martedì 9 settembre 2008

Interceptor: Il guerriero della strada (Mad Max 2: The Road Warrior)

FILM: Sequel di Mad Max, diretto sempre da George Miller e con Mel Gibson nel ruolo di protagonista. Ambientato, ancora una volta, in Australia, trae le fila da una catastrofe nucleare e narra la lo scontro fra gli abitanti d'una fortezza-raffineria e l'orda di barbari che li assedia senza sosta, per sterminarli e impadronirsi della loro preziosissima benzina. In mezzo al conflitto finisce Mad Max, combattente senza bandiera che, indotto prima dal miraggio del carburante, poi dai suoi ideali, aiuta gli asserragliati del forte a scappare verso una nuova patria. Rispetto al capitolo originale, che vantava una straniante commistione fra poliziesco e road movie, questo vira al fantasy post apocalittico, risultando meno affascinante. Tuttavia, schiettezza della storia e carisma dei personaggi, uniti alle ampiezze del deserto australiano, ne fanno un sequel anche più godibile del predecessore. Fra rimandi western (L'assedio, la frontiera, l'assalto al convoglio) e un'estetica "medievale", la pellicola è imperniata sulla lotta contro la tirannia ed una schiavitù che, prima ancora d'essere "sociale", è soprattutto psicologica. Buonismi e scontatezze, però, non eccedono ed anzi lasciano il posto ad un pessimismo esistenziale che riecheggia ben oltre il lieto (ma incerto) epilogo: la sceneggiatura, infatti, ritrae un mondo postatomico in cui la civilizzazione è ancora subordinata all'accumulo di ricchezza e la sconfitta del male non porta alcun beneficio se non la possibilità di fuggire verso l’ignoto. Il senso di crudezza, assieme alle molte bizzarrie e alla cura per i dettagli, mantiene un'atmosfera ruvida quanto evocativa e dona credibilità ai personaggi, anche quando presentano tratti o demenziali (il pilota di girocottero, il bambino selvaggio) o sopra le righe (il capo dei "barbari" e il suo secondo). Il Mad Max di Gibson è una canaglia alla Han Solo, anche se più ambiguo e quindi più in linea con l'atmosfera leggendaria ma "antifiabesca" stabilita fin nella bellissima introduzione. Magnifiche tutte le sequenze stradali: dal primo rasoterra, che scartavetra la visuale dello spettatore, fino all'assalto della cisterna, culmine d'un modo brutale d'intendere l'azione che ha influenzato due decenni di cinema. Emblematico, invece, il prefinale con la scoperta della sabbia, in cui si riafferma la centralità dell'opportunismo anche fra chi si proclama "civilizzato".

QUALITA' VIDEO (8 su 10): Sebbene proponga un film con ventisette anni sulle spalle, il Bluray di Interceptor vanta immagini di buonissimo livello e così "fini" da mettere in imbarazzo la resa di certe produzioni attuali. Per la verità, i primi minuti "riassuntivi" in formato 1.33:1 non promettono nulla di buono, dato che la definizione è bassa e i colori sono slavati: ma non appena il quadro passa al 2:35:1, l'immagine si fa tagliente e il dettaglio sottilissimo. Gli sfondi e i particolari delle auto vantano una trama molto accentuata, mentre i volti sfoggiano la "porosità" tipica dell'alta definizione. Anche il senso di tridimensionalità è molto alto e, per una volta, la patina "cerulea" che affligge molti trasferimenti Warner è pressoché assente. Eccellenti i primi piani iniziali su Mel Gibson e, subito dopo, quelli sul pilota di girocottero. Allo stesso modo, si distinguono i totali desertici e tutti quelli che "contornano" le varie sequenze ambientate nella fortezza-raffineria. Fra questi ultimi, entusiasmano quelli durante la scena in cui gli "Homungus" propongono la tregua, zeppi d'automobili e persone sullo sfondo perfettamente distinguibili. E sempre a livello di definizione, appaga il dettaglio sul bimbo primitivo, sul cane di Mad Max, sui rottami delle auto, sull'asfalto e su tutte le strutture che costellano il deserto (anch'esso vibrante di particolari come rocce e sabbia). I colori non sono mai sgargianti ma sempre molto naturali, con in testa gli incarnati e il bellissimo azzurro del cielo. Fa eccezione solo l'arancio, durante le varie scene con fiammate o esplosioni. Molto buono il livello di contrasto, mentre la luminosità è, in qualche caso, un po' troppo elevata, come testimonia anche il livello del nero non bassissimo nelle sequenze notturne (comunque poche). In compenso, sempre il nero non nasconde mai dettagli, anche se, nelle suddette scene buie (soprattutto quella durante il viaggio di Max con il carburante) fa capolino una forte grana mista a rumore video. Sempre la grana, questa volta finissima, compare in molte scene con media luce: ma si tratta d'una precisa caratteristica della pellicola che non solo accentua il senso di definizione ma attribuisce al quadro un impatto ancora più cinematografico. Per quanto scritto fino ad ora, questo video meriterebbe una valutazione prossima ai vertici: ma alcuni difetti (oltre al già citato rumore durante le fasi notturne) abbassano inesorabilmente la valutazione. Ad esempio, in molte scene prossime ad una dissolvenza, o al cambio di bobina, la definizione cala parecchio, mentre l'equilibrio cromatico si altera. In altri passaggi, invece, la ripresa s'incupisce impastando un po' i volti, mentre in qualche totale la messa a fuoco non è del tutto uniforme a causa del formato anamorfico Panavision. Infine, le sequenze più scure hanno un nero incostante (e chiazzato di blu), mentre quelle più illuminate mettono in evidenza un livello non trascurabile d'edge enhancement. Senza tali difetti, il video compresso in VC1 avrebbe raggiunto livelli di riferuimento: ma anche così è bellissimo da vedere e dimostra l'indiscutibile validità dell'alta definizione quando opera su film "vecchi". Inutile dire che la distanza dal pur buon DVD è siderale.

