Film: Tango & Cash è probabilmente l'ultima action comedy poliziesca anni '80. A interpretarla, due icone dell'epoca quali Sylvester Stallone e Kurt Russel: Il primo è un detective elegantissimo e sempre sotto i riflettori, il secondo, invece, è un collega più "selvatico" e dai metodi spicci. Eterni rivali a Los Angeles, i due sono costretti ad unire le forze quando vengono incastrati da un misterioso boss del crimine: prima per evadere dal carcere (dove sono finiti dopo un processo per omicidio), poi per acciuffare il criminale che voleva distruggerli. Diretto, nel 1989, da Andrei Konchalovsky, il film punta tutto sul contrasto fra i due protagonisti (ricalcando ogni stilema del "buddy cop movie") e all'inizio funziona, complice la riuscita "presentazione" dei due detective, le molte battute autoironiche e la regia ispirata. Anche la parentesi processuale e quella carceraria, assurde ma spassose, reggono, mentre l'ultima parte paga il pegno d'una sceneggiatura così approssimativa da sembrare rimaneggiata. In questa fase, molti passaggi non hanno raccordi (i vari spostamenti di Tango & Cash, la cattura del tirapiedi) mentre altri, come la fuga di Cash dal club, o le visite all'inventore "bondiano", sono troppo comiche ed implausibili, anche considerando il tono scanzonato. Come se non bastasse, Il finale poggia su un "assedio" (prima automobilistico, poi "fisico") montato rozzamente e senza adrenalina, seppur colmo di scene spettacolari. A salvare la baracca, fin quasi a rendere Tango & Cash un autentico "scult" del genere, accorrono elementi che conferiscono una singolare, quanto "festosa" varietà al film. Su tutti, lo stuolo incredibile di caratteristi: si va dal mitico Brion James (uno dei replicanti di Blade Runner, scomparso, a soli 54 anni, nel 1999), ad una giovanissima (e carinissima) Tery Hatcher, passando per Michael J. Pollard, Robet Z'Dzar (noto per la sua incredibile mascella) e James Wong (altro coprotoganista in Blade Runner). Ma ci sono anche le armi "sopra le righe" (il revolver di Cash), un fuoristrada da era spaziale, le molte location, la battuta di Stallone contro Rambo, e l'irresistibile tema funky composto da Harold Faltermeyer. Senza contare certe espressioni di Stallone al limite del ridicolo (in varie scene sembra sul punto di scoppiare a ridere), e, soprattutto, un cattivissimo Jack Palance che gigioneggia con due sorci in mano. Peccato però che il suo personaggio, come vari altri, resti troppo fuori campo e non instauri una connessione, con i protagonisti e con il pubblico, che renda la sua dipartita più adrenalinica. D'altro canto, proprio la mancanza d'adrenalina (compensata però da un alto tasso di divertimento) è il difetto maggiore di questo frullato di buoni ingredienti mal legati fra loro.
QUALITA' VIDEO (7 e 1/2 su 10): Il video 2:35:1, compresso in VC1 su Bluray a strato singolo (file audio/video da circa 20,6 Gigabyte) non è di quelli da lustrarsi gli occhi ma fa il suo dovere e convoglia le immagini di Tango & Cash con grande rispetto della ripresa originaria. Ciò significa che, per tutto il film, la "trama" della pellicola è ben visibile, assieme alla sua peculiare grana, abbastanza evidente ed un po' "sporca", a volte, ma quasi sempre naturale e non deleteria per il dettaglio (di cui, anzi, la grana stessa fa parte). In particolare, proprio il dettaglio appare abbastanza "sottile" e a volte persino tagliente, soprattutto quando sono inquadrati veicoli, scorci urbani (non molti, per la verità) o altri totali di vario genere. La porosità del quadro è buona ed emerge, a volte, anche in modo evidente sulle "texture" dei volti. Come esempio, si possono apprezzare, fin dalle primissime scene, proprio il volto di Stallone e quindi dei suoi colleghi poliziotti, poi quello di Kurt Russel nella scena del parcheggio. Sempre nella scena del parcheggio emergono con chiarezza altre caratteristiche del trasferimento, e cioè il buon rapporto del contrasto ed un livello del nero discreto, anche se talvolta penalizzato (come nella sequenza del pedinamento) da