lunedì 4 agosto 2008

Vivere e morire a Los Angeles (To live and die in L.A.)

FILM: Noir poliziesco in cui il regista William Friedkin (Il braccio violento della legge, l’esorcista) accomuna la contraffazione di denaro e quella, metaforica, dei rapporti umani. Ambientato in una Los Angeles torbidissima, imbastisce una storia di vendetta che non lascia speranza, ed è costellato di personaggi senza scrupoli. Non fa eccezione il protagonista Steve Chance (William Petersen) agente dei servizi segreti disposto a infrangere qualsiasi legge, etica o morale, pur di mettere le mani su Rick Masters, un falsario che gli ha ucciso il collega. Ma come lui, c'è tutt'un sottobosco metropolitano così degradato da trasformare, in modo sempre più inesorabile, ogni relazione umana in moneta di scambio. La regia di Friedkin, brusca e adrenalinica, porta l'intreccio quanto più possibile sulla strada, conferendo un tono molto realistico. La ruvida e sgargiante stilizzazione anni ‘80, invece, satura i vari strati sovrapposti (ma "sconnessi") di autorità e fasce suburbane. Azzeccatissimi i tratti del supercattivo Rick Masters (interpretato da Willem Dafoe), in particolare il suo talento per la pittura (opposto a quello per la falsificazione di denaro, altrettanto “artistico”) e l'attrattiva "demoniaca" per il fuoco. L’azione è centellinata ma costante, almeno fino allo strepitoso inseguimento in auto che, mischiando raptus euforici a connotati d’incubo, completa la discesa agli inferi di Chance. La sequenza da antologia, però, resta quella in cui Masters stampa denaro falso: seducente, ipnotica e ricca di sottintesi grafici (l’inchiostro che sembra sangue) e sonori (i macchinari a tempo di musica) sulla ritualità “faustiana” della procedura. Per il protagonista William Petersen (già nelle corde del successivo Manhunter), ruolo "cult" e oltre i limiti, come dimostra, appena dopo l'inizio, il salto nel vuoto che definisce tanto il personaggio di Chance quanto il suo destino. Memorabili anche i comprimari, fra i quali spiccano Dean Stockwell (l’avvocato), un giovanissimo John Turturro (nei panni del “galoppino”) e John Pankow (il nuovo collega di Chance). Ad amalgamare il capolavoro ci pensa la musica di Wang Chung, le cui sonorità martellanti riflettono l’equilibrio della pellicola fra paura e fascinazione per il male.

