autobiografica dello stesso Lucas: l'autore ci ha infatti ammonito per anni sulla pericolosità degli "imperi", compresi quelli finanziari contro i quali si è dovuto battere per realizzare i suoi film... salvo crearne uno lui stesso.
QUALITA' VIDEO (7 e 1/2 su 10): Il video del Blu-Ray, restaurato nel 2004, è in formato originale 2.35:1 compresso VC-1. La qualità è buona ma limitata sia dall'encoding che dalla ripresa. Quest'ultima è in Techniscope a due perforazioni, cioè un formato che sfrutta solo metà del fotogramma 35mm, e quindi meno definito. Proprio la definizione è solo discreta, ed anche se "da pellicola" non ha mai una resa tagliente. Sui medi piani, comunque, l'impatto è buono, anche se c'è un'alternanza fra nitidezza e pastosità. Ad esempio sono ben definiti quelli nella catena di montaggio, oppure nelle sale di controllo, e ancora quelli nei bassi fondi. Senza contare varie inquadrature delle automobili nell'ultima parte. Invece deludono alcune riprese nell'abitazione di THX, ed altre durante la fase del "processo", o del risveglio intellettuale (che è pieno di sfocature e aberrazioni ottiche). Sui primi piani la resa è superiore, ma anche in questo caso ci sono fluttuazioni: si va dal dettaglio quasi radiografico delle inquadrature con THX e LUH, agli impastamenti sul volto dell'attore Donald Pleasance, con in mezzo molte inquadrature notevoli sempre di Pleasance (quelle scure nella sala di controllo), e di vari altri tenici. Piacevoli sono anche i primi piani dell'attore Don Pedro Copley (l'ologramma), soprattutto quello nella sala dei feti, anche se la consistenza è sempre morbida. Discorso a parte meritano le sequenze digitali aggiuntive: queste ultime sono quasi sempre taglienti e definite, sia nel caso di totali con strutture, sia nel caso dei primi piani sui robot in costruzione. La cromia è desaturata e con forte prevalenza del bianco, ma non mancano sprazzi di colori più vivaci, come ad esempio il giallo nella catena di montaggio, oppure il blu, ed anche qualche rosso acceso (ad esempio al falso negozio). Gli incarnati sono naturali, però con qualche tendenza al rossiccio, e sul quadro è possibile notare un'occasionale dominante bluastra. Tale dominante si nota in vari sfondi, ma in maniera più costante nell'inseguimento in auto. Fra l'altro, proprio l'inseguimento ha un'ottima resa (almeno nell'ambito del girato storico), e lo stesso vale per certi totali con gli spostamenti di THX. Il contrasto è buono, ma ci sono alcuni appiattimenti e il nero perde dettagli nelle scene scure. Inoltre sempre il nero vira al grigio o al marrone, ad esempio in scene come quella del processo. La pellicola non ha instabilità, e solo poche spuntinature, ed il trasferimento sembra provenire da una scansione dell'interpositivo. L'encoding non ha generato artefatti fastidiosi, ma provoca qualche discretizzazione nei fondali uniformi e soprattutto è "viziato" da un DNR che, anche se in modo lieve, produce levigature indesiderate. Ciò accade in alcuni primi piani di Robert Duvall (alla catena di montaggio) e di vari altri attori in scene di dialoghi, ma anche in passaggi con cambi di messa fuoco, ad esempio la panoramica sui "giudici" durante il processo. C'è anche qualche occasionale impastamento delle texture facciali in movimento, anche se le scie che provocano sono tollerabili. Infine ci sono delle "screpulature" anomale, forse determinate dall'encoding non perfetto. La grana è presente e naturale ma a volte congelata sempre dal DNR, oppure resa artificiosa, soprattutto nei fondali uniformi di cui abbonda il film. In questi casi la trama dell'immagine presenta chiazze che sfrigolano, ad esempio nelle zone con diversa messa a fuoco, oppure molto luminose. A volte anche certi contorni su sfondo chiaro mostrano artificiosità: in particolare, una consistenza fumosa che "ribolle". A circa 31 minuti è presente uno strano sdoppiamento verticale del quadro (scena in cui THX denuncia HEN), anche se ciò potrebbe far parte di una scelta artistica. In altre fasi del film, invece, si può notare un lieve flickerio della banda nera inferiore. Infine c'è qualche istanza di edge enhancement, per fortuna non troppo grave.