occasionali "schiarite", affogamenti di dettaglio o sporcizia. Tali oscillazioni del nero (che trasmette anche un sporadica sensazione di "invecchiato") sono presenti anche nella fase in galera (quasi tutta notturna) ma non costituiscono mai un problema rilevante. La ripresa anamorfica ha molti totali e piani medi non perfettamente a fuoco, o distorti ai lati: è il caso, ad esempio, del primo totale sull'installazione del cattivo e quindi nella prima sequenza fra Tango e Kiki (Teri Hatcher): ma ce ne sono altri nella fase processuale (dove, per contro, ci sono alcuni primi piani fra i più spettacolari, assieme ad altri nella prigione) e in varie sequenze in interni, dova fa capolino anche una certa sporcizia. A livello cromatico, si segnala un buon calore degli incarnati (come tipico di molti titoli Warner) anche se, a ben vedere, l'impostazione generale è abbastanza fredda, con addirittura un evidente viraggio al blu di molti passaggi. Ad esempio tutti quelli in prigione, ma anche di quasi tutti gli esterni diurni e dell'ultima parte, dove il giallo delle esplosioni è parecchio "gelido", assieme al bianco di certi sfondi. Per fortuna, tale viraggio non impedisce alle tinte più rossastre di risaltare: si notino, ad esempio, le luci dell'auto nella scena iniziale del garage (col russo che sbraita), oppure l'arancione delle divise di Tango & Cash durante l'arrivo in prigione. A livello di pura nitidezza, restano nella memoria proprio la scena iniziale del garage, ma ce ne sono molte altre nella già citata fase processuale (il dialogo fra Tango e l'avvocato), e in quella nella prigione (i primi piani su "Slinky" e sul "camionista" sfottuto da Stallone). Seguono quasi tutte le inquadrature di jack Palance (molto piacevoli le scene nel suo covo), la parte con Cash al club di Kiki (ottimi i suoi primi piani "en travestì") e quelle con Stallone a casa dell'agente corrotto. Peccato che, a tutte queste ottime scene, se ne aggiungono altre forse un po' troppo sgranate (lo svelamento del super fuori strada, i combattimenti corpo a coropo del finale, le inquadrature iniziali nel camion): anche se, considerato il numero delle scene ben riprodotte, la loro rilevanza è bassa. in qualche scena con forti contrasti (quelle iniziali con Tango su sfondo chiaro) emerge un quantitativo d'edge enhancement non proprio trascurabile, mentre alcune fasi più movimentate, o complesse, sembrano risentire della compressione, assumendo una consistenza appena più "plasiticosa". Infine qualche contorno, soprattutto di scene in interni, si sfarina un po' e risulta meno preciso, seppur esente da aliasing. Per contro, le immagini appaiono sempre prive del malevolo DNR (filtro di pulitura digitale) e, proprio grazie a questo fattore, risultano sempre abbastanza naturali e cinematografiche.




















Altri screencapture dopo il commento sull'audio.
QUALITA' AUDIO (ING: 7 su 10, ITA: 5 e 1/2 su 10): L'audio inglese Dolby True HD (ascoltato per primo e per intero) accompagna il film in modo esaltante, all'inizio: la musica introduttiva è aperta è definita, i bassi sono potenti sia sul canale centrale che sul subwoofer e gli alti sembrano parecchio brillanti. Subito dopo però, la qualità si ridimensiona e pur non crollando si attesta su livelli solo più che sufficienti - quasi buoni. Il volume di registrazione, che all'inizio sembrava altissimo, cala parecchio, anche se la qualità della riproduzione musicale resta elevata. In più, sempre le musiche producono delle eco abbastanza presenti sui canali posteriori, senza però scatenarsi con effetti stereofonici. Il fronte anteriore, predominante, è molto separato e presenta gli effetti (dei veicoli, degli urti, degli spari etc.) con buona convinzione, stacco e libertà di panning sinistra destra. Gli alti sono abbastanza puliti (anche se si avverte un po' di fruscio), i medi tengono, mentre i bassi, sui diffusori frontali, sono un po' scarichi. A questa mancanza, però, sopperisce il subwoofer, che sottolinea con buona decisione tutti i botti principali e "secondari" (dallo