QUALITA' VIDEO (7 su 10): L’immagine 1.85:1 del film è stata trasposta su un Bluray a strato singolo utilizzando la compressione mpeg2, come da pessima consuetudine di Fox per quanto riguarda i titoli di catalogo. La resa del video, comunque, non è mediocre come ci si potrebbe aspettare ma anzi è in grado di appagare l’occhio, purché si tenga ben conto dello stile con cui il film è girato. La fotografia, infatti, è sempre molto “ruvida” e, per precisa scelta artistica, coperta da uno strato di grana quasi sabbiosa. Quest’ultima è abbastanza evidente sia in scene al chiuso che in passaggi diurni, dove conferisce all’immagine una sensazione di “sporcizia” che però s’addice perfettamente al tono del film e, soprattutto, non guasta la definizione complessiva. Proprio la definizione s’attesta su livelli più che discreti e, sotto la “patina” di grana, consente di vedere chiaramente il dettaglio su volti, oggetti e sfondi. Gli incarnati, quando la ripresa è perfettamente a fuoco, mostrano una buona porosità e in certi primi piani quasi stupiscono (almeno per l’età del film): s’osservino, ad esempio, la prima inquadratura su Willem Dafoe, o i molti piani ravvicinati su William Petersen, o ancora, quelli durante la rissa nel ghetto, ambientata quasi al buio. Anche i totali, sebbene “polverosi”, appaiono piuttosto definiti e, soprattutto, hanno contorni molto sottili e ben sfumati. In certi casi, addirittura, la resa è così nitida da sembrare quella d’un film odierno, come accade in certe inquadrature del porto, nell’incipit sul ponte e nella scena in cui Chance sfonda il cancello per entrare nel magazzino di Masters, dopo l’omicidio del collega. Certo non mancano i momenti in cui la qualità video diminuisce, anche se a infastidire non è tanto la minor definizione (mai troppo morbida o pastosa) quanto la trasformazione della grana in un rumore video forse troppo “metallico” e non più “da pellicola”. Tuttavia, la durata di questi momenti è inferiore a quelli in cui l’impatto generale convince. La saturazione dei colori è sorprendente e in particolare splendono i rossi, i verdi e gli azzurri. Ne consegue una resa a dir poco sgargiante delle tinte, comprese quelle del cielo, degli incarnati o dei molti ambienti dai colori caldi. La sequenza dei titoli di testa, poi, è quasi abbagliante, grazie ad una sfilza di rossi e verdi che debordano dallo schermo. Più che buono il contrasto, e livello del nero piuttosto basso. Inoltre, sempre il nero non nasconde mai i dettagli, salvo forse in un paio di sequenze volutamente buie (il viaggio in macchina verso il magazzino/stamperia, nell’incipit). Tutto ciò contribuisce ad elevare ulteriormente il senso di tridimensionalità dell’immagine, davvero notevole. L’edge enhancement è abbastanza presente ma non è mai fastidioso, mentre a livello di compressione video si nota una certa pastosità della definizione in tutte le scene immerse nei colori più forti (es. i passaggi nel topless bar, o durante la stampa del denaro, e, ancora, la resa dei conti nel magazzino). Qualche dissolvenza, inoltre, presenta effetti di posterizzazione. In definitiva, il video di questo Bluray non può certo dirsi di riferimento e nemmeno particolarmente notevole: tuttavia, e come precisato all’inizio, non è stato compromesso dall’uso dell’algoritmo mpeg2 e del supporto a strato singolo. In più, gode di svariate peculiarità favorevoli e, soprattutto, restituisce l’esperienza del film in modo molto più fedele di quanto faccia il corrispondente DVD, molto più “sfocato” e “plasticoso”.

QUALITA' AUDIO (6 su 10): L’audio italiano DTS a 768 kbit è tutto sommato piacevole, anche se “vecchio” e con svariati difetti. Il volume di registrazione è più che discreto ma la dinamica è un po’ carente sui bassi. Il fronte anteriore, comunque, è ampio e separato e, soprattutto, riproduce con un certo calore le splendide musiche di Wang Chung. I molti effetti della colonna sonora generano panning e riverberi e sono abbastanza definiti, sebbene un po’ sporchi. Inoltre, non sono esenti da saturazioni, come nel caso di spari, stridìo di freni, esplosioni ed altri effetti più o meno violenti. Il canale centrale, purtroppo, è il vero punto debole della colonna sonora e presenta una timbrica totalmente diversa da quella degli altri canali. Ciò è evidente soprattutto nel caso delle voci, molto cupe, nasali e basse di volume. Tale discrepanza è dovuta, probabilmente, ad un’operazione di “taglia e cuci” fra la traccia effetti della colonna sonora americana (restaurata e rimasterizzata) e quella monofonica italiana. In alcuni casi, purtroppo, la resa del centrale è così disomogenea da rendere l’ascolto faticoso, come nel caso della prima sequenza al bar dopo il salto di Chance dal ponte. In più, sempre sul centrale gli effetti producono strani riverberi. Il fronte posteriore contribuisce ad animare la scena con una certa vivacità, anche se il messaggio sonoro è spesso del tipo monofonico sdoppiato. Fanno però eccezione alcuni panning (soprattutto di veicoli) e persino qualche sparo, più alcuni altri effetti ambientali (opportunamente ritardati sui due diffusori) dove anche l’estensione degli alti è tale da offrire un coinvolgimento piacevole. Come anticipato, l’estensione sulle basse frequenze è scarsa e a poco serve il rinforzo d’un subwoofer che, nonostante qualche decisa “enfatizzazione” (es. lo scoppio iniziale e l’incendio finale) non fa nulla per colpire allo stomaco. Gli alti, però, si mantengono sempre abbastanza “frizzanti”: forse troppo, anche se il coinvolgimento di molte sequenze ne giova. Ad esempio, s’ascoltino l’inseguimento all’aereoporto, o quello in auto e, ancora, la sequenza in cui Willem Dafoe produce il denaro falso. Anche le varie risse ed omicidi risaltano a sufficienza e con essi tutti le fasi in cui si mischiano musiche ed effetti. Il livello finale non sarà lo stesso d’una colonna sonora odierna (e nemmeno quello della traccia americana, molto più omogenea): ma, rispetto al mediocre audio stereofonico del DVD, l’incremento è udibile e la resa sufficiente.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (1 su 10): Extra inesistenti, salvo i trailer cinematografici del film stesso, di “Ronin” e de "Il silenzio degli innocenti", tutti in alta definizione: dove sono finiti (fra gli altri extra) la bella featurette, il finale alternativo, le scene eliminate e la traccia di commento inclusi nel DVD americano?

