FILM: Il memorabile esordio di Dario Argento nell’horror è una fiaba nera dalle atmosfere barocche ed incentrata sulla figura delle streghe. Nella trama, la giovane americana Susy Banner si trasferisce a Friburgo per studiare danza nella più importante accademia del luogo. Accolta in un clima d’inquietudine (la sera prima sono state uccise brutalmente due studentesse) Susy deve scontrarsi sia con l’ostilità delle compagne che, soprattutto, con insegnanti severissime, ed organizzate in una precisa gerarchia. Fra queste, in particolare, c’è Miss Tannen, una granitica “valkiria” che non esita ad intimidire chi disobbedisca a lei o alla pittoresca direttrice dell’accademia, Madame Blanc. Dopo un difficile ambientamento (costellato da bizzarrie tipo svenimenti, o colate di vermi dal soffitto) Susy fa amicizia con Sara, studentessa che le rivela una sua terribile convinzione, e cioè che le insegnanti sarebbero adepte d’una potente strega nascosta nella scuola, e capace di lanciare malefici letali. Incredula, all’inizio, la giovane americana viene persuasa da morti ed accadimenti incomprensibili (oltre allo “spiegone” di due esperti in materia), per poi ritrovarsi facia a faccia con la strega. Efferato e “teatrale”, Suspiria trasla la razionalità “depravata” dei precedenti gialli di Argento in una nebulosità metafisica (ed orrorifica), più vicina alla dimensione dell’incubo infantile. Tale passaggio, efficacissimo, si compie grazie ad ambientazioni pompose e dilatate, protagoniste che si comportano come bambine (e, nel caso di Susy, stordite da sortilegi o sedativi) e personaggi di contorno assurdi, o comunque mai rassicuranti. Fra questi ultimi, risaltano le insegnanti-streghe: ma ci sono anche il pianista cieco, l’inserviente deforme e persino le domestiche, alle quali s’aggiunge l'inquietante nipote della direttrice. Anche la narrazione frammentata, che in altro contesto poteva essere un limite, aumenta il senso di follia irrazionale, e lo stesso vale per il "disequilibrio" formato da incoerenze architettoniche (ad esempio le maniglie "basse"), soggettive spiazzanti (quella dal bicchiere), o altre grottesche stravaganze. L’abilità del film di terrorizzare persino in momenti “banali” (l’uscita dall’aeroporto) conferma la visionarietà d’un Argento all’apice dell’ispirazione, ed abbastanza intelligente da circondarsi di almeno due professionisti geniali quanto lui. Il primo è il direttore della fotografia Luciano Tovoli, che elabora un assetto cromatico ("simil-technicolor”) capace d’astrarre gli ambienti ed avvolgerli in un’aura fiabesca ma orrida. Il secondo è il musicista Claudio Simonetti, la cui partitura, autentico respiro malefico della pellicola, alterna nenie angoscianti ad esplosioni percussive che, nelle scene “forti”, richiamano una furia sabbatica ben in linea con il tema stregonesco. Per un film di questo tipo, la conta dei morti non è eclatante, anche se le dipartite restano negli annali, incentrate come sono sul grandguignolesco (ed il virtuosismo tipico del miglior Argento), o su elementi che rimandano, ancora una volta, a sogno, fiaba e stregoneria: si va dalle simmetrie “pentacolari” nell’incipit, al cuore trafitto durante il primo assassinio (che fa molto “biancaneve e i sette nani”). E ancora, dalla rivolta dell’animale fidato (nella scena del cieco, sorprendente e irrazionale), al filo metallico che “paralizza” Sara come in un incubo sull' “uomo nero”. Davvero ottimi gli interpeti, con in testa una Jessica Harper che sembra uscita dall'universo manga, e quindi la monumentale Alida Valli nei panni della Tannen. Ma non vanno dimenticati Joan Bennet, Stefania Casini e persino Miguel Bosè, anche se il suo personaggio, etereo e ambiguo, sparisce troppo presto (proprio come quello di Olga). Singolare il parallelismo/antitesi con il precedente capolavoro di Argento, Profondo rosso: entrambi i film, infatti, sfruttano l’espediente del “ricordo offuscato” per schiudere il finale, ma mentre nel celebre giallo con David Hemmings tale espediente aiuta il protagonista Mark a razionalizzare la vicenda (e a “capirla” assieme allo spettatore), qui proietta Susy in una dimensione orrorifica definitivamente sovrannaturale e che si sostituisce alla “logicità” del plot (di questo e dei precedenti film). Proprio tale sostituzione è, per Argento, il culmine d’una “osmosi” fra mondo razionale ed onirico, imperniato sul legame con l’arte e sull’occulto. Ma a ben vedere (e nel contesto dei suoi lavori precedenti) è anche una riflessione geniale sul suo passaggio dal thrilling all’horror.