QUALITA' AUDIO (4 e 1/2 su 10): Con l'audio italiano Dolby Digital 2.0 le cose vanno (purtroppo) molto meno bene che con il video: alla faccia della stereofonia "dichiarata" sulla copertina, infatti, il suono proviene esclusivamente dal canale centrale ed è abbastanza chiuso, ovattato e stridente. Il volume di registrazione non è male, per la verità, e la gamma medio bassa si difende, anche se, per il resto, la definizione è carente e, soprattutto nelle scene più rumorose, il messaggio sonoro è confuso, come tipico di colonne sonore tanto vecchie e non restaurate. Le voci sono spesso coperte da saturazioni ed hanno un impatto a volte nasale ed altre volte "scarico". Si salvano giusto quella di Max, molto più nitida ed in primo piano, e quella del pilota di girocottero (peraltro di Claudio Sorrentino, cioè colui che sarebbe divenuto il doppiatore "ufficiale" di Mel Gibson). Come prevedibile, i rombi delle auto, gli spari e le esplosioni non convincono minimamente, cosicché il bellissimo inseguimento finale perde un po' del suo coinvolgimento. A questo punto, meglio rivolgersi alla traccia inglese Dolby Digital 5.1, che, pur non avendo un mix paragonabile a quelli moderni, sta su un altro pianeta per dinamica, separazione e nitidezza. In particolare, vale la pena confrontate tutte le sequenze con esplosioni e con i passaggi delle auto: ma la differenza è palese anche in tutte le scene dov'è presente il girocottero. Da notare infine che, verso metà film, la traccia italiana presenta un breve (ma evidentissimo) fuori sincrono dell’audio, con addirittura una battuta mancante.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (4 e 1/2 su 10): Gli extra si limitano ad un'introduzione del critico americano Leonard Maltin, una traccia di commento del regista Geroge Miller e del direttore della fotografia Dean Semler (non ascoltata) ed un trailer del film in alta definizione (ma di qualità mediocre). L'introduzione, completa di qualche aneddoto, è interessante ma troppo breve. Presenti sottotitoli in italiano e inglese ma non per la traccia di commento, come da pessima consuetudine Warner. Il menù e disponibile sia in versione fissa che a scomparsa.

