FILM: Teso action-bellico con cui Kathryn Bigelow riprende il suo discorso sulla dipendenza da adrenalina. Lo scenario è quello dell’Iraq, in piena seconda guerra del golfo, il protagonista, invece, è il soldato americano William James, artificiere abilissimo nel disinnescare bombe e che ad ogni missione si getta nel pericolo senza preoccuparsi delle conseguenze. Spettacolare ma non baracconesco (sebbene la Bigelow ritragga certi aspetti della battaglia con una punta di fascinazione), ha un andamento “episodico” che immerge in sequenze action quasi sempre estenuanti per la pressione emozionale, e mai gratuite. Ad esempio il prologo (in cui fa un cammeo il Guy Pierce di Memento) definisce il carattere degli artificieri e del pericolo a cui vanno incontro, la prima missione di James, invece, fissa i rapporti fra i vari protagonisti, mentre il duello fra i cecchini (che comprende un secondo cammeo, questa volta di Ralph Fiennes) comporta l’”iniziazione” del soldato più giovane. Lo stile registico è da “cinema verità”, zeppo com’è di sgranature, sballottamenti e zoomate schizofreniche: tuttavia, l’impronta resta molto personale, come dimostrano la capacità di contestualizzare certe emozioni in poche inquadrature e le soggettive che immergono lo spettatore nell’armatura del protagonista artificiere. Come anticipato, il registro è più drammatico che spettacolare, anche se la Bigelow si guarda bene dal realizzare l’ennesimo film di denuncia e tantomeno un “reportage di lusso” sulla falsariga del cronachistico e patinato Black Hawk Down di Ridley Scott. Alla regista ex moglie di James Cameron, infatti, non interessano né la politica né la (solita) retorica antimilitarista, ma piuttosto le ossessioni del suo personaggio sempre sul filo del rasoio: su tutte, quella per il pericolo, e lo spingersi al limite, ma ci sono anche la smania di controllo e, anche se più implicita, di un’onnipotenza che però è tutta illusoria (come dimostra la sequenza della “vendetta privata”, che s’impernia sulle congetture sbagliate del soldato William e sulla sua presunzione di poter risolvere le “trame” d’un conflitto che, per sua natura, non può averne). In virtù di questa prospettiva, il contesto bellico non ha un ruolo predominante ma è piuttosto una condizione esistenziale (e addirittura desiderabile) per chi, come William, si compiace ed è attratto inesorabilmente da ciò in cui riesce meglio, anche se si tratta di schivare proiettili e disinnescare bombe. L’attore Jeremy Renner è azzeccatissimo come protagonista (sia per la pacatezza che per l’espressione solo leggermente spiritata) e prosegue la sua carriera fatta di ruoli militari: in Swat, infatti, era il sergente decaduto Brian Gamble, in 28 giorni dopo era un cecchino “pentito” dell’esercito americano, mentre qui è un soldato “adrenaline addicted” dall’insospettabile umanità, privo di paranoie o manie omicide ma incapace di sottrarsi ad una natura spericolata (o, volendo, “esibizionista”) che gli fa scordare persino la famiglia. E con essa, gli altri veri valori della vita. La parte finale (dall’ultima missione ai titoli di coda) conferma l’ingovernabilità delle “passioni” di William e, nella sua anticlimaticità, ha valenza tutt’altro che patriottica. In più accomuna, in modo inconsapevole ma stupefacente, il soldato William James al Randy “The Ram” Robinson di The Wrestler. Gli (anti)eroi dei due film, infatti, scelgono d'alienarsi per seguire la loro natura e si (ri)chiudono in una corazza (“muscolare” per Randy e scafandrata per William James) che però esterna tutta la nudità del loro animo insondabile.