link a recensioni esterne:
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
AVS Forum (Bluray giapponese)

Scheda del film
Imdb

mercoledì 30 luglio 2008

Zodiac - Director's cut

FILM: Da David Fincher, la cronaca romanzata dell’indagine su "Zodiac", serial killer che ha sconvolto l'area di San Francisco a cavallo fra gli anni '60 e '70. Tratto distintivo del maniaco, al quale sono stati attribuiti almeno 6 omicidi, i celebri messaggi cifrati fatti pervenire a diversi quotidiani e contenti minacce o deliri. Impostato come un inceratissimo ed appassionante thriller poliziesco, assume toni da dramma psicologico quando, dalla ricerca dell'assassino, sposta l'attenzione sulle vite dei personaggi più coinvolti (e compromessi) dal caso. Fra loro, l'ispettore di polizia di San Francisco Robert Toschi (interpretato da Mark Ruffalo), il giornalista del San Francisco Chronicles Paul Avery (Robert Downey Jr.) e il vignettista del medesimo quotidiano, Robert Graysmith (Jake Gyllenhal), dal cui libro su Zodiac è stata tratta la sceneggiatura di James Vanderblit. L'impianto narrativo, che alterna con fluidità le ricostruzioni degli omicidi a coinvolgenti fasi "giornalistiche", segue (forzatamente, vista l'aderenza al caso reale, ad oggi irrisolto) uno schema inverso a quello del thriller classico ed invece di mettere a fuoco la soluzione (oltretutto paventata), sfuma le poche certezze nelle congetture sempre più personali (e talvolta deliranti) dei protagonisti. Il risultato esalta la tendenza umana al caos e all'ossessione e rimanda ad un percorso "demolitivo" non dissimile da quello visto in "La promessa", anche se, rispetto al capolavoro di Sean Penn, ad incrinarsi in Zodiac è la sola razionalità dei personaggi e non le fondamenta d'un impianto noir tutto sommato convenzionale. La fotografia impomatata, assieme a riprese digitali elaboratissime, conferisce un'aria vintage, mentre la regia fonde, con straordinaria abilità, soggettive asettiche ad una visuale distaccata che però non rinuncia ad ampi sprazzi di partecipazione emotiva. Tale scelta stilistica è efficace sia nelle sequenze degli omicidi, fredde e disturbanti, che in quelle investigative, di spietata analiticità. In più, carica di tensione passaggi marginali, secondo un espediente all'apparenza furbo ma che in realtà sottolinea la "somatizzazione" della vicenda nei nervi dei protagonisti. La ricostruzione d'epoca è straordinaria (con giusto qualche salto temporale un po' troppo brusco), sebbene ad imprimersi nella memoria sia soprattutto la centralità dei "codici": dalla calligrafia al disegno, fino alle lettere di Zodiac. Queste ultime, in particolare, simboleggiano una follia non più dell'assassino ma d'un mondo "indecifrabile" e che rifugge il male esorcizzandolo. In tal senso, non è un caso che lo stesso Robert Graysmith "ricodifichi" in un libro la sua verità su Zodiac, a indagine ormai svanita. E in modo analogo, non stupisce come l'industria del cinema lo preceda, anche se in tutt'altri termini, con un film dell'ispettore Callaghan sul noto maniaco.