QUALITA' VIDEO (4 e 1/2 su 10): Davvero problematico, purtroppo, il video 2:35:1 di questo Bluray attesissimo. Compresso con algoritmo VC1 su supporto a strato singolo, ha senza dubbio un impatto “ad alta definizione” e presenta la sottigliezza, nei dettagli e nei contorni, tipica del formato 1080p. Tuttavia, una sfilza di limiti inficia la resa delle immagini fino alla soglia della “tollerabilità” (almeno su schermi da 42/46/50 pollici, e sui proiettori Epson TW680/980 utilizzati in questa recensione). Per cominciare, la nitidezza non è mai eccezionale, anche per un film con trentadue anni sulle spalle e girato in anamorfico su pellicola a bassa sensibilità. Certo, i primi piani “tengono”, ed anche vari campi medi: ma molti totali soffrono un effetto “mosso” alternato a sfocature (comunque fisiologiche, dato il formato anamorfico). I dettagli sono spesso “rovinati” e a ciò si somma una “trama” dell’immagine che, forse per l’azione combinata di filtri di pulizia digitale e di accentuazione dei contorni, ha una consistenza pastosa. L’effetto “mosso” è evidente fin dalla scena iniziale all’aeroporto e quindi nei primi totali notturni della foresta e della scuola. Il problema è invece meno presente nelle scene del primo omicidio, dove anzi si possono ammirare alcuni ottimi primi piani (forse i migliori del film). Tuttavia, sempre nella scena del primo omicidio, si riscontrano gli effetti d’una grave anomalia video, destinata ad “esplodere” nei minuti successivi e a rovinare innumrevoli sequenze (compreso il finale). In dettaglio, tale anomalia consiste in un bilanciamento atroce di luminosità e colori: lo stesso della precedente edizione in DVD e così estremo da “bruciare”, a volte, la trama stessa delle immagini. Una rapida indagine su Internet consente di scoprire che tale, nuovo bilanciamento è stato deciso dal direttore della fotografia Luciano Tovoli, in occasione del restauro del film avvenuto nel 2007. Il restauro, di cui c’è un resoconto sul sito della Videa CDE, ha comportato la rimasterizzazione dal negativo, la suddetta correzione della colorimetria (decisa ed approvata da Tovoli) e quindi la ripulitura digitale del nuovo master ad alta definizione. In teoria, questa “scoperta” dovrebbe precludere ogni critica (colori e contrasto sarebbero quelli voluti dagli autori): ma un po’ di buon senso, mentre si visiona il disco, basta per sospettare che qualcosa sia andato storto durante il “riassetto” fotografico. Si, perché senza nemmeno confrontare Bluray ed altre edizioni homevideo ante 2007 (cosa che comunque è stata fatta), il livello assurdo di contrasto e colore delle immagini appare evidente. Per fortuna, il film non è interamente compromesso (ad esempio, lo “spiegone” con Udo Kier ha una resa abbastanza naturale e lo stesso dicasi per molte scene nella scuola): tuttavia, in molte sequenze i dettagli vengono inondati da un effetto “sovraesposizione” esagerato, o da colori che debordano. Lungo questi passaggi, le facce sono “sbiancate”, e le labbra arancioni, mentre la luce che penetra dalle finestre (bianca o colorata) acceca. La naturale porosità del quadro si “scioglie”, mentre i contorni (persino dei titoli) si “gonfiano”, o si sdoppiano per la troppa luminosità e a volte si sporcano di griogio/verde. I rossi, i blu e i gialli (soprattutto nelle sequenze con dominanti) sono così saturi da sembrare fosforescenti, mentre il verde ha assunto, rispetto alle edizioni precedenti, tonalità quasi sempre turchesi. Un esempio, fra i più eclatanti, dello stravolgimento fotografico è la prima scena a casa di Olga, dove il bianco affoga gli sfondi e “smeriglia” i volti con un effetto al limite della posterizzazione (cioè che produce sfumature di colore non graduali). Ma in seguito, restano impresse certe scene nelle sale da ballo (dove c'è anche un non trascurabile edge enhancement), le scene del dormitorio (affogate nel rosso) o quella del cieco rimproverato dalla Tannen, limata e “rosatissima”. Da raccapriccio, poi, è la resa dell’omicidio di Sara, dove peraltro lo “schiarimento” rivela una sagoma che non dovrebbe vedersi. Ed altrettanto raccapriccianti sono alcuni scambi fra Susie e Madame Blanc (nell’ufficio di quest’ultima) ed il già citato finale, in cui lo stravolgimento cromatico è sconcertante. In particolare, l’agonia della strega è immersa in luci tipo neon e che cancellano i dettagli del suo makeup. Alla fine della visione, davvero ci si chiede il motivo d’un simile rimaneggiamento, che aprrovato o meno da Tovoli, risulta troppo distruttivo per le immagini e quindi pessimo. Il livello del nero, almeno, è abbastanza basso, anche se ci sono varie "schiariture", come ad esempio nella scena con la morte del pianista cieco. Nonostante il restauro, la pellicola ha diverse spuntinature e non mancano “ondeggiamenti” durante i cambi scena, o (probabilmente) di bobina. Quest’ultimo effetto si può notare, ad esempio, durante il prologo, o nella scena con Susy e i poliziotti. Ed ancora, nella scena “post vermi” con Madame Blanc. Come nitidezza, la parte centrale del film è quella più convincente, e con passaggi che lasciano intuire quanto il video sarebbe stato valido senza le inutili alterazioni. Le parti pre-finale e quella finale sono invece le peggiori. In esse, infatti, le inquadrature “mosse” sono più numerose ed ancora meno definite. Inoltre, sempre in questa fase, compare un brutto “aliasing” di contorni e dettagli, soprattutto nei fondali. Tale effetto si manifesta come lievi “seghettature”, o chiazze di linee linee verticali, ed è presente soprattutto nei totali meno definiti. Vero è che la visibilità di questo “aliasing” dipende dall’impianto su cui si visiona il film: ad esempio, è risultato evidentissimo su un plasma HD ready 50 pollici (il Panasonic PV60), abbastanza evidente, ma tollerabile, su un plasma Full HD (Panasonic PZ70), nettissimo, ma di nuovo tollerabile, su proiettore Full HD (Epson TW980), fino a risultare quasi impercettibile su proiettore HD ready (Epson TW680). Tuttavia, il problema esiste e sembra risiedere nel disco, come peraltro dimostrano gli ingrandimenti degli screencapture estratti dal file VC1 (e presentati nella seconda “appendice” di questa recensione). Per quanto riguarda la compressione, non si segnalano problemi particolari, salvo qualche artefatto nelle scene con la pioggia, come ad esempio quella iniziale con Susy nel taxi. In definitiva, e come anticipato, è arduo non restare delusi da questo video: la differenza di definizione, rispetto ai passati DVD, è ovvia (e ci mancherebbe altro) ma i problemi “fotografici”, e forse anche elettronici, abbattono una resa che rimane “HD” solo per l’origine 1080p del master. Fa poi rammaricare l’idea che i limiti più gravi derivino da “rimaneggiamenti” (prima del telecinema e poi del master) di cui non si sentiva affatto il bisogno.






























Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (6 e 1/2 su 10): L’audio italiano DTS HD MA 5.1 (l’unico presente sul disco) non è eccezionale ma fornisce un coinvolgimento adeguato. Nonostante il nuovo mix 5.1, l’’impostazione sonora è rimasta fedele a quella che il film ha sempre avuto nel corso degli anni: quindi volume di registrazione discreto, effetti lievi ma precisi, voci pulite e, soprattutto, musiche prominenti. Proprio le musiche, in particolare, sono il punto forte della traccia, visto che, fin dai titoli di testa, la loro estensione sulle alte frequenze è notevole ed anche la distribuzione sui canali frontali. Il fruscio quasi inesistente permette, sempre alle musiche, di balzare spesso in primissimo piano, con anche un innalzamento di volume che ben accompagna l’effetto angoscioso (e di minaccia costante) delle immagini. Ciò è evidente, ad esempio, in scene come quella dell’omicidio iniziale e quindi in quella dei vermi, ma non sono da meno le sequenze con gli altri omicidi e del “viaggio” finale di Susy nel covo delle streghe. Come accennato, gli effetti sono abbastanza lievi ma precisi, almeno sul fronte anteriore. Durante la “costruzione” degli omicidi, ad esempio, scrichioliì, stridiì e respiri vari hanno una presenza molto realistica e provocano un grande senso d’angoscia. Tuttavia, l’estensione dinamica di effetti più “importanti” è molto limitata, soprattutto in gamma medio bassa. In più, ancora gli effetti tendono a perdere