link a recensioni esterne:
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
DVD Talk (Bluray americano)
DVD Town (Bluray americano)
UpcomingDiscs.com (Bluray americano)
Scheda del film
Imdb

giovedì 4 settembre 2008

Batman begins

FILM: Diretto da Christopher Nolan, Il quinto film su Batman ripensa il mito dell'uomo pipistrello in un'ottica verosimile e segna uno stacco netto sia con gli splendidi capitoli fiabeschi di Tim Burton che con gli obbrobri kitch di Joel Schumacher. Trattandosi di cinecomic, la forma resta pur sempre quella di colossal fantastico, anche se cupezza e disincanto lo ancorano alla contemporaneità, in particolare quella "metropolitana" degli Stati Uniti post 11 settembre. L'ampia prima parte descrive la trasformazione del miliardario Bruce Wayne (interpretato da Christian Bale) in Batman e pone l'accento sugli episodi che ne determinano le motivazioni: dall'omicidio dei genitori ad opera d'un balordo, al tentativo (fallito) di vendicarsi, fino all'esilio in oriente, dove, dopo aver vissuto come un criminale, viene addestrato da una setta di guerrieri ninja. Nella seconda parte, invece, l'eroe mascherato entra in azione in una Gotham City quasi identica a New York, per ripulirla da un boss mafioso e, soprattutto, da "Scarecrow", folle psichiatra che vuole terrorizzare l'intera città servendosi d'un gas allucinogeno. L'approccio di Nolan è molto "serioso" e, come in quasi tutti i suoi film, giocato sulla progressiva "smitizzazione" di un'apparenza basata su congetture (o, in questo caso, sulla mitologia fumettistica). Ciò si riflette nella parziale narrazione in flashback, nell'estrema "riconoscibilità" urbana ed anche nel ricorso massiccio alla tecnologia per spiegare le abilità di Batman, un po' come fossero i gadget di 007 o i trucchi di The prestige (successivo film di Nolan). Non sfugge alla regola nemmeno il personaggio di Bruce Wayne, "svelato" come in bilico fra i sensi di colpa per la propria ricchezza e il legame irrisolvibile con la vendetta. Tale meccanismo "nolaniano" è parecchio intrigante all'inizio, poi soffre lo squilibrio fra la genesi del supereroe (lunga e costellata d'implausiblità) e il suo passaggio all'azione. La ricercata verosimiglianza, inoltre, stride con un'aura fantastica difficile da azzerare, mentre il semplicismo dell'ultima parte tradisce un'ambiguità che prometteva risvolti più "torbidi". L'azione è di gran classe ma soffre due occasionali limiti: è fine a se stessa (il bellissimo inseguimento con la batmobile), o è tanto incomprensibile da annullare l'esaltazione, in favore di un'inqueitudine si "autoriale" ma lo stesso frustrante. Anche con questi scompensi, però, Batman begins riesce a mantenere un profilo da cinecomic "adulto" e a sdoganare un genere ritenuto ancora oggi troppo giocoso. Merito non solo di come ridelinea la figura del vigilante (e i limiti fino ai quali si può spingere) ma anche della centralità attribuita alla paura, intesa come pulsione irrazionale e arma da sprigionare contro i nemici, una volta incanalata. L'ex "American Psycho" Christian Bale è un uomo pipistrello tormentato quanto basta, mentre Liam Neeson, nel ruolo di mentore e antagonista, ne rappresenta con eleganza il lato reazionario da dominare. Michael Caine, nei panni del maggiordomo Alfred, vanta una raffinatezza indiscutibile, mentre Katie Holmes, che interpreta l’amica d’infanzia Rachel Daws, è una sciacquetta: in più, le sue battute sono fra le più retoriche del film.