QUALITA' VIDEO (9 e 1/2 su 10): Il film, un director's cut con 5 minuti di scene inedite, è stato compresso con algoritmo VC1 su un Bluray a doppio strato. La qualità delle immagini lascia quasi sempre a bocca aperta, almeno su display da 50 pollici. L'origine digitale della ripresa fa si che il master sia in condizioni perfette, senza spuntinature o graffi di sorta: ma soprattutto, conferisce al quadro una nitidezza ed una precisione del dettaglio incredibili. A dire il vero, le primissime scene nell'oscurità non esaltano, a causa di qualche lieve "macchia" negli sfondi e, soprattutto, per la presenza di anomale (seppure lievi) striature verticali. Non appena l'azione si sposta al fast food e quindi sulla città di San Francisco, però, questo transfer video si trasforma in una festa per gli occhi. Immediatamente, le trame d'edifici e automobili diventano intricatissime, mentre i contorni si fanno iper sottili. Nelle scene in interni, soprattutto quelle ambientate nella redazione del San Francisco Chronicles, gli sfondi assumono una pulizia "irreale" e conferiscono al quadro una tridimensionalità da primato. Impressionante (o, per meglio dire, "inedito" nel campo dell'audio video) anche lo "stacco" sempre fra gli sfondi e gli attori, e sublime il microdettaglio di questi ultimi. In particolare, risaltano capelli, occhi e vestiti: un po' meno, invece, la porosità degli incarnati, anche se ciò dipende soprattutto dalla ripresa sempre molto "distante" e da una lievissima "pastosità" nelle inquadrature senza luce diretta (tipica, questa, del cinema digitale). In ogni caso, non mancano molte, esaltanti eccezioni in cui anche il micro dettaglio sui visi trionfa nella sua bellezza (con il tipico effetto "buccia d'arancia"): ad esempio, durante la prima telefonata allo sceriffo della cittadina di Vallejo, interpretato da Elias Koteas. Addirittura, in questi casi la porosità è così fine da "flickerare" (leggermente) su display HD ready. Ottimi il livello di contrasto (elevatissimo ma non accecante negli esterni) e della luminosità (calibrata per non appiattire l'immagine). Il nero è sempre profondissimo e nelle panoramiche notturne conferisce uno spiccato senso di tridimensionalità: tuttavia, in altre sequenze molto ravvicinate la sua resa si fa più "occultante", dato che certi dettagli in secondo piano non sono distinguibili. S'osservi, ad esempio, la parte con l'omicidio del tassista, immersa nel buio, ed altre scene in casa del vignettista Graysmith. A livello cromatico, la fotografia privilegia colori "anticati" e quindi non molto vivaci. Dominano il giallo ocra e, talvolta, il turchese, anche se qualche gradevole sfumatura di verde o di rosso emerge con una certa decisione. Sempre i colori, comunque, vantano un'eccezionale compattezza e sono privi di rumore, salvo forse in qualche passaggio al chiuso (e con bassissime luci) dove anche la definizione diminuisce. Nonostante la sottigliezza dei contorni e la forza di certi contrasti, l'edge enhancement è quasi nullo, cosicché tutte le sequenze diurne all'esterno risultato pulitissime, precise e degne d'un vero "disco demo". La compressione, infine, non rappresenta mai un problema, se non nei già citati passaggi iniziali, e in altre scene al chiuso, dove fanno capolino delle lievi chiazze sugli sfondi uniformi. Rispetto a transfer più "cinematografici" e d'impatto (ad esempio Dejavù, I fantastici 4, Apocalypto e Aeon Flux) questo di Zodiac ha una resa senza dubbio più "asettica" e forse più distante da quella della pellicola classica. Inoltre, e come quasi tutti i titoli Warner, presenta una lievissima patina cerulea che conferisce al quadro un aspetto "setoso", almeno in certe situazioni: ciononostante, l'esperienza di visione è così particolare, oltre che straordinaria, da far meritare al video una valutazione quasi massima. Inutile, poi, sottolineare la distanza incolmabile dal DVD, il cui dettaglio, al confronto di questo Bluray, appare come un ammasso fangoso.