precisione e a gracchiare leggermente nelle sequenze più chiassose. Esempio lampante di queste limitazioni (comunque ben colmate dalla prominenza musicale) si ha in scene come quella del temporale dell’inizio, o del cieco nella locanda e quindi negli “scoppi” del finale, dove però un subwoofer quasi sempre catatonico si risveglia con qualche “bordata” per accompagnare i tuoni del temporale, assecondato anche dai diffusori frontali. La resa delle voci, confinate al canale centrale, è più che apprezzabile. La pienezza non è certo da record ed anche sugli alti si avvertono evidenti limiti: però l’ascolto è piacevole e, soprattutto nel caso di voci femminili, abbastanza vellutato e “cinematografico”. In più non ci sono distorsioni vocali evidenti ed il senso di pulizia è appagante. I canali posteriori sono piuttosto timidi ma non assenti e a volte producono anche effetti con un’apprezzabile separazione. E’ il caso, ad esempio, del tuono durante la telefonata con Frank che precede la scena finale, degli effetti nella scena “del pipistrello” e, poco prima, dei rumori del rasoio nella sequenza con Sara. Presente anche una discreta ambienza, sebbene più assimilabile ad un “brusìo” di fondo che non al messaggio attivo e definito di una traccia tipicamente 5.1. In ogni caso, si fanno apprezzare gli effetti ambientali in scene come quella dello “spiegone” con Udo Kier, o delle varie transizioni nella scuola. Ed ancora, nella scena del dormitorio e quella in cui Susy subisce il primo “sacrilegio”. Con tutti i suoi limiti (dovuti più che altro all’età e all’impostazione “subdola”) la traccia audio di Suspiria è comunque capace, soprattutto per la resa musicale, di assaltare i nervi dello spettatore quasi quanto le immagini. Peccato solo per la scarsa dinamica degli effetti e, come nella precedente edizione DVD, per la mancanza della prima, agghiacciante frase pronunciata dalla strega Elena Markos nella scena finale.
Screencapture Bluray: full HD PNG (occhio agli spoiler!!)






























Altri screencapture dopo il commento agli extra.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (5 e 1/2 su 10): Gli extra sono molto esigui e rispecchiano quelli della precedente edizione DVD in confezione Tin Box. acchiusi in un bel menù, animato da alcune scene del film, consistono in:
Intervista esclusiva a Dario Argento (SD, 21 min. 09 sec.)
Trailer internazionale (SD 1 min. 59 sec.) Trailer Usa (SD 1 min. 09 sec.) Credits (9 + 57 sec.) |
L’unico extra "di spessore" è, come ovvio, l’intervista a Dario Argento: in essa, il regista ripercorre più o meno tutta la lavorazione del film, a partire dalla genesi (innescata dalla voglia di passare al genere horror e dal suo interesse per le streghe) fino alla distribuzione estera. Purtroppo, Argento non fornisce molti dettagli, dato il tempo esiguo a sua disposizione, però non manca d'elargire qualche aneddoto interessante: ad esempio, sull’edificio utilizzato nella scena iniziale (una banca dove non sempre gli era consentito di girare) e quindi sulla tecnica usata per la ripresa (che non è il technicolor, come molti credono, ma un sistema che lo simula tramite l’uso d’una pellicola a bassissima sensibilità). Seguono spiegazioni, più o meno note agli appassionati, sulla scelta del cast e sull’impossibilità (per il veto dei produttori) di usare bambine come protagoniste, e quindi sul montaggio. Impagabili, da parte di Argento, certe considerazioni sull’attrice Joan Bennet, ammirata dal regista anche (e soprattutto) per i suoi 10 anni di matrimonio vissuti con Fritz Lang. Curiosità finale: durante l’intervista, alle spalle di Argento scorre una versione del film molto brillante ma che tuttavia non sembra affatto quella proposta nel DVD del 2007 e in questo Bluray. Il bilanciamento di colori e luminosità, infatti, appare ottimo. Comunque, la bassa definizione delle immagini non consente di fare valutazioni più precise. L’intervista dispone di sottotitoli opzionali in italiano, mentre il trailer americano (che ha svariate frasi esilaranti) ne è privo. Anche il trailer internazionale non ha sottotitoli ma ciò non è un problema, visto che è anche privo di dialoghi.