Dati completi del Blu-Ray estratti con BDinfo
Screencapture Blu-Ray: full HD PNG (occhio agli spoiler!!)




























Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (7 su 10): L'audio inglese DTS HD MA 5.1 è pulito e con un buon volume di registrazione. In più mescola effetti nuovi di zecca alla colonna sonora originale del 1971. La resa è accettabile, anche se l'impatto è vecchio e la dinamica debole. Quest'ultima caratteristica si avverte già nella musica iniziale, che è separata ma "rauca", e subito dopo nei vari effetti della fabbrica. Il mix è confinato spesso sul canale centrale, anche se non mancano scene in cui subentrano i diffusori frontali: fra le tante, quelle alla catena di montaggio, e soprattutto nell'inseguimento in auto, che ha vari panning e qualche effetto fronte retro. Le voci sul canale centrale alternano una resa intellegibile a passaggi più inscatolati, e sono in media discrete. Le voci femminili sono più nitide di quelle maschili: ma entrambe surclassate dai dialoghi fuori campo, o da quelli "artificiali". Sul piano musicale la traccia coinvolge, anche se i passaggi degni di nota sono pochissimi. Nella memoria resta giusto la musica durante la "percossione" di THX, che è molto separata sui diffusori anteriori, e poi quella conclusiva. In generale, la dinamica è inchiodata sulle medie frequenze, salvo aperture verso gli alti in scene movimentate dove però si avvertono saturazioni. A volte fanno capolino i bassi, soprattutto sul centrale: un esempio si ha nel primo incidente alla fabbrica, poi nei vari urti dell'inseguimento finale, ed anche in alcune fasi della fuga del protagonista assieme all'"ologramma" interpretato da Don Pedro Copley. I canali posteriori forniscono un'ambienza solo occasionale, comunque definita e a volte suggestiva. Gli interventi migliori sono durante gli spostamenti di THX nelle sequenze digitali aggiuntive: in esse abbondano rumori di auto, treni e di persone, oppure eco e motivetti in sottofondo. La nitidezza è buona, anche se scarseggiano panning o effetti stereofonici. Come anticipato, la colonna sonora presenta effetti aggiunti nel 2004, e in questi casi la definizione sembra quella di una traccia odierna, e la dinamica persino esagerata... O meglio, "disallineata" rispetto all'audio originario. Sono presenti sia piccoli effetti in sottofondo (macchinari o voci), che alcuni interventi più esuberanti. Fra questi ultimi ci sono il ronzio, molto suggestivo, durante la scena del blocco mentale, che coinvolge tutti i diffusori, poi quello durante il "processo" (scena con luci quadrate che scendono dal soffitto). Nell'ultima parte, addirittura, si susseguono effetti potentissimi, come ad esempio quello della folla all'uscita dalla prigione-limbo, oppure quello dello schianto dell'automobile guidata dall'ologramma. Quest'ultimo effetto, in particolare, tira un colpo così inatteso sul diffusore centrale da far saltare sulla poltrona. Poco dopo, altre collisioni dell'auto di THX sfiorano lo stello livello, e chiudono "col botto" una traccia dimessa ma con dettagli sufficienti ad accompagnare le straordinarie immagini. Merito anche dello straordinario sound design del grande Walter Murch.
QUANTITA'/QUALITA' CONTENUTI EXTRA (8 e 1/2 su 10): Gli extra sono racchiusi in un bel menù java "a livelli". Quando si evidenza un contenuto, sullo schermo appare la durata, e un fotogramma di anticipazione. Gli inserti disponibili sono:
Traccia di commento di George Lucas e dello sceneggiatore e sound designer Walter Murch (senza sottotitoli). Traccia audio "Theatre of noise", con solo musica ed effetti. Documentario "A legacy of filmakers: the early years of American Zoetrope" (SD, 64 min. 35 sec.) Documentario "Artifact from the future: the making of THX-1138" (SD, 31 min. 8 sec.)