QUALITA' VIDEO (8 su 10): L'immagine 2.35:1 (compressa in VC-1) è abbastanza morbida ma anche molto "raffinata", come dimostrano le prime scene ambientate nella prigione e quindi fra le montagne. Fin da subito, risalta l'impressionante "sottigliezza" di dettagli e contorni, oltre ad una "setosità" che, se da un lato è caratteristica di tutti i trasferimenti Warner, in questo caso sembra far parte d'una fotografia dalle sfumature volutamente "anticate". Anche il senso di pulizia è altissimo, mentre la porosità della trama non è paragonabile a quella dei titoli più "razor" (es. Die Hard 4, Apocaypto, Across the universe). Ciò è evidente soprattutto durante i primi piani, dove ad istantanee comunque nitide e tutto sommato rivelatrici (Christian Bale nella prigione, il Boss Falcone nel bar, Liam Neeson o Ras Hal Gul nel tempio) se ne alternano molte che paiono quasi "annebbiate" o, come nel caso di quelle in interni (nella villa di Wayne e nei sottarranei di Lucius Fox) lievemente polverose. In tali occasioni il quadro si fa particolarmente “ceruleo” anche se (e questo è un dato fondamentale) non si ha MAI l’impressione che sia stato applicato qualche deplorevole filtro digitale antirumore (DNR). D'altro canto, i totali cittadini sono sempre molto convincenti e, sebbene un po' artificiosi, mantengono un "colpo d'occhio" assolutamente spettacolare. S'osservino, ad esempio tutti quelli su Gotham City: dalle panoramiche diurne sui palazzi (es. subito prima dell’udienza in tribunale) agli scorci notturni sulla baraccopoli. Più che adeguati (anche se non memorabili) i livelli di luminosità e contrasto, con il nero che non porge il fianco a particolari cedimenti e si mantiene profondo senza mangiare dettaglio, salvo giusto in qualche scena dove l'effetto è voluto. Nel complesso, la resa è migliore nelle sequenze con media o poca luce, dato che, in quelle più illuminate, l'immagine ha una filtratura lievemente "lattiginosa" che ne compromette un po' la tridimensionalità. Il marrone - rossastro domina spesso la palette cromatica, mentre le scene con Wayne che si allena fra i ghiacci sono coperte d'un azzurro con ampi inserti verde bottiglia. In città la tendenza è al nero, anche se ciò non impedisce agli incarnati di mantenersi caldi. Ottime le occasionali pennellate di verde, blu, o rosso acceso, come ad esempio in scene con i lampeggianti della polizia, i quali creano uno stacco brillantissimo con i fondali. La compressione non mostra artefatti evidenti, nonostante le molte fasi ipercinetiche e alcune sfumature dettagliatissime dei visi: tuttavia, alcuni sfondi non a fuoco mostrano gradazioni di colore un po' brusche. Inoltre, il nero di qualche (breve) sequenza si sporca di rumore video, mentre l'edge enhancement fa capolino nei passaggi più luminosi. Nulla di preoccupante (almeno su 50 pollici di schermo), anche se, nell'economia d'un video tanto particolare e "delicato", era meglio puntare alla perfezione assoluta.

QUALITA' AUDIO (7 e 1/2 su 10): L'audio italiano Dolby Digital 5.1 è buono ma di certo non memorabile. Il livello di registrazione è discreto e la separazione dei canali frontali molto spinta. La definizione generale è più che discreta sulle alte frequenze, mentre i bassi sono carichi (anche se non debordanti): tuttavia, la compattezza della scena sonora non sempre convince e, dopo l'ottima introduzione con i pipistrelli (nella "sigla" e lungo l'incipit), questa presenta molte indecisioni. La colpa è sia d'un mix forse non troppo curato (almeno fra quelli più moderni) che, soprattutto, d'un centrale non all'altezza degli altri diffusori frontali. Gli effetti prodotti da quest'ultimo, infatti, suonano un po' più stridenti e le voci sono inscatolate, o addirittura nasali. Come se non bastasse, le saturazioni fanno capolino in quasi tutti i momenti più concitati. Il livello di fruscio, almeno, è sempre molto contenuto (salvo nei dialoghi doppiati), mentre l'attività dei canali posteriori è piuttosto "leggera": a dominare, infatti, è l'ambienza (nemmeno troppo stereofonica) con giusto qualche "sussulto" nei passaggi delle allucinazioni, dove si può udire anche un’eco delle voci. Nonostante questi limiti, comunque, certe scene riescono a garantire un impatto sonoro in linea con la spettacolarità delle immagini: ad esempio l'inseguimento con la batmobile (zeppo di "botti", collisioni e "ruggiti"), tutta la parte finale e, ancora, lo scontro nel monastero ed il rogo nella casa. Anche in questi casi, però, certe "strozzature" degli effetti più fragorosi fanno storcere il naso. Anche il subwoofer sembra non volersi distinguere, dato che i suoi interventi sono si esuberanti ma non profondissimi. In definitiva, si poteva fare di più, e ciò vale anche per la versione inglese Dolby True HD, dotata solo d'un centrale più "delicato" e qualche decibel di riserva.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (8 e 1/2 su 10): Eccellenti gli extra, anche se la maggior parte di essi proviene dalla precedente versione in doppio DVD. Stipati sul medesimo BD50 del film, comprendono:

Prologo IMAX de "Il cavaliere oscuro" (6 min. 30 sec.)