CONFRONTO VIDEO: Bluray CDE - DVD Anchorbay: In questa prima appendice, il confronto fra 33 fotogrammi estratti dal Bluray italiano CDE ed altrettanti frame estratti dal DVD americano edito da Anchor Bay nel 2001. Da notare che entrambi i fotogrammi sono stati ridimensionati ad una risoluzione di 1280 x 720 pixel. Quindi, i frame del Bluray sono stati un po’ rimpiccioliti e quelli del DVD un po’ ingranditi. Questo per ottenere un “colpo d’occhio” migliore sulla colorimetria differente senza sacrificare troppo la risoluzione di uno o dell’altro formato video. In qualche raro caso non è stato possibile catturare il medesimo frame su Bluray e DVD (l’avanzare e il retrocedere delle scene ha mandato in “corto circuito” il timer del lettore software utilizzato): ma ciò non inficia il confronto, visto che le condizioni di luminosità e colore erano identiche anche in parecchi frame successivi o precedenti a quello scelto. Va precisato anche come, su uno schermo da 42/50 pollici, o sul telo di proiezione, l’effetto “sovraesposto” e di colore che affoga i dettagli sia ben maggiore di quello riscontrabile sul monitor d’un PC (che di solito non supera i 20/22 pollici): ciononostante, la maggior parte dei confronti rimane impietosa.
EFFETTO "ALIASING": ingrandimenti screencapture: Di seguito, 12 ingrandimenti che dimostrano come l’ultima parte del film sia affetta da un anomalo effetto “aliasing” (o di seghettature dei contorni, o di linee verticali ravvicinate). L’effetto appare soprattutto nella seconda metà del film: prima nella sequenza con Jessica Harper e Stefania Casini nella piscina, poi durante la scena di morte sempre della Casini, e da lì fino alla fine del film. L’effetto è più accentuato nei totali meno definiti. Tutti i frame sono catturati direttamente dal file VC1 del Bluray, proprio come quelli sparsi nella recensione e quelli dei confronti (che però sono stati ridotti a 1280 x 720 pixel). Le sezioni ingrandite (sovrapposte ai frame Full HD 1920 x 1080 privati delle bande nere) sono state ottenute con Photoshop impostando un fattore 2 a 1 (cioè 200%). Come già spiegato nella recensione, l’aliasing è più o meno evidente a seconda del tipo di display sul quale viene visualizzato il Bluray. Ad esempio, su due diversi plasma HD ready 1366 x768 (Panasonic e Samsung) è risultato evidentissimo. Su un plasma 50 pollici Full HD Panasonic PZ70 è risultato molto meno fastidioso ma comunque evidente e lo stesso su un plasma Samsung Full HD da 65 pollici. Su vari altri pannelli da 42 / 37 pollici (sia LCD che plasma) l’effetto si è rivelato trascurabile ma sempre percettibile. Curiosamente l’aliasing s’è rivelato quasi impercettibile su proiettore HD ready (Epson TW680), mentre è apparso in modo netto (ma abbastanza tollerabile) sul proiettore Full HD (Epson TW980): in pratica, con i proiettori è accaduto l’inverso di quel che succede con i plasma 50 pollici: aliasing più evidente su Full HD e meno evidente su HD ready. I lettori usati in tutte queste prove sono stati: Playstation 3, Sony BDPS500, Sony BDPS350, Sony BDPS550, Samsung BDP1500. Per completezza va precisato come, settando i lettori a 720p anziché 1080i, l’aliasing s’è molto ridotto anche sui plasma 50 pollici Hd ready 1366 x 768 (cioè i più colpiti dal problema): tuttavia, con questa impostazione l’immagine s’è rivelata meno nitida (dato che 720p è raramente il settaggio ottimale per un pannello 1366 x768).
Come controprova, qui sotto è riportato un frame privo del problema “lineette” (o seghettature, o aliasing che dir si voglia). Proviene dalla prima metà del film e nonostante la poca definizione (ed il solito effetto “mosso” che accompagna molte inquadrature come questa) non presenta anomalie dei contorni e dei dettagli piccoli, che sono sfumati perfettamente anche nel caso delle trame più intricate. In particolare, si notino l’orecchio dell’inserviente, la sua mano, il viso di Madame Blanc e la ringhiera della scalinata, e li si confrontino con gli ingrandimenti di analoghi dettagli nei frame proposti sopra.