Featurette "Bald: the making of THX 1138" (SD, 8 min. 3 sec.) Cortometraggio "Electronic Labyrinth THX 1138 4EB" (SD, 15 min. 12 sec.) "Master sessions": 13 micro-featurette con il sound designer Walter Murch (SD, 29 min. 41 sec.) Trailer originale (SD, 2 min. 49 sec.) 5 trailer del film in versione Director's cut (SD, 11 min. 21 sec.) Easter egg: sceneggiatura originale del cortometraggio "Electronic Labyrinth THX 1138 4EB", da cui è tratto il film. |
Il materiale proviene dalla passata edizione in DVD, ma è comunque strepitoso, poichè fornisce una panoramica approfondita sul film e (soprattutto) sul contesto in cui è stato realizzato. Ad esempio, la traccia di commento con Lucas/Murch fornisce una pletora di informazioni. Lucas, in particolare, è sempre interessante e da la chiave interpretativa per quasi ogni scena, oltre a svelare scelte stilistiche, difficoltà, e i particolari più inimmaginabili della produzione. Il tono è serrato e il discorso sempre fluente. In più non ci sono ridondanze o mere descrizioni di ciò che accade sullo schermo, e così ogni singola parte della traccia merita l'ascolto. Peccato solo che manchino i sottotitoli e il regista glissi sulle differenze fra il film originale del 1971 e quello del 2004. La stessa cosa, fra l'altro, succede nel pur bel documentario sul dietro le quinte, anche se in questo caso ci sono molte immagini dell'epoca che compensano. Gli argomenti del filmato sono tutti presenti nella commentary, assieme a piacevoli clip sulla lavorazione e, soprattutto, ad interviste significative a Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, John Milius e Martin Scorsese (solo per citarne alcuni). La featurette d'epoca si concentra sulla rasatura subita dagli attori, ma è stata realizzata come un vero e proprio cortometraggio imperniato sullo shock di tale intervento estetico, e sul rammarico del regista. La "costruzione" è molto gradevole e ci sono alcune ottime inquadrature, nonchè interventi simpatici di Lucas, quasi a mitigare il tono grottesco. Altro pezzo forte del comparto extra (assieme a commentary e documentario) è lo special sugli Zoetrope Studios, casa di produzione fondata da Coppola e dove sono convogliati i maggiori talenti del cinema americano indipendente degli anni '70, compreso ovviamente George Lucas. Il filmato, appassionante, illustra le vicissitudini di una casa che ha dovuto affrontare mille difficoltà artistico/economiche, ma sopravvissuta fino ad oggi. In più fornisce tante informazioni interessanti sulla "logica cinematografica" di quel periodo, sul ruolo degli studios, e sulla nascita del cinema indipendente avvenuta grazie a film epocali come Easy Rider. Nel documentario si parla anche di THX 1138, dato che il film è il primo prodotto dalla Zoetrope: e in particolare, di come l'esordio di Lucas abbia messo a repentaglio la sopravvivenza dello studio, a causa del suo taglio sperimentale molto mal visto dai cofinanziatori e distributori della Warner. Il corto di George Lucas, da cui è tratto THX 1138, è una vera chicca: si tratta di un'opera straniante, piena delle ossessioni visive e sonore che "esploderanno" nel lungometraggio. Le 13 microfeaturette con Walter Murch si possono vedere lungo film, oppure tutte insieme come un unico inserto: in esse, il geniale tecnico spiega i trucchi per ottenere i suoni più assurdi della pellicola, e svela alcuni incredibili aneddoti sulle musiche. Ogni segmento è interessantissimo, anche se non ci sono illustrazioni ad hoc: solo Murch che spiega davanti alla telecamera. Il trailer cinematografico originale mostra spezzoni del film non modificati dagli interventi del 2004, mentre la traccia solo audio fornisce un'esperienza ancora più ipnotica e surreale del gioello lucasiano. I filmati sono tutti in bassa definizione, con sottotitoli inglese opzionali. La qualità varia fra l'appena sufficiente e il buono.






















Nota: su alcuni lettori da tavolo con ingresso USB (ad esempio il Sony BDP-S550) il disco non si carica, in quanto il menù java pretende di scrivere circa 250 Kbyte su memoria fisica. Per risolvere il problema basta inserire una chiavetta USB nello slot apposito.
link a recensioni esterne:
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Bluray.com (Blu-ray americano)
DVD Talk (Blu-ray americano)
Highdefdigest (Blu-ray americano)
DVD Town (Blu-ray americano)
The Cinema Laser (Blu-ray americano)
Collider (Blu-Ray americano)
DVD Beaver (Blu-ray americano)
Movie-censorship.com (Differenze fra edizione originale del 1971 e Director's cut del 2004)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
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