QUALITA' VIDEO (7 e 1/2 su 10): La fotografia di The Hurt Locker è particolarissima e, per sua natura, molto difficile da traslare in homevideo. Il film, infatti, è girato in 16mm (formato già di per se meno nitido e definito della normale pellicola) e quindi stampato a 35mm per la proiezione cinematografica. Inoltre, le riprese sono quasi sempre mosse, piene di zoomate da lunga distanza e coperte da una grana (comunque tipica del formato 16 mm) che a volte diventa molto “sabbiosa”. Ciononostante, il file VC1 approntato per questo Bluray convoglia le immagini del film in modo eccellente e cioè senza introdurre artefatti o alterare minimamente la fotografia originaria. Le sequenze del primo disinnesco mettono subito in evidenza le caratteristiche di ripresa sopracitate ma presentano anche una definizione appagante, a tratti: ad esempio, in certe inquadrature del robot cingolato e, soprattutto, sui primi piani dei soldati protagonisti. Sempre all’inizio, si possono già notare il livello di contrasto discreto, la tendenza cromatica al giallastro/marrone e l’impatto “diffuso” degli sfondi, soprattutto quelli urbani. In seguito, le caratteristiche del trasferimento non cambiano significativamente ed alternano passaggi dalla consistenza più “fangosa” (ancora una volta riconducibile al formato 16mm) ad altri decisamente più nitidi, soprattutto nei campi medi e nei primissimi piani (di cui il film abbonda). La luminosità è ottima e addirittura abbagliante, anche se in molte scene (ad esempio alla base americana o durante l’ispezione dell’edificio nella scena del “corpo bomba”) le riprese in controluce sono molto “diffuse”, perdono incisività e presentano figure con “aureole” arancioni. Per contro, i contorni in alcuni totali urbani riescono ad essere più netti e la definizione (di case, minareti ed altri edifici) si fa più precisa e tipicamente HD, nonostante la grana pesante e la minore nitidezza della ripresa 16mm. Come esempi, si osservino la prima scena con l’humvee nel traffico e quindi la sequenza nella sede delle nazioni unite. Sempre quest’ultima scena, fra l’altro, dimostra come i colori desaturati (ma tendenti al giallo arancione) non siano comunque privi di chiazze dalla notevole intensità: soprattutto di rosso, come nel caso del fuoco, delle esplosioni, di certi vestiti, o degli estintori. Il nero è generalmente profondo anche se in qualche scena (come quella della cisterna esplosa) tende a mangiarsi qualche piccola porzione d’immagine. In ogni caso, ciò non significa che le svariate scene notturne (due quelle principali) non abbiano una buona resa. Su tutte, spicca quella del raid “personale” di William in pieno centro cittadino, dove alla buona tridimensionalità s’accompagno una piacevolissima dominante turchese, un maggior “calore” generale e la nitidezza dei primi piani. Primi piani ottimi anche nelle svariate scene in interni: da quelle iniziali nella sala di ritrovo (durante i dialoghi fra il soldato più giovane ed il dottore) a tutte quelle nei veicoli. Peccato solo per la lieve mancanza di tridimensionalità, dovuta, come il velo “anticato” delle immagini, al menzionatissimo 16mm. Come già detto, la grana è abbastanza grossa e costante lungo tutto il film ma si attenua, per qualche inquadratura, in sequenze molto luminose (il duello fra cecchini, che fra l’altro include altri primi piani eccellenti), per accentuarsi in quelle coperte di fumo. In ogni caso (ed è questo che conta) la sua consistenza è sempre naturale e non viene mai “sciolta” dalla compressione. Del tutto assenti l’edge enhancement e, per fortuna, il filtro di riduzione del rumore. Qualche “srfigolio” sospetto appare nelle due celebri scene al ralenty (quella dell’esplosione iniziale e quella del proiettile che cade): ma a giudicare dalle immagini (peraltro pulitissime e dalla resa spettacolare) sembrerebbe più un effetto determinato dalle riprese, effettuate, forse, con camere digitali (o comunque diverse dalle solite 16 mm). Come ovvio, questo piccolo “glitch” non inficia la resa d’un video ben trasferito, di sicuro fedele a quello della pellicola originaria e limitato, nel “wow factor”, solo da scelte fotografiche volutamente “smorzanti”. Curiosità:: il video di questo disco è risultato molto simile, come “trama”, consistenza e fotografia, a quello di “Factory Girl” (già recensito sul blog), altro film che, in effetti, è stato girato in 16 mm e poi “gonfiato” a 35 (con però alcuni inserti in DV cam). Nonostante la forte somiglianza, però, il video di Hurt Locker si è comunque rivelato più “preciso”, luminoso e definito, e con moltissimi primi piani spettacolari che invece erano meno presenti in Factory Girl. Anche per questo motivo, la valutazione dei due comparti video è diversa.
















Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (8 e 1/2 su 10): L’audio italiano DTS HD MA (ascoltato però in DTS semplice) è un ottimo compendio alle immagini e sebbene non sia fra i più dirompenti (anche perché, paradossalmente, il film è spesso silenzioso) fornisce un coinvolgimento spettacolare e realistico. Fin da subito, risaltano almeno tre caratteristiche positive della traccia: la prima è la qualità ottima delle voci sul canale centrale, nonché il realismo con cui riecheggiano, quando richiesto, anche sugli altri diffusori. La seconda è l’assenza quasi totale di fruscio, mentre la terza consiste nella vivacità del mix, che è ricco di piccoli rumori ambientali, passaggi di veicoli, velivoli ed insetti (!) anche sui canali posteriori. Il tutto, peraltro, con una dinamica eccellente ed una separazione marcatissima. Come ovvio, per un film di questo tipo, scoppi, spari ed altri rumori tipicamente “bellici” non mancano e sono ben riprodotti dai canali frontali. Questi ultimi, peraltro, emettono un suono particolarmente ampio che si esplicita in panning marcatissimi ed effetti molto “avvolgenti” anche quando i diffusori posteriori non sono chiamati in causa. Ciò è evidente, ad esempio, durante tutte le scene alla base americana (ad esempio il passaggio dei veicoli), o ancora nelle sequenze urbane e in quelle nel deserto. Medi e alti sono perfetti, e, soprattutto durante gli spari, danno vita a bordate esaltanti. Ma anche certi rombi degli elicotteri saturano la stanza con una pienezza esemplare. I bassi non sono da meno ed emergono, come prevedibile, durante le varie esplosioni, con punte record nella sequenza con il dottore, dove anche il subwoofer produce il “tuono” più tellurico e secco allo stesso tempo. Sempre il subwoofer, comunque, sonorizza con efficacia i rumori d’alcuni motori, gli spari dei calibri più grossi (esemplari quelli dei vari fucili 50 millimetri nella scena dei cecchini) e persino i “palpitii” delle musiche più drammatiche. Nello scoppio finale, però, ci si sarebbe aspettati un coinvolgimento maggiore, e forse anche in quello iniziale, che però è volutamente “sottotono” per l’impostazione un po’ surreale della scena. Come anticipato, i posteriori lavorano in modo incessante e fanno la differenza nelle scene meno chiassose del film, peraltro predominanti, vista l’indole più “tesa” che movimentata della pellicola. Gli effetti, isolati o in “movimento”, sono d’una varietà notevole: si va dal respiro di Guy Pierce nella scena iniziale (mentre è nello scafandro) agli squilli di telefono nella scena alla sede della nazioni unite, passando per i molti velivoli, le sirene, le voci della folla ed alcuni spari capaci di far saltare dalla poltrona. La dinamica di tutti questi effetti, come scritto all’inizio, non ha nulla da invidiare a quella riscontrabile sui canali anteriori, nonostante il volume leggermente più basso. Davvero poca la differenza, in termini di mix, con la traccia inglese: l’impostazione è in tutto e per tutto analoga, anche se le voci risultano ancora più definite e realistiche di quelle italiane, comunque già molto “piene” e così nitide da sembrare “fuori dai diffusori”. Da notare, però, che la traccia inglese ha il bitrate variabile, mentre quello della traccia italiana pare fisso ad 1,5 Megabit (almeno stando alla indicazioni della Playstation 3, cioè uno dei due “lettori”, l’altro è il Sony BDP S500, sui quali è stato testato il disco).














Altri screencapture dopo il commento agli extra.
QUANTITA'/QUALITA' CONTENUTI EXTRA (5 su 10): Gli extra, uguali a quelli del DVD italiano, sono racchiusi in un discreto menù composto da interfaccia di selezione sovrapposta a scene del film in movimento. Accessibili anche durante il film, tramite barra “a scomparsa”, includono:
Making of (SD, 12min. 23sec.)
Sezione “interviste” comprendente interviste a: - Jeremy Renner (SD, 2min. 19sec.) - Anthony Mackie (SD, 2min. 16sec.) - Guy Pierce (SD, 3min. 55 sec.) - David Morse (SD, 2min. 6sec.) Backstage (SD, 12 min. 55 sec.) Credits |
Il making of consiste in un collage d’interviste a cast e troupe effettuate durante le riprese (in particolare a Kathryn Bigelow e ai protagonisti) e non è molto rivelatorio. In più, è davvero troppo breve e addirittura confusionario, visto che le risposte degli intervistati sono molto frammentate dal montaggio. Se non altro, il medesimo making of include qualche piacevole outtake delle riprese e degli scenari della Giordania, cioè il paese in cui il film è stato girato. Le interviste “singole” aggiungono poco altro a quando già visto nel making of: ancora una volta, la durata è troppo esigua, mentre l’origine/scopo degli spezzoni è soprattutto promozionale. Inoltre, l’impressione è che alcuni attori (soprattutto quelli presenti nei cammeo, tipo Guy Pierce o David Morse) non sappiano proprio cosa raccontare, a parte la loro scontata ammirazione per Kathryn Bigelow. Il backstage, infine, racchiude una sfilza di outtakes abbastanza brevi ed insignificanti, oltre che montati in maniera un po’ fastidiosa (ognuno è inframezzato da una breve schermata nera). Da ricordare giusto quelli, fra l’altro numerosi, in cui si vedono le cineprese 16mm usate nella lavorazione. Tutti gli extra hanno una qualità video sufficiente (con ovvi crolli, data l’origine per lo più “amatoriale”) e sono sottotitolati in italiano.
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AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Movieplayer (Bluray italiano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Decoder + cuffie 5.1 Sharkoon X-tatic Digital