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AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
DVD Essential (Bluray italiano)
Forum Nocturno (Bluray italiano)
Forum Thrauma (Bluray italiano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Decoder + cuffie 5.1 Sharkoon X-tatic Digital
7 commenti:
Devo farti i complimenti, non ho trovato nessuna recensione così approfondita. Complimenti davvero.
complimenti per la recensione di questo bluray. Mamma mia, impressionante la differenza nella resa dei colori fra dvd e la nuova edizione in bluray; a giudicare dalle immagini postate hanno stravolto la resa dei colori rispetto al dvd. Scandalosa l' immagine del cane con il muro dietro completamente rosso.... Avevo una mezza idea di prenderlo ma se è così mi sa proprio che nn lo comprerò.
Bellissima recensione Dart, mi stuzzica molto prendere il BD ma cercherò di resistere ....ma poi quante foto hai messo ???? bellissime ^^
Grazie a tutti per i complimenti. In questo caso, si, ho dovuto proprio "strafare", perchè il voto video andava giustificato con argomenti che fossero più validi e "oggettivi" possibile. In più, sentivo di dover chiarire, in modo molto dettagliato, la natura di difetti che, su alcuni forum, avevo descritto in modo troppo precipitoso e (quindi) inesatto.
Devo senza dubbio complimentarmi per l'esaustiva recensione fatta.Porgo però un quesito. Sono l'unico a cui ha molto disturbato la rimasterizzazione della colonna sonora del dvd edito dalla CDE, e un po da tutte le altre case?
Io la trovo insopportabile quanto è chiaramente insopportabile l'aspetto visivo di questo Blue Ray.Ma nessuno si è accorto che nella colonna sonora i rumori gli effetti sonori e le grida sono troppo alti rispetto al livello a cui erano stati orignariamente registrati?Che le musiche dei Goblin sono state private dei bassi cupi e tenebrosi che infondevano un senso di ansia e di apprensione ora mancante?Questa è la prima volta che scrivo su un forum , ci sono finito x caso mentre cercavo informazioni sul BR di suspiria , ma sarei felice di sapere se vi è qualcun altro che come me lamenta una mancanza di rispetto verso la colonna sonora di questo capolavoro che deve molto del suo fascino al sapiente mix audio/visivo, realizzato all'epoca, che getteva lo spettatore in un turbine di delirante onirismo. Molto ho letto oggi sulle passate versione DVD di Suspiria (io possiedo qualla di anchorbay e lo ascolto una misera traccia stereo che però preferisco a quelle rimasterizzate), ma da nessuna parte ho letto accenni o critiche a come è stato rimaneggiato il materiale audio.
Sono l'unico???
Un grazie e complimenti ancora
Innanzitutto, grazie per il tuo commento.
Sull'audio, sinceramente, mi trovi in difficoltà. Andando a memoria, ricordo una resa abbastanza fedele a quella che ho sentito nelle altre versioni homevideo (comprese le VHS e i DVD giapponesi). Invece non ricordo i problemi di mix che segnali, salvo forse una separazione fra i canali abbastanza "artificiosa", ma tipica delle tracce "trasformate" (ahinoi) da stereo a multicanale. Anche gli effetti mi sono sembrati "in linea" con le caratteristiche e l'età della produzione, mentre le musiche, sebbene definitie, me le ricordo un po' "scariche". Di più non so dirti, anche perchè il mix stereofonico originale non lo ascolto da anni.
Al limite, prova a far ricerche sul forum di Nocturno, Av Magazine o quelli dedicati a Dario Argento, dove altri appassionati avranno di certo notato le mancanze che hai individuato tu.
Grazie ancora del commento e a risentirci!
Leggo, casualmente, solo ora le giuste denuncie a riguardo della qualita audio delle edizioni di Suspiria, che condivido pienamente. Gia ben oltre 10 anni fa , quando acquistai la prima versione italiana in DVD di Suspiria, scrissi alla CDE lamentandomi dello scempio compiuto alla colonna sonora!!!! Nella prima edizione ,oltre ad un pessimo ed insopportabile audio stridente, caratterizzato da voci e suoni troppo alti rispetto alle musiche, durante la scena finale del film, mentre Elena Markos parlava a Susy, mancavano 40 secondi di dialogo !!!!!!
Per tutta risposta CDE ebbe il coraggio di rispondere alla mia Mail citando le favorevoli recensioni che l'edizione aveva riscosso (pagandole quanto??)....... come ho risolto ? comprando l'edizione DVD angkor bay e gustandomi un audio originale stereofonico , senz'altro dato, ma quantomeno con i giusti equilibri fra colonna sonora effetti sonori e voci....
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