sfondamento iniziale del parabrezza, nella scena del camion, alle esplosioni dell'ultima parte). Il centrale è molto localizzato e riproduce gli effetti con dinamica analoga a quella dei diffusori laterali. Inoltre, presenta voci abbastanza realistiche e calde, seppur non prive di distorsioni. In particolare, quelle dei proatogonisti hanno un andamento altalenante ed alternano passaggi ottimi (forse perchè doppiati in studio) ad altri più gracchianti (probabilmente perchè in presa diretta). A livello di coinvolgimento, le scene d'azione sono abbastanza appaganti, sebbene non abbiamo quella "spinta" tipica delle soundtrack odierne. Come esempio si prenda la prima sequenza nel garage, ricca di collisioni fra auto e spari che però non hanno il "punch" sperato. Lo stesso dicasi per la "scena madre" conclusiva, dove, nonostante l'ottima separazione e la buona tridimensionalità, il suono non riesce a saturare la stanza (salvo per le esplosioni di cui s'è detto sopra) e rischia più volte di farsi chiassoso. La fuga di prigione, invece, sembra avere una marcia sonora in più e questo per tre motivi: l'ottima resa delle musiche, la pienezza di certi effetti frontali (es. le pale di ventilazione) e l'ambienza degli effetti temporaleschi, ovvero pioggia e, soprattutto, qualche tuono ben "assestato". Rimanendo sull'ambienza, si segnala il lavoro solo discreto dei canali posteriori, abbastanza limitati in dinamica e con solo qualche rarissimo panning sicuramente ricreato in studio (la soundtrack originale nasce in Dolby Stereo). Quanto all'audio italiano (ascoltato a campione), basti dire che, come accadeva con le versioni VHS e DVD del film, la stereofonia frontale è inesistente (tanto da far pensare ad un errore di missaggio ereditato dalle precedenti edizioni homevideo) e la dinamica un po' ovattata. Il volume è ancora più basso, mentre le voci, seppur abbastanza pulite è ben collocate sul centrale, sono un po' scariche e non esenti da saturazioni. I medio alti sono accettabili ma tendono a "cedere" nelle scene d'azione, mentre i bassi sono meno profondi e salvati giusto dal subwoofer, che in vece è potente. Infine, i canali posteriori sono monofonici e più "appannati" che nella traccia inglese, e riproducono giusto qualche eco abbastanza debole. La codifica è un semplice Dolby Digital 5.1 da 640 kbit, che probabilmente toglie ulteriore nitidezza alla traccia.In definitiva, chi non ha problemi con l'inglese dovrebbe optare per l'ascolto di quest'ultima traccia, senza dubbio più coinvolgente di quella italiana.
























Altri screencapture dopo il commento agli extra.
QUALITA' CONTENUTI EXTRA (2 su 10): Solo un trailer HD di qualità infima, con però svariate scene inedite del film. Tali scene, peraltro, hanno tutta l'aria d'essere introduzioni alternative dei protagonisti, viste alcune analogie con quelle poi utilizzate nel film. In fondo alla recensione, alcuni capture dalle sequenze.
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AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
DVD Talk (Bluray americano)
Blu-ray.com (Bluray americano)
Hardware con cui vedo e ascolto i Blu-Ray (in giallo quello usato per recensire il titolo):
- DISPLAY
Panasonic plasma FULL HD 55' 3D TX-P55ST50E
Panasonic plasma FULL HD 50' TX-P50S20
Panasonic plasma FULL HD 46' TX-P46U20
Panasonic plasma HD READY 50' TH50-PV60
Panasonic plasma HD READY 42' TH42-PX7
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-980
Epson proiettore LCD FULL HD EMP TW-680
LETTORI
Sony Playstation 3
Sony BDP S-500
Sony BDP S-550
Samsung BDP 1400
Samsung BDP 1500
AMPLIFICATORI + DECODER + DIFFUSORI
Onkyo TX DS-676, Jbl Tlx 500 (centrale), Jbl tlx 700 (frontali, posteriori), Jamo X5 (subwoofer attivo)
Onkyo TX DS-555, Technics Sh-500, Technics Sb-ca21 (frontali), Wharfedale Modus 3 (posteriori), infinity ref. 100 (centrale)
Sony str-db 830, sistema satelliti + subwoofer Jbl Scs 140
CUFFIE
Decoder Sony MDR-1000 + cuffie Sony MDR-XB600
Decoder + cuffie Sony MDR-6500
Decoder + cuffie 5.1 Sharkoon X-tatic Digital