QUALITA' AUDIO (7 su 10): A differenza dell'immagine, l'audio Dolby Digital 5.1 italiano (640 Kbit) è tutt'altro che memorabile. Il motivo risiede principalmente nell'indole abbastanza silenziosa del film, anche se, in questo caso, la non brillantissima qualità del mix ci mette del suo. Ad esempio, il volume di registrazione è abbastanza contenuto, mentre la dinamica dei canali frontali non è certo da primato, soprattutto sulle basse frequenze. Il fronte anteriore è senza dubbio aperto e compatto (come dimostrano le molte scene nella redazione del giornale) ma gli alti risultano un po' stridenti, soprattutto nel caso delle voci maschili. Ciò è palese sia nelle scene ambientate a casa di Graysmith, sia in tutti i passaggi più drammatici degli omicidi. Se non altro, la dinamica degli effetti si mantiene su buoni livelli, come dimostrano gli spari (es. al poligono di tiro) e qualche altro colpo abbastanza sordo (sportelli delle auto compresi). La riproduzione delle musiche è calda ma "trattenuta" e nonostante la buona ampiezza frontale non presenta code o "virtuosismi" di missaggio. Il contributo dei canali posteriori è incoerente: in alcuni passaggi dove ci s'aspetterebbe una grande presenza (es. gli esterni cittadini) il loro apporto è molto “timido”, mentre in altre fasi più "raccolte" (come all'interno delle redazioni o delle centrali di polizia) gli effetti abbondano, pur senza sorprese. Anche per questa poca decisione dei posteriori, è difficile ricordare passaggi "emblematici" d’una colonna sonora nel complesso anonima: spiccano giusto un "raid" dei poliziotti accompagnato dagli elicotteri (con i rumori dei velivoli che fanno il giro di tutti i diffusori) e il prefinale in casa d'un sospettato, dove qualche tuono, la pioggia incessante e alcuni "tonfi" molto diffusi ravvivano l’ascolto. Salvo queste eccezioni, però, è tutta routine e "accompagnamento", per di più d'una qualità non troppo pregevole. Da notare che, come al solito, l'audio originale inglese (dalla stessa codifica e bitrate) è più ampio, alto di volume e definito sulle alte frequenze. Inoltre, ha voci più realistiche e meglio inserite nella scena sonora, oltre che prive di distorsioni o asprezze.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (8 e 1/2 su 10): Extra non molto vari ma corposissimi. Ad ospitarli, un menù a scomparsa che diventa fisso una volta avviato un qualsiasi contenuto. La grafica dell’indice è molto semplice ma chiara e funzionale. In dettaglio, gli extra includono:

Traccia di commento del regista David Fincher

Traccia di commento degli attori Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr. e Brad Fisher e dei produttori James Vanderblit e James Ellroy

Documentario “Zodiac deciphered – la realizzazione del film”, diviso nei segmenti:

- Attenzione per i particolari (5 min.)

- Blue Rock Springs (8 min.)

- San Francisco Chronicle (13 min.)

- L’aula del tribunale (6 min. 30 sec.)

- Presidio Heights (5 min.)

- Lago Berryessa (7 min. 30 sec.)

- Ossessione (8 min. 30 sec.)

Sezione “Previsualizzazione – le tecniche usate nella realizzazione del film”, contenente gli inserti:

- Blue Rock Springs (1 min.)

- Lago Berryessa (4 min. 30 sec.)

- San Francisco (1 min.)

Documentario “Parla Zodiac – Viaggio intorno alla storia”, diviso nei segmenti:

- Lake Herman Road (13 min.)

- Blue Rock Springs (23 min.)

- Lago Berryessa (37 min.)

- San Francisco (30 min.)

Documentario “Indiziato principale: il suo nome era Arthur Leigh Allen” (43 min.)