Traccia di commento picture in picture "Dentro il film"

Trailer cinematografico (1 min.)

Sezione "Dentro la storia", comprendente le featurette:

- La caricatura di Batman (5 min.)

- Batman: inizia il viaggio (14 min.)

- Mente e corpo (13 min.)

- Gotham city sorge (13 min.)

- Cappuccio e mantello (8 min.)

- La batmobile (14 min.)

- Il sentiero della scoperta (14 min.)

- Salvare Gotham city (13 min.)

- Genesi del pipistrello (15 min.)

Galleria di poster divisa nelle sezioni:

- US

- International

- Esplorazione

Sezioni "Documenti sgreti" con schede di tutti i personaggi principali

Featurette "Riflessioni sulla stesura della sceneggiatura" (2 min.)

Featurette "Digital Batman" (1 min.)

Featurette "Gli stuntman" (2 min. 30 sec.)

La traccia di commento picture in picture (inedita rispetto agli extra della versione DVD) è piuttosto esaustiva e vanta, lungo tutto il film, una marea d'interventi del regista Christoper Nolan, dell'attore Christian Bale e svariati membri della troupe. Ognuno dei partecipanti conosce molto bene il film (scontato per Nolan, meno per gli altri) e lo dimostra grazie a contributi di grande spessore sia sulle tematiche che sull'approccio tecnico/artistico. Le varie featurette (che hanno una durata complessiva superiore a quella del film stesso) sono varie, dense, e molto approfondite. Inoltre, hanno un perfetto equilibrio fra dietro le quinte e interviste (sempre a Christoper Nolan, Christian Bale e buona parte di cast e troupe). Stupiscono, in modo particolare, quelle dedicate alla genesi del personaggio ma non sono da meno quelle sulla Batmobile, sugli stili di combattimento e sulla costruzione dei set, tutte strapiene di retroscena interessantissimi. Non male, una volta tanto, anche la galleria dei poster (sebbene molti di quelli presenti nella sezione "Esplorazione" non siano granchè), mentre lo "schedario" dei personaggi, per quanto dettagliato, è abbastanza superfluo. Il prologo Imax de "Il cavaliere oscuro" (sequel di Batman Begins uscito a luglio 2008) mostra i primi cinque minuti del film, seguiti da una breve coda. Le immagini sono a dir poco elettrizzanti e l'atmosfera che creano è ancora più adulta e realistica di quella respirata in Batman Begins. Featurette e trailer sono in bassa definizione e presentano una qualità video più che sufficiente. Discorso a parte merita il "prologo" Imax: La qualità video (1080p in formato 1.78) è infatti sbalorditiva e fa impallidire non solo quella del primo film ma anche quella di molti fra i titoli Bluray di riferimento. Pulizia, nitidezza, definizione e bilanciamento cromatico sono da vedere per credere e dimostrano tutta la potenza dell'alta definizione unita al non plus ultra della tecnologia cinematografica, ovvero la pellicola Imax. Anche l'audio stupisce, grazie ad una pulizia eccellente ed una gamma bassa capace di saturare l'ambiente fin dalle musiche in sottofondo. I sottotitoli dei vari extra sono sia in italiano che in inglese e si estendono (caso più unico che raro, con Warner) anche all'inserto picture in picture. Bellissimo il menù fisso, che include una preview fotografica e la durata d'ogni contributo video.

link a recensioni esterne:
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
Forum DVD Essential (Bluray italiano)
Movieplayer.it (Bluray italiano)
DVD Authority (Bluray americano)
DVDfile (Bluray americano)
Home Theater Forum (Bluray americano)

Scheda del film
Imdb

lunedì 4 agosto 2008

Vivere e morire a Los Angeles (To live and die in L.A.)

FILM: Noir poliziesco in cui il regista William Friedkin (Il braccio violento della legge, l’esorcista) accomuna la contraffazione di denaro e quella, metaforica, dei rapporti umani. Ambientato in una Los Angeles torbidissima, imbastisce una storia di vendetta che non lascia speranza, ed è costellato di personaggi senza scrupoli. Non fa eccezione il protagonista Steve Chance (William Petersen) agente dei servizi segreti disposto a infrangere qualsiasi legge, etica o morale, pur di mettere le mani su Rick Masters, un falsario che gli ha ucciso il collega. Ma come lui, c'è tutt'un sottobosco metropolitano così degradato da trasformare, in modo sempre più inesorabile, ogni relazione umana in moneta di scambio. La regia di Friedkin, brusca e adrenalinica, porta l'intreccio quanto più possibile sulla strada, conferendo un tono molto realistico. La ruvida e sgargiante stilizzazione anni ‘80, invece, satura i vari strati sovrapposti (ma "sconnessi") di autorità e fasce suburbane. Azzeccatissimi i tratti del supercattivo Rick Masters (interpretato da Willem Dafoe), in particolare il suo talento per la pittura (opposto a quello per la falsificazione di denaro, altrettanto “artistico”) e l'attrattiva "demoniaca" per il fuoco. L’azione è centellinata ma costante, almeno fino allo strepitoso inseguimento in auto che, mischiando raptus euforici a connotati d’incubo, completa la discesa agli inferi di Chance. La sequenza da antologia, però, resta quella in cui Masters stampa denaro falso: seducente, ipnotica e ricca di sottintesi grafici (l’inchiostro che sembra sangue) e sonori (i macchinari a tempo di musica) sulla ritualità “faustiana” della procedura. Per il protagonista William Petersen (già nelle corde del successivo Manhunter), ruolo "cult" e oltre i limiti, come dimostra, appena dopo l'inizio, il salto nel vuoto che definisce tanto il personaggio di Chance quanto il suo destino. Memorabili anche i comprimari, fra i quali spiccano Dean Stockwell (l’avvocato), un giovanissimo John Turturro (nei panni del “galoppino”) e John Pankow (il nuovo collega di Chance). Ad amalgamare il capolavoro ci pensa la musica di Wang Chung, le cui sonorità martellanti riflettono l’equilibrio della pellicola fra paura e fascinazione per il male.

QUALITA' VIDEO (7 su 10): L’immagine 1.85:1 del film è stata trasposta su un Bluray a strato singolo utilizzando la compressione mpeg2, come da pessima consuetudine di Fox per quanto riguarda i titoli di catalogo. La resa del video, comunque, non è mediocre come ci si potrebbe aspettare ma anzi è in grado di appagare l’occhio, purché si tenga ben conto dello stile con cui il film è girato. La fotografia, infatti, è sempre molto “ruvida” e, per precisa scelta artistica, coperta da uno strato di grana quasi sabbiosa. Quest’ultima è abbastanza evidente sia in scene al chiuso che in passaggi diurni, dove conferisce all’immagine una sensazione di “sporcizia” che però s’addice perfettamente al tono del film e, soprattutto, non guasta la definizione complessiva. Proprio la definizione s’attesta su livelli più che discreti e, sotto la “patina” di grana, consente di vedere chiaramente il dettaglio su volti, oggetti e sfondi. Gli incarnati, quando la ripresa è perfettamente a fuoco, mostrano una buona porosità e in certi primi piani quasi stupiscono (almeno per l’età del film): s’osservino, ad esempio, la prima inquadratura su Willem Dafoe, o i molti piani ravvicinati su William Petersen, o ancora, quelli durante la rissa nel ghetto, ambientata quasi al buio. Anche i totali, sebbene “polverosi”, appaiono piuttosto definiti e, soprattutto, hanno contorni molto sottili e ben sfumati. In certi casi, addirittura, la resa è così nitida da sembrare quella d’un film odierno, come accade in certe inquadrature del porto, nell’incipit sul ponte e nella scena in cui Chance sfonda il cancello per entrare nel magazzino di Masters, dopo l’omicidio del collega. Certo non mancano i momenti in cui la qualità video diminuisce, anche se a infastidire non è tanto la minor definizione (mai troppo morbida o pastosa) quanto la trasformazione della grana in un rumore video forse troppo “metallico” e non più “da pellicola”. Tuttavia, la durata di questi momenti è inferiore a quelli in cui l’impatto generale convince. La saturazione dei colori è sorprendente e in particolare splendono i rossi, i verdi e gli azzurri. Ne consegue una resa a dir poco sgargiante delle tinte, comprese quelle del cielo, degli incarnati o dei molti ambienti dai colori caldi. La sequenza dei titoli di testa, poi, è quasi abbagliante, grazie ad una sfilza di rossi e verdi che debordano dallo schermo. Più che buono il contrasto, e livello del nero piuttosto basso. Inoltre, sempre il nero non nasconde mai i dettagli, salvo forse in un paio di sequenze volutamente buie (il viaggio in macchina verso il magazzino/stamperia, nell’incipit). Tutto ciò contribuisce ad elevare ulteriormente il senso di tridimensionalità dell’immagine, davvero notevole. L’edge enhancement è abbastanza presente ma non è mai fastidioso, mentre a livello di compressione video si nota una certa pastosità della definizione in tutte le scene immerse nei colori più forti (es. i passaggi nel topless bar, o durante la stampa del denaro, e, ancora, la resa dei conti nel magazzino). Qualche dissolvenza, inoltre, presenta effetti di posterizzazione. In definitiva, il video di questo Bluray non può certo dirsi di riferimento e nemmeno particolarmente notevole: tuttavia, e come precisato all’inizio, non è stato compromesso dall’uso dell’algoritmo mpeg2 e del supporto a strato singolo. In più, gode di svariate peculiarità favorevoli e, soprattutto, restituisce l’esperienza del film in modo molto più fedele di quanto faccia il corrispondente DVD, molto più “sfocato” e “plasticoso”.