Trailer cinematografico originale

Il contenuto più “massiccio” ed interessante è senza dubbio il documentario sulla vicenda di Zodiac, anche se questo non riguarda direttamente la lavorazione del film. Diviso nelle quattro sezioni sopraelencate, si distingue per le innumerevoli interviste a tutti i personaggi chiave dell'indagine, comprese vittime, poliziotti e addirittura sospettati. In alcuni casi, le testimonianze sono molto drammatiche, in altre inquietanti e dulcis in fundo non mancano rivelazioni inedite a dir poco sorprendenti. Ad arricchire il documentario, già splendido grazie alle interviste, contribuiscono svariate riprese e foto d'epoca, incluse quelle scattate sulle varie scene del crimine. E ancora, sopralluoghi, ricostruzioni di criminologi, interventi del vignettista Robert Graysmith e confronti fra testimoni che si contraddicono, ad animare 103 minuti elettrizzanti. L'ulteriore inserto sul principale sospettatto Jason Leigh Allen (deceduto prima d'essere processato) segue la stessa linea del documentario principale. Anzi, a ben vedere ne sembra l'estensione e presenta una marea d'ulteriori interviste. Anche queste ultime, drammatiche, rivelatrici e mai ripetitive, tengono inchiodati allo schermo, al punto che i quasi cinquanta minuti di durata sembrano cinque. Come prevedibile, i dietro le quinte sul film sono molto meno appassionanti, anche se piuttosto ben fatti e ricchi di particolari sulla lavorazione. Purtroppo il materiale è un po' disorganizzato e composto per lo più di outtakes: ma il livello è sempre molto alto e le interviste, al regista, ai tencici, agli sceneggiatori e agli attori principali, sono ricche di passaggi istruttivi. Non mancano momenti esilaranti, in cui Fincher dimostra la sua maniacale attenzione per i dettagli d’ogni singola inquadratura. I filmati sugli effetti speciali, infine, non sono altro che storyboard in computer grafica raffrontati, tramite split screen, alle scene finite: carini ma molto dimenticabili. I documentari sul caso Zodiac e su Leigh Allen sono in alta definizione, anche se la qualità video non è eccezionale a causa d'una certa pastosità. Tutti gli altri filmati, invece, sono in definizione standard e presentano una qualità video buona. Tutti gli inserti sono accompagnati da sottotitoli anche in inglese e in italiano, salvo le tracce di commento, come da pessima abitudine Warner.

link a recensioni esterne:
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
Highdefdigest (Bluray olandese)

Scheda del film
Imdb

lunedì 21 luglio 2008

Aeon Flux (Import Usa)

FILM: Fanta/action di matrice antiutopistica, tratto dall’omonima serie animata prodotta da MTV. La trama narra le gesta d’una guerriera anarchica (la Aeon Flux del titolo) impegnata, assieme ad un gruppo d'insurrezionalisti, a rovesciare il regime dei fratelli Goodchild su Bregna, unica città-stato sopravvissuta ad un misterioso olocausto virale. Le peculiarità della serie originaria (10 micro-episodi) spaziavano dall’ambiguità al ritmo ipnotico, fino all'intersezione fra i piani temporali, spirituali e cibernetici dell'esistenza: ma è inutile dire che, di cotanta audacia (culminante nella morte della protagonista al termine d'ogni episodio), nel film ci sono solo i residui, assieme alla passione amorosa fra gli antagonisti Aeon Flux e il governatore Trevor Goodchild (interpretati, rispettivamente, da Charlize Theron e Marton Csokas). L'opera di Karyn Kusama, comunque, non è troppo banale e, soprattutto, evita sconfinamenti nel videoclip o nell’estetica da videogame: merito del buon mix fra azione e sensualità, a cui s’aggiungono la regia delicata, una luminosità da “utopia antibladerunneriana” e la stilizzazione architettonica felicissima. Quest’ultima, assieme all’impronta bioorganica della tecnologia, conferisce un’atmosfera irreale e che fa assomigliare la pellicola ad una “memoria latente”, tipo quelle post sogno. Non a caso, la stessa Bregna sembra come racchiusa in uno "snow-globe", mentre i personaggi sono cristallizzati in un presente all’apparenza idilliaco ma in cui fanno capolino memorie sempre più inquietanti. Tale immaginario, comprendente mondi virtuali e innesti bionici, si sposa bene al tema di fondo che è infatti la necessità di ricordare il passato, o, in altri termini, di svegliarsi dall’illusione che il regime ha imposto, per riappropriarsi d’una imprescindibile transitorietà “biologica”. E, naturalmente, della libertà. Peccato solo che la sceneggiatura trascuri la caratterizzazione dei personaggi e prenda un granchio clamoroso quando accosta memoria e codice genetico, salvandosi in calcio d’angolo per l’alto valore “esistenziale” attribuito alla fandonia. Non piglia granchi, invece, l’erotismo incalcolabile di Charlize Theron, che nei panni d'Aeon Flux trasforma ogni gesto in ammiccamento sessuale, "vellutando" persino le scene d’azione più canoniche. Apprezzabili sono anche l’idealismo non “boccalone” e la corporeità della pellicola, “finta” per necessità ma non plasticosa, ed incline pure al sangue. Alla fine, però, tutto ciò non basta a rendere “Aeon Flux” meno anonimo, tanto che, dopo la visione, esso stesso rischia di diventare una “memoria latente”, seppur abbastanza insolita.

QUALITA' VIDEO (9 e 1/2 su 10): Le immagini 2.40:1 di questo bluray a strato singolo sono uno spettacolo, almeno su un display da 50 pollici come quello utilizzato per la prova. Nonostante l’algoritmo di compressione sia il vetusto Mpeg2, nitidezza e dettaglio del quadro sono di livello stratosferico ed aggiungono al film uno strato d’informazioni del tutto assente nella pur ottima controparte in DVD. Fin dalla prima inquadratura di Aeon (nella scena della mosca) emergono subito la magnifica porosità degli incarnati, oltre alla sottigliezza dei contorni e la spiccata sensazione di tridimensionalità. Subito dopo, fanno capolino colori brillantissimi (nonostante la palette tendente un po’ al blu e all’arancio), ed un contrasto calibrato alla perfezione. Quest’ultimo, infatti, rende le immagini sempre molto accese ma non brucia mai i bianchi e, soprattutto, non lascia che i neri (profondissimi) mangino dettaglio. Tutta la prima parte del film è una lunga demo delle capacità dell’alta definizione: S’osservino, ad esempio, primi piani e campi lunghi del prologo e quindi il contatto “mentale” fra Aeon e il capo dei ribelli, in cui emergono bianchi limpidissimi ed un’estrema pulizia dei volti. Ma si fanno notare anche la sequenza nel “giardino” e, subito dopo, quella in teatro, dove gli incarnati sono caldissimi e taglienti. Ovviamente, però, anche nel resto del film la qualità resta altissima ed anzi sorprende per la costanza di messa a fuoco e nitidezza, entrambe senza la minima sbavatura. Basti pensare alla sequenza nella serra, “setosa”, compatta e con bellissime sfumature blu, o a tutta l’imboscata conclusiva, d’una nitidezza che fuoriesce dallo schermo. Senza contare le varie sequenze delle “riunioni” (nella sala con le colonne e le poltrone rosse), graziate da una precisione ed una “robustezza” delle tinte con pochi eguali. Nonostante l’origine digitale del film, l’immagine ha una trama straordinariamente cinematografica ed è coperta da una grana iperfine che aumenta ancora di più la sensazione di dettaglio. L’effetto è pregevolissimo, salvo forse in qualche passaggio con colori accesi, dove emerge un lieve rumore video. A voler essere pignoli, in qualche inquadratura si nota una consistenza più “pastosa” dei volti (es. l’incontro fra Aeon e la sorella), anche se solo per le particolari condizioni di ripresa e fotografia. La fase ambientata nella prigione (che è in condizioni estreme di luminosità) mette in evidenza anche un certo livello d’edge enhancement, comunque mai allarmante, mentre alcune aree di colore molto vaste e uniformi presentano qualche lieve posterizzazione (effetto caratterizzato da sfumature non graduali di colore). Niente di terribile, anche se, su diagonali “da videoproiettore” (100 pollici in su) quest’ultimo difetto potrebbe farsi più evidente. In ogni caso, va precisato come sia le posterizzazioni che le “aureole” da Edge enhancement si contino sulla punta delle dita e, almeno su un display da 50 pollici, non guastino una resa video che esalta dal primo all’ultimo fotogramma.