QUALITA' AUDIO (6 su 10): L’audio italiano DTS a 768 kbit è tutto sommato piacevole, anche se “vecchio” e con svariati difetti. Il volume di registrazione è più che discreto ma la dinamica è un po’ carente sui bassi. Il fronte anteriore, comunque, è ampio e separato e, soprattutto, riproduce con un certo calore le splendide musiche di Wang Chung. I molti effetti della colonna sonora generano panning e riverberi e sono abbastanza definiti, sebbene un po’ sporchi. Inoltre, non sono esenti da saturazioni, come nel caso di spari, stridìo di freni, esplosioni ed altri effetti più o meno violenti. Il canale centrale, purtroppo, è il vero punto debole della colonna sonora e presenta una timbrica totalmente diversa da quella degli altri canali. Ciò è evidente soprattutto nel caso delle voci, molto cupe, nasali e basse di volume. Tale discrepanza è dovuta, probabilmente, ad un’operazione di “taglia e cuci” fra la traccia effetti della colonna sonora americana (restaurata e rimasterizzata) e quella monofonica italiana. In alcuni casi, purtroppo, la resa del centrale è così disomogenea da rendere l’ascolto faticoso, come nel caso della prima sequenza al bar dopo il salto di Chance dal ponte. In più, sempre sul centrale gli effetti producono strani riverberi. Il fronte posteriore contribuisce ad animare la scena con una certa vivacità, anche se il messaggio sonoro è spesso del tipo monofonico sdoppiato. Fanno però eccezione alcuni panning (soprattutto di veicoli) e persino qualche sparo, più alcuni altri effetti ambientali (opportunamente ritardati sui due diffusori) dove anche l’estensione degli alti è tale da offrire un coinvolgimento piacevole. Come anticipato, l’estensione sulle basse frequenze è scarsa e a poco serve il rinforzo d’un subwoofer che, nonostante qualche decisa “enfatizzazione” (es. lo scoppio iniziale e l’incendio finale) non fa nulla per colpire allo stomaco. Gli alti, però, si mantengono sempre abbastanza “frizzanti”: forse troppo, anche se il coinvolgimento di molte sequenze ne giova. Ad esempio, s’ascoltino l’inseguimento all’aereoporto, o quello in auto e, ancora, la sequenza in cui Willem Dafoe produce il denaro falso. Anche le varie risse ed omicidi risaltano a sufficienza e con essi tutti le fasi in cui si mischiano musiche ed effetti. Il livello finale non sarà lo stesso d’una colonna sonora odierna (e nemmeno quello della traccia americana, molto più omogenea): ma, rispetto al mediocre audio stereofonico del DVD, l’incremento è udibile e la resa sufficiente.

QUALITA' CONTENUTI EXTRA (1 su 10): Extra inesistenti, salvo i trailer cinematografici del film stesso, di “Ronin” e de "Il silenzio degli innocenti", tutti in alta definizione: dove sono finiti (fra gli altri extra) la bella featurette, il finale alternativo, le scene eliminate e la traccia di commento inclusi nel DVD americano?

link a recensioni esterne:
AfDigitale (Bluray italiano)
Forum AV Magazine (Bluray italiano)
AVS Forum (Bluray giapponese)

Scheda del film
Imdb