QUALITA' AUDIO (9 su 10): L’audio inglese DTS a 1,5 Mbit è spettacolare quasi quanto l’immagine e si caratterizza per un alto volume di registrazione, la pienezza dei bassi sui canali principali e il mix particolarmente vivace. Quest’ultimo, anima le scene più movimentate con ambienza ed effetti attivi anche sui canali posteriori, e satura l’ambiente d’ascolto con un’energia esemplare. Come prevedibile, data la premessa, il fronte anteriore è ampio e separatissimo e conta su panning iperspettacolari. La nitidezza degli effetti laterali è sempre ottima e priva di distorsioni. Inoltre, conta su mediobassi molto violenti ma assolutamente non fastidiosi. Allo stesso modo, il canale centrale è inserito in maniera compatta nella scena sonora e presenta voci molto “solide” ma delicate. Su tutte, in particolare, stupisce proprio quella della protagonista Charlize Theron, definita e “piena” fin dal prologo narrato in fuori campo. Il livello di fruscio è bassissimo anche nei passaggi molto silenziosi, cosicché i più minuscoli effetti d’ambienza emergono con grande realismo, mentre la riproduzione musicale spicca per calore ed ampiezza. I canali posteriori sfoggiano la stessa dinamica aggressiva dei canali frontali e in più stupiscono con panning (fronte retro o destra sinistra) d’una precisione millimetrica. S’ascoltino, ad esempio, quelli con la mosca durante la prima scena, o quelli durante l’attacco al centro di comunicazione. Il risultato è davvero emozionante ed impreziosito da un sound design ricco di “sperimentazioni”, come tipico dei film di fantascienza più curati. Sempre i canali posteriori, poi, intervengono con qualche effetto vocale ed aggiungono ulteriori deflagrazioni nelle scene d’azione (es. durante l’attraversamento del giardino, nello scontro a casa di Trevor e nella scena col dirigibile): il tutto sempre con una separazione ed un senso di “distanza” sbalorditivi. Il subwoofer rende tellurici i “botti” più spettacolari ma rinforza, senza la minima sbavatura, anche le scene con la sola ambienza (es. durante la fuga in metropolitana). In ogni caso, questa di Aeon Flux è la tipica traccia audio che si potrebbe ascoltare anche a sub spento, tanto è pronunciata la capacità dei canali principali di saturare il locale d’ascolto. Peccato solo per un’ impostazione tonale lievemente “cavernosa”, che fa sembrare l’audio un po’ meno “caldo” rispetto a quello di titoli come X-men 3 o Resident Evil Apocalypse: ma davvero si tratta d’un pelo nell’uovo, in confronto alla resa generale.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (6 e 1/2 su 10): Racchiusi in un bel menù principale animato con scene del film, gli extra sono buoni ma non eccezionali. A conti fatti, si tratta degli stessi contenuti già inclusi nelle passate edizioni americane su HDDVD e DVD ma assenti nella versione su DVD italiano edito dalla 01. In dettaglio, trovano posto:

Traccia di commento della protagonista Charlize Theron e della produttrice Gale Anne Hurd.

Traccia di commento degli sceneggiatori Phil Hay e Matt Manfredi.

Featurette “Creating the world: Aeon Flux” (21 min.)

Featurette “The locations of Aeon Flux” (15 min.)

Featurette “The stunts of Aeon Flux” (9 min.)

Featurette “The costume design workshop of Aeon Flux” (14 min.)

Featurette “The craft of the set photographer on Aeon Flux” (4 min.)

Trailer cinematografico

Preview

La featurette principale è piuttosto interessante e testimonia, con ricchezza di dettagli, il passaggio dal cartone animato al film. Inoltre, presenta molti piacevoli stralci di dietro le quinte, considerazioni non banali sull’aspetto del film e svariate interviste ai protagonisti. Anche l’inserto sulle location si difende bene, visto che svela molti gustosi retroscena sugli edifici berlinesi utilizzati come set, mentre stupisce quello sugli stunts, dove emerge la duttilità d’una Charlize Theron iper atletica. La featurette sui costumi, invece, è abbastanza noiosa, mentre la “clip” sul fotografo di scena è originalissima (dato che tale figura viene presa raramente in considerazione nei documentari) ma davvero troppo breve. Tutte e cinque le featurette sono in definizione standard e vantano una qualità video buona. Trailer e preview dei Bluray Paramount, invece, sono in HD ed hanno un video eccellente. Tutti gli extra, escluse le tracce di commento, includono sottotitoli in inglese, spagnolo e francese.

link a recensioni esterne:
Forum AV Magazine (Bluray americano)
DVD Talk (Bluray americano)
DigitalAudioVideo (Bluray americano)
DVD Town (Bluray americano)

Scheda del film
Imdb